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Mother of George

di Andrew Dosunmu

L’Africa a New York, capitolo secondo

Il Sundance Film Festival è stato il trampolino di lancio anche per il secondo lungometraggio diretto da Andrew Dosunmu, Mother of George (2013). Dopo Restless City (2011), il regista nigeriano continua la sua esplorazione nel mondo dell’immigrazione africana nella Grande Mela. Con Mother of George Dosunmu è riuscito ad avere una distribuzione nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti, in Canada e in alcuni paesi europei. In Italia invece il suo film è ancora inedito. Per il suo secondo lungometraggio di finzione il regista ha lavorato a fianco della sceneggiatrice Darci Picoult che dopo il successo del suo spettacolo teatrale My Virginia firma la sua prima sceneggiatura con Mother of George. La collaborazione con Bradford Young per la fotografia è invece evidente sin dalle prime immagini del film.

Un tradizionale matrimonio nigeriano apre Mother of George: i due sposi sono Ayodele and Adenike Balogen. Danze, tradizione e discorsi di raccomandazione e buon augurio accompagnano la prima notte dei due giovani. La suocera di Adekine, Ma Ayo, dona alla ragazza una collana per la fertilità. La vita di Adenike a Brooklyn è felice, ma non riesce a rimanere incinta e questo crea problemi: Ma Ayo parla con Adenike pensando a un’eventuale seconda moglie. La coppia entra in crisi, Ayodele si rivolge ad un medico che le spiega che può aiutare lei e il marito a risolvere il loro problema ma Adenike non vuole saperne di analisi e medici. La giovane in crisi si lascia convincere dalla suocera a risolvere il loro “problema” in un modo che metterà in crisi tutta la famiglia.

L’Africa a New York: in Mother of George, Dosunmu sposta il centro dell’azione da Harlem a Brooklyn, ma la città, che pure s’identifica facilmente con elementi che la caratterizzano, come le fermate della metro, da un lato è un elemento esterno alla storia chiusa della famiglia, dall’altro è un personaggio vero e proprio, così evidenziato dai colori a tinte forti e contrastanti della fotografia. New York non è solo un luogo, è anche uno degli elementi che mette in moto la storia perché probabilmente in una storia come quella di Ayodele non ci sarebbero potuti essere alcune scene, come quella dal medico, in un film ambientato in Nigeria. Il mondo di Adenike e Ayodele è un mondo apparentemente protetto dalla tradizione e dai luoghi della loro vita, la casa e il ristorante di Adenike. Il mondo esterno però è vivo e presente e offre altri punti di vista: così l’amica di Ayodele prova a convincerla a prendere una camicetta celeste trasparente che viene però disapprovata da Adenike, ma soprattutto mostra ad Ayodele che c’è una possibile soluzione medica al “suo problema”.

Il mondo dentro e il mondo fuori: la linea tra le due realtà è fortemente sottolineata dalla scelta del regista e della fotografia. New York e il suo caos sono spesso mostrati al rallentatore per accentuare l’elemento di straniamento dei personaggi all’interno della città. Allo stesso tempo alcune scelte sembrano quasi restituire l’immagine della città per immagine fisse, come fossero quadri, come ad esempio l’uso di colori forti nella scena in cui Ayodele, con i suoi abiti colorati, passa lentamente davanti ad un muro blu elettrico. Questa ricerca stilistica a volte sembra sopraffare la sceneggiatura che a volte sembra quasi passare in secondo piano. Dosunmu sostiene il suo film anche grazie ai due attori protagonisti, da un lato Danai Gurira (Ayodele), famosa per il personaggio di Michonne in The Walking Dead, un’attrice che il regista aveva avuto modo di apprezzare in Resteless City, dall’altro Isaach de Bankolé (Black Mic Mac, Ghost Dog, Coffee and Cigarettes) con alle spalle una lunga carriera; non a caso, lo stesso Dosunmu ha dichiarato di aver sempre voluto lavorare con Isaach de Bankolé.

Mother of George è una storia d’amore, di tradizione, d’innocenza, di costume, di come si lotta per mantenere un modo di vita in un mondo che non riesce a comprenderlo e di come ci si potrebbe venire incontro. Un film intenso, che rimane impresso negli occhi per i suoi colori e per i volti, sinceri e sofferenti, combattuti tra l’amore, il dolore e la speranza, di Adenike e Ayodele.

Alice Casalini

Cast & CreditsMother of George
Regia: Andrew Dosunmu; sceneggiatura: Darci Picoult; fotografia: Bradford Young; musiche: Philip Miller; montaggio: Oriana Soddu; scenografia: Lucio Seixas; costumi: Mobolaji Dawodu; interpreti: Isaach de Bankolé, Danai Gurira, Bukky Ajayi, Tony Okungbowa, Yaya Alafia; origine: USA/Nigeria 2013; formato: 35mm, 2.35 : 1; durata: 107’; produzione: Parts and Labor, Loveless; distribuzione internazionale: Oscilloscope Laboratories; sito ufficiale: oscilloscope.net/motherofgeorge

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