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La Vierge, Les Coptes et Moi

di Namir Abdel Messeeh

Il mistero delle apparizioni della Vergine Maria

Un uomo, la sua famiglia, le sua religione, le sue origini, questi sono gli elementi con i quali il regista Namir Abdel Messeeh si è confrontato per portare a termine il suo primo lungometraggio, La Vierge, les Copte set Moi, un film che potremmo definire un mockumentary familiare. Il progetto del regista nasce proprio dalla necessità di capire la religione e la cultura dei copti attraverso il fenomeno delle presunte e numerose apparizioni della Vergine Maria in Egitto. Per realizzare il suo film Messeeh ricorre all’aiuto della famiglia d’origine della madre che è la vera protagonista de La Virge, les Coptes et moi. Il film è un progetto interessante nel quale il regista gioca con i generi, mescolando documentario e finzione, making of, reportage e inserisce anche una riflessione sulle difficoltà di fare cinema indipendente. La Vierge, les Coptes et Moi è stato presentato in anteprima mondiale al Doha Tribeca Film Festival 2011, dove è stato premiato come miglior documentario: questo festival è stato il trampolino di lancio per il un lungo percorso che ha portato La Virge, les Coptes et moi in molti festival internazionali, dall’ultima edizione Berlinale, dove era in concorso nella sezione Panorama, alla 22ma edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina.

La Vierge, Les Coptes et Moi nasce proprio da una serata parigina durante la quale, in occasione di una riunione familiare, Namir guarda una vecchia vhs registrata molti anni prima nel villaggio egiziano dal quale viene la sua famiglia, nella quale sarebbe stata ripresa una delle apparizioni della Vergine: la madre di Namir sostiene di aver visto la Vergine, ma Namir non riesce a vedere nulla. Questo evento fa prendere coscienza al regista di avere per le mani un soggetto interessante ed inizia a lavorarci: Namir convince il produttore della validità del progetto e parte per l’Egitto alla scoperta del mistero delle apparizioni della Vergine. In breve il viaggio si trasforma in un percorso che riporta Namir alle sue origini e lo mette a confronto con il suo mestiere e con sua madre con la quale dovrà fare i conti.

Messeeh riesce a fondere con ironia e delicatezza le avventure rocambolesche legate alla ricerca di documenti ed immagini relative alle apparizioni, la sua esperienza come regista, strettamente legata alle difficoltà produttive, e il viaggio personale che lo porta a scoprire, a quasi quaranta anni, le sue origini, la storia della sua famiglia. Namir si confronta con la vita dei suoi parenti egiziani per la prima volta e arriva a comprendere la loro condizione che fino alla riprese per il suo documentario non era mai riuscito a capire fino in fondo.
Namir Abdel Messeeh è nato e vissuto in Egitto per i primi anni della sua vita, ma da bambino si è trasferito in Francia con la sua famiglia. Messeeh è cresciuto ed ha studiato in Francia, con La Vierge, Les Coptes et Moi, scopre la famiglia materna con la quale non riesce a comprendersi immediatamente. Dopo qualche giorno trascorso con i suoi parenti esprime ad uno di loro la sua impressione sulla vita che fanno in Egitto, nei campi e con il bestiame: una vita che a Namir sembra libera e felice. Questa osservazione viene subito ridimensionata dai suoi parenti che fanno notare al regista che la loro condizione di povertà non permette loro di scegliere liberamente come vivere e cosa fare. Messeeh arriva nel suo paese d’origine con lo sguardo esterno di uno straniero qualunque che riscopre e comprende la sua famiglia, la sua cultura, le sue origni solo attraverso la messa in scena di una presunta apparizione della Vergine Maria nella quale coinvolge tutta la famiglie e molti abitanti del paese.
La Vierge, Les Coptes et Moi è un documentario di scoperta, di crescita e di analisi, metacinematografica e metalinguistica, nel quale tradizione, religione, fede, scetticismo e cinema sono mescolati con ironia intelligente.

Alice Casalini

Cast & Credits
La Vierge, Les Coptes et Moi
Regia: Namir Abdel Messeeh; sceneggiatura: Namir Abdel Messeeh , Nathalie Najem, Anne Paschetta; fotografia: Nicolas Duchene; montaggio: Isabelle Manquillet; interpreti: Namir Abdel Messeeh, Siham Abdel Messeeh; origine: Francia/Quatar/Egitto, 2012; formato: colore, HDCAM; durata: 85’; produzione: Oweda Films, Doha Film Institute; distribuzione: Oweda Film

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