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Locarno 2012: s’inizia con Yeelen

di Alice Casalini

Open Doors Screenings dedicato all’Africa francofona sub sahariana

Si apre oggi la 65ma edizione del Locarno Film Festival che terminerà sabato 11 agosto. In questi dieci giorni si articolerà un’edizione ricca e variegata composta da molte sezioni parallele al Concorso Internazionale che al termine del festival vedrà l’assegnazione del Pardo d’Oro al miglior film. Locarno 2012 è da seguire con attenzione perché il cinema d’interesse panafricano trova ampio spazio all’interno di questa edizione, soprattutto grazie alla sezione Open Doors, dedicata al cinema francofono dell’Africa sub sahariana. Questo vuol dire che oltre al consueto laboratorio di tre giorni (dal 4 al 7 Agosto) durante il quale s’incontreranno registi e produttori africani con possibili finanziatori e produttori europei al fine di produrre nuovi progetti indipendenti, il pubblico del festival potrà godere di un nutrito gruppo di proiezioni attraverso le quali è possibile fare un viaggio attraverso il cinema dell’africa sub sahariana d’influenza francofona dalle origini ai giorni nostri.

Il primo film di Open Doors ad essere proiettato sarà proprio Yeelen (1987) di Souleymane Cissé, ma il programma spazia da La noire de… (1966) di Sembène Ousmane ai recenti Viva Riva! (2010) di Djo Tunda Wa Munga e La Pirogue (2012) di Moussa Touré, passado per Po di Sangui (1996) di Gloeria Gomes, Touki Bouki (1973) di Djibril Diop Mambéty , Samba Traoré (1992) di Idrissa Ouédraogo e Soleil Ô (1969) di Med Hondo: un vero e prioprio breve ma intenso viaggio attraverso il cinema africnao fancofono subsahariano.È stata annunciata la presenza durante il festival di alcuni di registi tra cui Abderrahmane Sissako che accompagnerà la proiezione di Bamako, Gaston Kaboré regista di Wênd Kûni e dal Mali arriverà Cheick Oumar Sissoko del quale sarà proiettato Guimba, un tyrant, une époque.

La sezione Open Doors prevede la proiezione di quattordici film e vari incontri, oltre che i laboratori di produzione, ma Locarno 2012 ha anche altri film d’interesse panafricano da portare all’attenzione.
Nella sezione indipendente dedicata al cinema svizzero, Appellations Suisse, verrà presentato il documentario Capitaine Thomas Sankara (2012) di Christophe Cupelin, un omaggio realizzato con materiale di repertorio su un personaggio che segnò la storia dell’Africa post coloniale. Nella sezione Semaine de la Critique segnaliamo altri due documentari: Dance of Outlaws del regista Mohamed El Aboudi, sui matrimoni in Marocco e Libya Hurra di Fritz Ofner un lavoro concentrato sugli accadimenti e sugli umori durante l’ultima settimana della Rivoluzione in Libia. Nella sezione Pardi di domani è interessante segnalare Zwazo di Gabriel Abrantes nel quale il regista riflette sul colonialismo e il meltingpot dell’isola di Haiti attraverso lo sguardo di tre giovani teenager.
All’interno della retrospettiva su Otto Preminger è importante segnalare le proiezioni di Hurry Sundow, film del 1967, girato in Louisiana che destò molto clamore all’epoca perché racconta della resistenza della gente di colore nel difendere le proprie terre contro lo sfruttamento e i soprusi da parte dei bianchi. Di meno impatto sul piano sociale ma comunque da segnalare è The Human Factor (1979) sempre di Preminger.

Infine ricordiamo la presenza del regista del Mali Mahamet Saleh Haroun (Bye-bye Africa, Daratt, Sexe, gombo et beurre salé) come membro della giuria della sezione Concorso cineasti presente all’interno del quale vengono presentate opere prime o seconde di lungometraggi sia di fiction che documentari. Haroun torna a Locarno in veste di membro della giuria dopo che nel 2008 aveva presentato il medio metraggio Expectations (29’) che faceva parte di un trio di lavori che componevano il lungometraggio Return.

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