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18 volte Medfilm Festival

di Leonardo De Franceschi

Uno sguardo al programma del festival mediterraneo

Al via dal 19 e fino al 28 ottobre, il Medfilm Festival, storica manifestazione romana dedicata al cinema del Mediterraneo ed europeo, festeggia i suoi diciotto anni, anticipando le date e ancorando la programmazione a tre location importanti come l’Auditorium della Conciliazione, la Casa del Cinema e l’Istituto Cervantes.
Tradizionalmente il festival propone due paesi ospiti d‘onore, dalla sponda nord e sud. Quest’anno la sponda sud sarà raccontata da Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Turchia e Libano i paesi cui il MedFilm ha stretto le alleanze più forti nel corso di 18 anni di lavoro, e da cui avremo testimonianze dirette di della Primavera araba a un anno di distanza dal suo inizio. A più di un anno dalla primavera araba, il Medfilm indaga sul “dopo”. Gli autori della sponda sud, abbandonando i facili entusiasmi della rivoluzione, inquadrano spaccature, luci e ombre della società araba.

Il cinema, con una critica feroce, ma onesta (perché indirizzata agli stessi protagonisti della rivoluzione), approfondisce le contraddizioni e sottolinea gli smarrimenti che vengono dai laboratori di democrazia che fervono nel Nordafrica e più avanti, oltre l’Egitto nell’incendiata Siria. I film selezionati sono la preziosa testimonianza della ventata di libertà di un movimento che, non interrotto e lontano dal concludersi, invoca e cerca un cambiamento militante e vigile, che possa preservare le caratteristiche di unicità e dunque di diversità proprie di ognuno dei paesi dell’area Nordafricana, troppo spesso da noi europei erroneamente omologati in definizioni generiche e indistinte. Chi segue il festival ha imparato a conoscere ed approfondire le differenze che caratterizzano il cinema nordafricano, in grande crescita, testimonianza del rilancio sulla scena culturale internazionale di un’area del mondo che ha moltissimo da offrire alla stanca Europa che lentamente prova ad accompagnare il cambiamento dei vicini dell’Altra sponda.

Tra i lungometraggi selezionati per il Concorso Ufficiale Premio Amore e Psiche, segnaliamo in particolare l’algerino El taaib/Le Repenti di Merzak Allouache, già presentato all’ultima Quinzaine, e il marocchino Rêves ardents di Hakim Belabbès, sul dramma dell’emigrazione clandestina verso la Spagna, che ha ricevuto due premi al Festival di Dubai. Nel Concorso Doc Open Eyes passeranno documentari girati in piena rivoluzione già apprezzati in vetrine importanti come Venezia (il tunisino Ya Man Aach/It Was Better Tomorrow) e Sundance (l’egiziano 1/2 Revolution).

Nell’ambito del festival si terrà, com’è tradizione, il Forum di approfondimento dedicato quest’anno al tema dei “Nuovi Confini dell’Europa, tra Occidente ed Oriente”. Il Forum è organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento Europeo, in collaborazione con il Medfilm Festival e con l’adesione del Presidente della Repubblica. Si tratterà di un’occasione per parlare di cultura e dialogo, strumenti preziosi e necessari all’Europa per rimanere in contatto con i propri vicini e per accompagnare il processo di cambiamento in atto nel Mediterraneo.

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