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Da Roma a Roma: primi appunti di viaggio

di Leonardo De Franceschi

Festival Internazionale del Film di Roma, 28 ott.-5 nov.

Annunciati i titoli della quinta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. A una prima scorsa del programma, anche quest’anno l’Africa non appare propriamente al centro degli interessi dei selezionatori. Verosimilmente poco c’era in giro e quel poco non è piaciuto. Ma armiamoci di lanternino e cominciamo un giro di ricognizione, partendo dalla selezione ufficiale. Castellitto e co. l’Africa la vedranno solo come tela di fondo dell’atteso film mariano di Guido Chiesa, Io sono con te, girato in Tunisia (tra Matmata, Monastir ed El Kef), ma tutti gli interpreti principali, a partire dalla quindicenne esordiente Nadia Khlili, sono tunisini, compresi l’ormai italiano d’adozione Ahmed Hafiene e Fadila Belkebla (Vivre au paradis), apparsa insieme a lui in La giusta distanza. Di Casablanca è invece Morjana Alaoui (Marock), nota ai più per essere una delle due protagoniste dell’horror estremo Martyrs e qui interprete principale dell’irakeno I fiori di Kirkuk.

Nella sezione Alice nelle città, anche considerando le presenze attoriali di Danny Glover (I want to be a soldier, di Christian Molina) e Roschdy Zem (Tête de turc, di Pascal Elbé), sono le diaspore a farsi sentire e vedere di più, a Parigi come a Roma. Leila segna il ritorno della giovane regista francese Audrey Estrougo, già fattasi notare alla Berlinale 2008 con il banlieue film d’esordio Regarde moi: qui torna a parlare di periferie e minoranze, ma con i toni di una commedia musicale e il talento emergente di Leila Bekhti (Il profeta, Nemico pubblico n. 1-L’istinto di morte). Termini Underground di Emilia Zazza è invece un doc che racconta il percorso di messa in scena di musical hip hop, interpretato da ragazzi immigrati, uniti dalla passione per la musica e per la danza. Sempre di disagio e riscatto si parla nello statunitense Waiting for Superman di David Guggenheim, programmato in condivisione tra due sezioni (Alice e Extra): uno sguardo preoccupato sullo stato di sofferenza della scuola pubblica all’epoca della crisi. A farne le spese, anche qui, sono spesso le minoranze.

L’altro cinema/Extra, per sua vocazione sezione attenta più alle periferie che al centro del sistema cinema, si conferma terminale utile di confronto e apertura con le culture del sud, anche se, una volta di più ad essere privilegiati sono gli sguardi di registi/turisti del nord. Talvolta viaggiatori d’eccezione come il Gianni Celati, regista di Diol Kadd, diari e riprese in un villaggio del Senegal, racconto di un fertile progetto di allestimento teatrale in un villaggio di trecento anime, ideato insieme all’attore Mandiaye N’Diaye sulla base di un testo di Aristofane. Talaltra viaggiatori salgariani come Fabrizio De André, che pure ci hanno trasmesso come pochi la curiosità per la scoperta e il confronto con le culture della costa accanto: il suo viaggio, ideale e metaforico, nel Mediterraneo, verrà ripercorso da Bruno Bigoni in Il colore del vento, fino a Sousse, a Tangeri e a Genova, per ascoltare la tragica storia di una giovane migrante nigeriana.

Viaggiare, magari con l’aiuto di un libro, può voler dire, in un contesto di disagio sociale ed emarginazione diffusi, crearsi gli anticorpi per rialzare la testa e sottrarsi a un destino segnato: è quanto è successo al poeta e musicista Kcal, all’anagrafe Ricardo Gomez Ferral, che ha trasformato la sua casa-palafitta in una biblioteca per i ragazzi della favela. La sua avventura è al centro del doc italiano A mao e a luva (Storia di un trafficante di libri), di Roberto Orazi. E se ogni viaggio non può che terminare, almeno nella memoria, con un ritorno alle origini, ci piace chiudere questa prima ricognizione con lo sguardo dell’italo-etiope videoasta Theo Eshetu, che rende omaggio a un altro curioso d’altri mondi come Corso Salani, con Roma: il regista parte dalla paura di Jung di visitare Roma, ricollegandosi all’immagine di «città africana» che ne diede Fellini. Per quel che ci riguarda, è uno dei titoli che più conta in questa quinta edizione.

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