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Omar m'a tuer

di Roschdy Zem

La colpa di essere un giardiniere

Negli anni Novanta, il caso di Omar Raddad ha avuto un particolare risalto mediatico. Come spesso accade con i casi di omicidio, l’assassinio di Ghislaine Marchal per il quale è stato accusato Omar Raddad è stato oggetto di un doppio processo, nell’aula di tribunale e sui media francesi, che hanno concentrato per lungo tempo l’attenzione sulle alture del Mougins, scenario del misterioso omicidio che ancora oggi non è completamente risolto. Nel 2007 Roschdy Zem ha acquistato i diritti del libro Pourquoi moi? scritto da Omar Reddad, che si è sempre dichiarato innocente.

Attore e regista, Roschdy Zem solo nel 2010 è riuscito a girare Omar m’a tuer (2011), suo terzo film da regista, scritto con la collaborazione di Rachid Bouchareb, ispirandosi anche al romanzo Omar, la construction d’un coupable scritto nel 1994 da Jean-Marie Rouart.


bande annonce par Filmtrailer.com

Omar m’a tuer è la ricostruzione della vicenda Omar Reddad, dal giorno dell’accusa fino alla richiesta di revisione alla prova del Dna. Omar Reddad, marocchino analfabeta, trasferitosi in Francia lavora come giardiniere presso Ghislaine Marchal, che un giorno viene ritrovata in un lago di sangue nel seminterrato chiuso dall’esterno. Sulla parete della stanza dove è stata ritrovata la Marchal c’è scritto "Omar m’a tuer". La vittima sembra accusare Omar, che viene arrestato e difeso dall’avvocato Jacques Vergès. Nel 1994, dopo un lungo processo, Omar è ritenuto colpevole di omicidio volontario per il quale deve scontare la pena di 18 anni di detenzione. Il 4 settembre 1998 Omar Raddad è liberato per il suo comportamento irreprensibile dopo che, due anni prima, Chirac ha accordato la grazia parziale della pena. In tutti questi anni il dibattito sull’innocenza di Reddad è stato acceso e probabilmente ha influenzato l’andamento del processo e delle fasi successive al processo, diventando anche un caso sociale perché l’accusa a Omar è stata letta anche come un atteggiamento razzista della giustizia che “liquida” facilmente le cause dove sono coinvolti gli immigrati, bersagli facili e indifesi. La vicenda di Omar s’intreccia con le ricerche dello scrittore Jean-Marie Rouart che si reca sul luogo del delitto con la sua assistente per scrivere il suo libro nel quale fornisce dettagli importanti per mettere in discussione le prove portate dall’accusa, tenendo aperta la discussione sul caso e portandolo all’attenzione dell’opinione pubblica.

Zem ha realizzato un film composto ma partigiano, perché si sbilancia apertamente per sostenere l’innocenza di Omar, interpretato da un intenso Sami Bouajila che riflette nel corpo, magrissimo e provato dalle sofferenze, le lotte di Omar per dimostrare la sua innocenza, compreso lo sciopero della fame, e la sua infinita battaglia continuata anche dopo la sua liberazione. Omar m’a tuer è un intreccio tra un classico polar e un film inchiesta su una possibile cospirazione che sfrutta l’indagine dello scrittore per sostenere la tesi dell’innocenza e dare mistero e tensione alla sceneggiatura, altrimenti troppo lineare. Il caso Omar è stato ovviamente un caso sociale tanto che l’avvocato della difesa durante il processo dice: «Cento anni fa si è condannato un agente perché la sua colpa era di essere ebreo, oggi si condanna un giardiniere perché la sua colpa è di essere marocchino».

Il caso di Omar ha ispirato Zem che lo ha definito «la storia di un uomo che ha sofferto molto per essere stato accusato ingiustamente d’omicidio». Omar m’a tuer - uscito in Francia il 22 giugno 2011 - ha sicuramente aiutato a continuare a tenere alta l’attenzione su un caso ancora irrisolto, perché Reddad non ha ancora ottenuto il riscatto che cerca da venti anni, ma il film ha anche il pregio di veder riuniti ancora Bouchareb, Bouajila e Zem dopo il recente successo di Uomini senza legge (2010, regia di Rachid Bouchareb).

Alice Casalini

Cast & CreditsOmar m’a tuer
Regia: Roschdy Zem; sceneggiatura: Roschdy Zem, Olivier Gorce, Rachid Bouchareb, Olivier Lorelle, Sylvie Lotiron; fotografia: Jérôme Alméras; montaggio: Monica Coleman; scenografia: Sébastien Giraud; interpreti: Sami Bouajila, Denis Podalydès, Maurice Bénichou, Salomé Stévenin, Nozha Khouadra, Afida Tahri, Lounès Tazaïrt, Liliane Nataf, Catherine Salviat, Pascal Elso, Didier Vinson; origine: Francia, 2011; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: ‘85; produzione: 3B Productions; distribuzione: Mars Films; sito ufficiale: http://omarmatuer-lefilm.com/

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