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A bout portant

di Fred Cavayé

A bruciapelo

Il volto severo di Roschdy Zem è ormai uno degli elementi riconoscibili del cinema francese: l’uomo che nasconde le sue debolezze e il suo lato più dolce dietro un atteggiamento schivo, ostile e duro, un uomo che lotta con i suoi sensi di colpa per le azioni violente che il destino l’ha portato a compiere, un uomo in lotta con sé stesso, con il bene e con il male, e che esprime il suo tormento interiore attraverso uno sguardo carico di pena e dolore e allo stesso tempo impassibile. Questo personaggio è Atom di Tête de turc (2010) di Pascal Elbé, è Messaoud di Uomini senza legge (Hors-la-loi, 2010) di Rachid Bouchareb e in parte anche Hugo Sartet di À bout portant (2011) di Fred Cavayé, interpretati tutti dall’attore franco-marocchino Roschdy Zem. Il regista francese è al suo secondo lungometraggio e, dopo Pour elle (2008) con Vincent Lindon continua il suo approfondimento nel cinema poliziesco. Alla base di entrambi i due lungometraggi di Cavayé c’è l’improvvisa, traumatica e violenta interruzione della tranquilla e quasi idilliaca vita familiare e di coppia e per ripristinare l’ordine spezzato ingiustamente da un sistema corrotto i due malcapitati protagonisti sono pronti ad affrontare qualunque cosa. Cavayé non ha ancora avuto modo di trovare, per nessuno dei suoi due lungometraggi una distribuzione in Italia, chissà che non riesca con questo ultimo lavoro.


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À bout portant inizia mostrandoci la vita serena a felice di una giovane coppia che sta per avere un figlio: Samuel e Nadia. Samuel è un infermiere qualificato che proprio per il suo lavoro si troverà coinvolto in un losco affare. Una mattina Nadia viene rapita sotto gli occhi di Samuel che tenta di difenderla inutilmente e viene colpito alla testa. Al suo risveglio una voce al telefono lo minaccia: hanno Nadia in ostaggio e per liberarla deve far uscire dall’ospedale nel quale lavora un uomo che è sotto sorveglianza della polizia. Il destino di Samuel è ora legato a quello del bandito Sartet. Da questo momento inizia una serie d’intrecci e inseguimenti, omicidi e violenze che coinvolgono e legano l’un l’altro Samuel e Sartet. Nulla è come sembra e di passo in passo, d’inseguimento in inseguimento la verità viene a galla.

À bout portant, uscito in Francia nelle sale a dicembre, è sicuramente un poliziesco in piena regola, che segue una storia torbida, di corruzione che viene a galla piano piano, con piccoli colpi di scena seminati lungo il percorso e che da un certo momento in poi diventano sempre meno avvincenti e quasi scontati. La prima parte del film è sicuramente quella più interessante perché lascia maggior spazio alla curiosità per la scoperta dei caratteri dei personaggi attraverso la loro complessa interazione, dovuta alla situazione paradossale che li lega indissolubilmente l’uno all’altro per la sopravvivenza e per la necessità di portare a galla la verità.

La regia di Cavayé è in perfetto stile con il genere, si lascia catturare dal fascino degli inseguimenti dei film di stampo americano, lunghissimi, quasi infiniti, per i quali non potendo sfruttare le ampie strade delle metropoli statunitensi, si districa abilmente tra strade e vicoli di Parigi e nei cunicoli della metropolitana, croce e salvezza di chi viene inseguito. L’azione non manca e diverte ma certo non spicca per originalità: rifarsi a modelli americani è forse il maggior limite di À bout portant che ha un soggetto interessante a partire dal tema della corruzione all’interno della polizia, sfruttato alla fine solo come mezzo per una soluzione positiva e per una facile identificazione del personaggio negativo. Se À bout portant, pur essendo un attraente e coinvolgente film d’azione, ha un limite, è sicuramente quello di non sfruttare al meglio gli elementi di originalità che i luoghi, la storia e i personaggi gli avevano offerto, per imitare piuttosto i modelli d’oltreoceano.

Alice Casalini

Cast & CreditsÀ bout portant
Regia: Fred Cavayé; sceneggiatura: Fred Cavayé, Guillaume Lemans; fotografia: Alain Duplantier; suono: Klaus Badelt; montaggio: Benjamin Weill; scenografia: Philippe Chiffre; costumi: Marie-Laure Tasson; interpreti: Gilles Lellouche, Roschdy Zem, Gérard Lanvin, Elena Anaya, Mireille Perrier, Claire Perot, Moussa Maaskri, Pierre Benoist, Valérie Dashwood, Virgile Bramly; origine: Francia, 2010; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 84’; produzione: Canal+, TPS Star, Gaumont, LGM Productions, TF1; sito ufficiale: a-bout-portant.gaumont.fr

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