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MedFilm Festival: Alisya nel paese delle meraviglie

di Simone Amendola

L’Italia è strana

Una mappa di Roma che parte dal Colosseo e arriva oltre il Grande Raccordo Anulare fino ad un quartiere chiamato Cinquina: un breve percorso accompagnato da voci fuori campo di ragazzi che spiegano come è lungo e noioso il tragitto da Cinquina a qualunque zona di Roma dove si trovino scuole, uffici, cinema, negozi, insomma qualunque cosa.
Questo è l’inizio del documentario Alisya nel paese delle meraviglie (2009) di Simone Amendola, che racconta l’Italia della quale non si parla, attraverso l’esperienza di vita di un gruppo di ragazzi che vivono a Cinquina, quartiere a nord est di Roma, un blocco di case rosse costruite nel nulla, l’edilizia popolare destinata a dare un tetto senza pensare a offrire tutto il resto: servizi, giochi, parchi, punti di ritrovo.

Amendola racconta le banlieues romane, i problemi, le speranze. Le voci dei protagonisti di Alysia nel paese delle meraviglie colpiscono, a volte commuovono, ma soprattutto restituiscono un’immagine cruda, amara ed estremamente realistica di un paese che molti ancora fanno finta di non conoscere, un paese che emargina e nasconde. Uno sguardo sincero che ha convinto la giuria del Premio Ilaria Alpi che ha assegnato il Premio Produzione proprio al film di Amendola.
Alisya nel paese delle meraviglie sta facendo il giro di molti festival tra cui il Med Film Festival 2010 che ha selezionato il film per il concorso documentari Open Eyes.

La maggior parte delle famiglie che sono arrivate a Cinquina nell’arco degli ultimi dieci anni sono quasi tutte di origine straniera, ma vengono tutte da esperienze di occupazione, dagli squat di Ostia o Bastogi. Amendola dà voce ai ragazzi, molti dei quali rappresentano la seconda generazione, i figli degli immigrati, nati e cresciuti in Italia che però faticano ad ottenere la carta permanete di soggiorno e i documenti. Eppure questi ragazzi non conoscono altra realtà oltre quella italiana, oltre quella della città di Roma, parlano in dialetto e cercano un riscatto: Youssef ha 14 anni, i genitori sono marocchini e lui ha un grande progetto, “diventare commercialista, avere una famiglia e poter dare ai figli tutto quello di cui hanno bisogno”.

I ragazzi intervistati vengono da famiglie di origini diverse, da tradizioni e da educazioni differenti, li unisce il luogo in cui abitano e la volontà di migliorare, di vivere una vita serena, felice, senza privazioni. Combo e Fabio suonano il rap, la musica li ha salvati dalla strada e dalla droga, è il loro modo di sfogare la rabbia. Tra queste case rosse e isolate, dove ci sono “20 negozi per puzza” i ragazzi crescono, si riuniscono in gruppetti, come dice Jessy “marocchini con marocchini, egiziani con egiziani, italiani con tutti” ma tutti sono estremamente consapevoli della realtà in cui vivono e allo stesso tempo estremamente fiduciosi nella possibilità di cambiare.

Amendola colpisce nel segno, anche se con qualche ingenuità come l’inserimento di una parte video nella quale i ragazzi ballano e reppano la canzone scritta da Combo. Alisya nel paese delle meraviglie è il secondo lungometraggio di Amendola che si è fatto già notare con interesse con il documentario Quando combattono gli elefanti (2009). L’elemento della speranza si trova già nel titolo del documentario: Alisya è la figlia, appena nata, di Fabio e Serena, per lei vivranno questi due giovanissimi ragazzi e forse per lei le cose cambieranno. Ma Alisya è italiana perché Fabio e Serena lo sono, invece cosa ne sarà dei figli di Youssef, Jessy o Gonzo?
Queste leggi che non permettono ai figli di seconda generazione, nati in Italia, di essere considerati italiani e che li costringono a lunghe trafile burocratiche per ottenere carte di permesso permanenti sono leggi strane, o forse, come dice Gonzo, è l’Italia che è strana.

Alice Casalini | 16. MedFilm Festival

Cast & CreditsAlisya nel paese delle meraviglie
Regia: Simone Amendola; sceneggiatura: Simone Amendola; fotografia: Simone Amendola; suono: Tullio Arcangeli; montaggio: Simone Amendola; interpreti: Fabio, Jessy, Serena, Bonzo, Youssef, Combo; origine: Italia, 2009; formato: Beta SP, colore; durata: 38’; produzione: PARSEC Cooperativa Sociale, Film Albatros; distribuzione: PARSEC Cooperativa Sociale; sito: http://www.parsec-consortium.it/

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