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Dormono sulla collina

di Leonardo De Franceschi

Un nuovo lutto addolora gli amanti del cinema in Africa

Quella che stiamo vivendo rischia di essere ricordata negli annali del cinema del sud come l’estate più triste e dolorosa per gli appassionati del cinema africano e per chi di cinema vive, al di là del Mediterraneo. Nelle ultime settimane si sono succedute notizie tragiche, diverse tra loro, che hanno in comune il fatto di riferirsi a perdite dolorose per le cinematografie che stanno a cuore anche ai nostri lettori.

Il 21 luglio è venuto a mancare il regista 33enne burkinabè Adama Sallé, considerato da molti tra i talenti emergenti del suo paese, grazie ai consensi e ai premi ricevuti per i suoi due cortometraggi, L’Or Blanc (2010) e Tao Tao (2013), il primo dei quali acclamato al Fespaco. Come ricorda il critico Saïdou Alcény Barry in un suo affettuoso articolo di commiato (leggi), Adama, che veniva da una famiglia di contadini, stava lavorando al suo primo lungometraggio.

Anche il 35enne maliano Bakary Diallo aveva appena cominciato a dare prova del proprio talento di regista, come il suo amico e collaboratore camerunese Lorenzo Mbiahou Kemajou, ma la sorte ha voluto che loro fossero tra i 118 passeggeri dell’aereo Air Alger precipitato il 24 luglio nel deserto del Mali. Diallo, che aveva al suo attivo sei cortometraggi, realizzati tra il 2009 e il 2011, si era aggiudicato una borsa prestigiosa della Fondation Lagardière ed era in procinto di terminare la sua preparazione al Fresnoy-Studio national des arts contemporains.
Nativo di Douala, Lorenzo Mbiahou aveva seguito una formazione presso il CinéDoc e realizzato un primo documentario dal titolo Ngon Ju (Fille de Bazou), presentato e premiato di recente al CinéDoc, nella regione della Charente Maritime. Viveva in Svizzera.

Solo ieri invece ci ha raggiunto la notizia della morte di Guido Huysmans, 58enne direttore fiammingo dell’Afrika Filmfestival di Lovanio in Belgio che ha contribuito a fondare nel 1996 insieme all’"altro" Guido, lo storico del cinema Guido Convents. Più volte membro di giuria per il Prix Signis, in tutti questi anni Huysmans è stato protagonista instancabile di numerose iniziative di formazione e sviluppo del cinema africano. In questa bella intervista pubblicata su una testata nigeriana online nel 2010 (leggi), Guido ripercorre la sua "scoperta" dell’Africa da bambino, all’avvento del 1960, l’anno delle indipendenze.

Cinemafrica si unisce alle condoglianze espresse da molti negli ultimi giorni, sulla stampa e sui social media.

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