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Premia il tuo corto preferito

a cura di Leonardo De Franceschi

Una nuova sezione web del David di Donatello

Segnaliamo un’iniziativa interessante che si svolge nell’ambito dell’edizione 2014 dei David di Donatello: una nuova sezione web dà la possibilità ai corti selezionati per concorrere lo scorso anno di essere visionati e votati liberamente dagli utenti della rete, sul portale di Booksprint edizioni (http://www.booksprintedizioni.it/votazione-david-di-donatello/classifica.asp). La votazione è partita già da diverse settimane e siamo ormai alla stretta finale: è possibile infatti votare solo fino a mercoledì 4 giugno. Come testata, vi presentiamo alcuni dei corti più significativi.

Cominciamo da Il debito del mare, di Adil Tanani, sostenuto dal Premio Mutti nel 2010. Tanani, 33enne regista marocchino in Italia dal 1993, qui al suo quarto corto, gira a Torino la storia di un giovane ossessionato dal ricordo del fratello Redouane, morto durante la traversata in mare che l’ha portato nel nostro paese. Il film è stato premiato come miglior corto al Piemonte Movie gLocal Film Festival 2013.
In Nel mare dove sono nata io, di Isabel Achaval e Chiara Bondì, si parla ancora di mare, di arrivi e di famiglia, ma il punto di vista è quello di una bambina eritrea, Sima, che celebra l’arrivo della sorellina, ricordando le circostanze drammatiche del loro approdo in Italia da un paese oppresso dalla violenza di regime come l’Eritrea.
Alioù, di Nicola Sarcinelli, ruota ancora intorno al tema di una nascita attesa, da parte di un’insegnante di liceo, ma la voce narrante è quella di un giovane tunisino, Alioù appunto, che racconta in un tema il suo arrivo in Italia a Rimini con la famiglia.

In La luna è sveglia, di Lorenzo Sepalone, ad incontrarsi sono un cantante in crisi, dimenticato dal pubblico, e una prostituta maghrebina, interpretata da Nadia Kibout: dalle parole della donna, l’uomo troverà la forza per ricominciare e recuperare un rapporto importante.
Amalia di Biagio Fersini, mette in scena un teatro di maschere che ruotano intorno ad un’inquietante cena per due; anche qui, padrone quasi assoluto della scena è un interprete di talento come Jonis Bascir.
Chiudiamo con l’operazione più eccentrica della serie, Dead blood, di Pietro Tamaro: piccolo horror movie girato al Forte Prenestino, prodotto dalla romana Baburka Productions con due special guest d’eccezione come Amir Issaa e Amin Nour, Dead blood vede fronteggiarsi due bande, una di vampiri e una di zombie, per un bambino che deve ancora vedere la luce.

Questo tema trasversale della maternità sembra esprimere un desiderio di rinascita e rigenerazione, per un sistema paese e per un cinema, in grado finalmente di far tesoro della sua anima multiculturale e di praticare l’arte del dialogo.

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