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Passion et colère

di Mohamed Zineddaine

La ricerca della felicità

In questi giorni costellati da notizie in arrivo dal Lido veneziano si pensa anche ai film che fanno molta fatica a prendere forma e vita e poi ad arrivare nei festival e infine nelle sale cinematografiche: anni di lavoro e attesa prima di vedere il prodotto finito in sala. Uno di questi casi è l’ultimo film di Mohamed Zineddaine, Passion et colère. Il regista marocchino ha iniziato le riprese nell’ottobre del 2011, ma solo a febbraio del 2014 Passion et colère è uscito nelle sale marocchine distribuito dall Ouarzazate Films Production che l’ha anche prodotto. Zineddaine è al suo terzo lungometraggio di finzione dopo Réveil (2004) e Tu te souviens d’Adil? (2008). In Passion et colère si ritrovano alcuni elementi presenti nei due film precedenti del regista: incontri dell’infanzia che continuano a essere sempre presenti, il contrasto tra città e campagna e la letteratura protagonista.

Omar è un bambino che vive in campagna, è il figlio del mugnaio del posto e ama la piccola Laila, figlia di un proprietario terriero della zona. Le loro strade si dividono. Passano gli anni e Omar diventa un promettente giornalista e scrive libri, continua sempre ad amare la sua Laila che però ha dovuto sposare Kamal, figlio di un comandante, per salvare la sua famiglia dal fallimento: un matrimonio combinato che si mostra in tutta la sua fragilità. Laila è un’attrice e dopo anni invita Omar ad un suo spettacolo, si rivedono, e l’amore è evidente ma la tradizione, le differenze socio-economiche e il denaro sono gli ostacoli che separano Laila e Omar. Il ritorno al loro paese, e l’incontro dopo anni sono l’inizio di una serie di eventi catastrofici che fanno emergere l’impotenza dei due giovani di fronte alla società.

Passion et colère è raccontato come fosse un romanzo scritto da Omar che prende ispirazione per il suo ultimo lavoro anche dalla sua vita personale. Omar studente povero, nella sua piccola stanza, con il suo gatto e la sua macchina per scrivere, è lo stereotipo del giovane bohémien, ma il figlio del mugnaio che è riuscito a studiare è anche l’esempio di una società che cambia ed evolve. Questi cambiamenti sono anche quelli che permettono all’insofferenza di Laila di emergere, evidenziarsi ma senza concludersi con una liberazione: la madre di Laila, Maria, un’italiana che si è trasferita in Marocco spiega con chiarezza a sua figlia che si devono salvare le apparenze e la famiglia, al di fuori e di nascosto si può fare tutto, si può avere un’amante, ma bisogna mantenere le apparenze, come in fondo ha fatto lei stessa. Omar si rifugia nella letteratura, nei romanzi, nella politica con la quale entra in conflitto, riesce a denunciare lo scempio che da anni viene perpetrato nella zona dove vive la sua famiglia, ma rimane incastrato da una storia d’amore che non si risolverà mai.

I temi alla base di Passion et colère di Zinnedaine sono forti e cruciali: riflettono sui cambiamenti di un paese, sulle contraddizioni e sulle nuove generazioni. Da un lato sembra esserci speranza, per lo studio, la cultura, l’arte e la libertà di usufruirne, dall’altro nessuno dei tre ragazzi riesce ad uscire dalla gabbia che li rinchiude: ci provano ma non riescono a liberarsi ed essere felici. Forse meno riuscita la scelta narrativa che certo è un omaggio alla letteratura romantica e drammatica, ma che a volte porta Passion et colère a sembrare un romanzo ottocentesco per i toni, sopra le righe del racconto: un esempio sono le fughe a cavallo di Laila e Kamal nel bosco.
Passion et colère è la storia di un amore e di un’amicizia ostacolati nel corso degli anni da una società che, liberatasi dalla presenza dei colonizzatori, si va deformando seguendo un modello economico capitalistico che porta sconvolgimenti ambientali e uccide le tradizioni.

Alice Casalini

Cast & CreditsPassion et Colère (Colère)
Regia: Mohamed Zineddaine; sceneggiatura: Mohamed Zineddaine, Matilde Bonnes e Jacques Fieschi; fotografia: Benoît Chamaillard; suono: Enrico Medri; montaggio: Naima Bachiri, Sihame El Idrissi; scenografia: Noureddine Ghanjou; interpreti: Cristina Serafini, Fayçal Azizi, Fatima Zohra Bannacer, Mohamed Bastaoui, Karim Doukkali, Najat El Ouafi, Aniss Elkohen; origine: Marocco, 2012; formato: 35 mm, colore; durata: 90’; produzione: Ouarzazate Films Production; distribuzione internazionale: Ouarzazate Films Production; sito ufficiale: ouarzazatefilms.com

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