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Les Rayures du zèbre

di Benoît Mariage

Ragazzi d’oro

Il 2014 è l’anno della ventesima coppa del mondo e l’uscita in Francia e Belgio dell’ultimo film di Benoît Mariage, Les Rayures du zèbre, proprio all’inizio dell’anno, non sembra casuale. Film drammatico con sfumature da commedia con toni amari, Les Rayures du zèbre è ambientato nel mondo del calcio e affronta il tema del reclutamento dei talenti africani destinati a giocare nelle squadre del Nord Europa. Il regista belga torna dietro al macchina da presa dopo sette anni e continua la sua collaborazione con Benoît Poelvoorde, attore belga che ha già ha lavorato con Mariage in Cowboy (2007) e Les Convoyeurs attendent (1999) e che ricordiamo anche per il suo ruolo nel film diretto da Dany Boon, Niente da dichiarare?. Les Rayures du zèbre è un film provocatorio e drammatico che con ironia e toni satirici lavora a fondo sul protagonista interpretato da Polvoorde, con un occhio alla commedia all’italiana e ai suoi personaggi mai negativi fino in fondo e alle storie che lasciano l’amaro in bocca.

Les Rayures du zèbre racconta la storia di José Stockman, un manager belga specializzato nella ricerca di talenti del calcio nei paesi africani. Stockman arriva in Costa D’Avorio: come prima cosa si reca nel suo hotel di lusso e incontra la sua amante, una prostituta, Gigi (interpretata da Tatiana Rojo, che di recente ha prestato la voce al personaggio di Adjua nel film d’animazione Aya de Yopougon). Il suo lavoro porta ben presto alla scoperta di un ragazzo, Yaya, un giovane che ha abbandonato il suo villaggio per andare in città e vive in strada. José sceglie Yaya, lascia per l’ennesima volta Gigi e parte alla volta del Belgio: qui inizia il lavoro più difficile, inserire Yaya in un club e confrontarsi nuovamente con una vita privata disastrata.

Les Rayures du zèbre è un film che in superficie parla del calcio e del reclutamento di stile postcoloniale di giovani leve africane per i club europei, in realtà Mariage si muove sul piano della provocazione per raccontare la miseria umana di José. Dall’arrivo di Stockman in Costa d’Avorio fino alla sua partenza per il Belgio con Yaya, il protagonista ci viene presentato in tutto il suo cinismo: il suo è l’atteggiamento arrogante dell’uomo bianco che arriva in Africa con i suoi soldi e pensa di poter fare e dire ciò che vuole con atteggiamento insopportabile che costringe persino un ministro a cacciarlo dal proprio ufficio. Stockman può comprare tutto, persino Yaya: quando il ragazzo viene bloccato dal padre all’aeroporto, per sbloccare la situazione il manager tira fuori un mazzo di banconote e li getta verso il padre del ragazzo dicendogli “Adesso Yaya è mio figlio”!

In Belgio però José sembra cambiare lentamente e quando le cose all’inizio non vanno continua a occuparsi di Yaya, lotta per trovargli un posto in un club, affrontando persino suo figlio che vediamo in una breve scena, sufficiente e dire tutto sul rapporto tra i due e sul fallimento di Stockman come padre. La stratigrafia del personaggio di José s’infittisce tra dramma e satira, e alla fine non si può non essere indulgenti con il suo personaggio che cerca un riscatto dalle ceneri della tragedia che travolgerà Yaya.
José è cinico ma vede in quel ragazzo con talento e sfortunato anche il proprio riscatto, tenta quindi di supplire alle sue carenze di padre, tentando di regalare al ragazzo una nuova vita che ovviamente porterà anche a Stockman introiti importanti. Fino alla fine José non viene tratteggiato come un personaggio positivo ma gli elementi tragicomici della sua esistenza, triste e amara, piena di solitudine, fanno sì che una redenzione, parziale, sia prefigurata come possibile.

Il mondo del calcio è solo una metafora per mostrare i rapporti di potere tra Europa e Africa, ma soprattutto è lo sfondo per raccontare l’esistenza triste di un uomo, José Stockman e il sogno di un ragazzo africano come tanti, Yaya.

Alice Casalini

Cast & CreditsLes Rayures du zèbre
Regia: Benoît Mariage; sceneggiatura: Benoît Mariage; fotografia: Benoît Dervaux; suono: François Musy, Gabriel Hafner; montaggio: Philippe Bourgueil e Nicolas Rumpl; scenografia: Catherine Cosme; costumi: Catherine Cosme; interpreti: Benoît Poelvoorde, Marc Zinga, Tatiana Rojo, Tom Audenaert; origine: Belgio, Francia, Svizzera, Costa D’Avorio, 2014; formato: 35 mm, colore; durata: 80’; produzione: Formosa Productions, MG Productions; distribuzione internazionale: Bardafeu Cinéma, ARP Sélection; sito ufficiale: lrdz-lefilm.com

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