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Venezia 72: occhi aperti (anche) sul cinema afrodiscendente

di Maria Coletti

Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, 2-12 settembre 2015

Si apre tra una sola settimana l’edizione numero 72 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2015), che presenta anche quest’anno un ricco cartellone internazionale capace di mescolare i nomi più noti con le nuove tendenze e i nuovi orizzonti della settima arte, con un piccolo spazio ai registi e alle cinematografie afrodiscendenti, che attraversano in maniera evanescente ma costante, a saperli cercare, un po’ tutte le sezioni del festival.

Una traccia d’Africa e dell’immaginario legato ai neri nella letteratura e nella storia del cinema mondiale è presente già nei primi giorni della kermesse, con l’Otello di Orson Welles e il suo corpo a corpo con il celebre Moro shakesperiano: una rara versione italiana del film arriva al Lido per il centenario della nascita di Welles, in una versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale. Girato nell’arco di quattro lunghi anni (1949-1952) tra l’Italia e il Marocco, il film conobbe non poche traversie in fase di produzione, compreso il fallimento della casa che aveva accettato originariamente di sostenere il progetto. Nel settembre 1951 è in programma alla Mostra del Cinema di Venezia: si tratta della versione italiana del film, la più lunga, con i dialoghi a cura di Gian Gaspare Napolitano supervisionati dallo stesso Welles. Sarebbe stata la prima proiezione mondiale. Ma non avrà mai luogo. Welles convoca una conferenza stampa e, con aria mesta, annuncia che la copia non è pronta. Il film verrà ritirato dal concorso, e una nuova versione, più corta ma in inglese, sarà presentata al Festival di Cannes nel maggio successivo, vincendo il Grand Prix.

Ma passiamo a Venezia 72 , il Concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale, dove troviamo il film sudafricano The Endless River di Oliver Hermanus, alla sua terza prova dopo Shirley Adams e Beauty (Skoonheid). Nel film, una coproduzione tra Sudafrica e Francia, nella piccola città sudafricana di Riviersonderend una giovane cameriera accoglie di nuovo a casa il marito che ha scontato una condanna di quattro anni in prigione. Inizialmente il suo piano di ricominciare una nuova vita insieme sembra funzionare, ma quando la moglie e il figlio di un vicino agricoltore vengono brutalmente uccisi, la giovane cameriera e il vedovo iniziano a frequentarsi. Si crea uno strano legame tra loro, alimentato da rabbia, dolore e solitudine, sentimenti che sfociano in nuova violenza.

Sempre nel concorso Venezia 72, segnaliamo anche il film Beasts of No Nation dello statunitense Cary Fukunaga, lanciato dal successo della serie True Detective sulla HBO molto più di quanto non avessero già fatto film come Jane Eyre o Sin Nombre. Il regista ha quindi realizzato il suo nuovo film, Beasts of No Nation, che verrà distribuito nei cinema da Netflix e in contemporanea sulla piattaforma streaming, cosa che ha causato non pochi problemi con i circuiti cinematografici che hanno minacciato un boicottaggio. Il film ci incuriosisce, più che per la trama non certo originale rispetto alla corrente visione del continente africano afflitto da guerre e violenze, soprattutto per l’interpretazione di un divo talentuoso come l’attore afrobritish Idris Elba, divenuto famoso grazie alla serie televisiva Luther e interprete di film dal successo internazionale, come Sometimes in April (2005), Rocknrolla (2008), Prometheus (2012), Mandela: Long Walk To Freedom (2013). In Beasts of No Nation, presentato in anteprima mondiale al Festival di Venezia per poi essere proiettato al Toronto International Film Festival, Idris Elba interpreta un signore della guerra che addestra un bambino di nome Agu (il piccolo Abraham Attah) con l’obiettivo di trasformarlo in un bambino soldato. Il film è basato sull’omonimo romanzo dell’autore nigeriano Uzodinma Iweala.

Un maestro del cinema africano e mondiale è invece selezionato nella sezione Orizzonti , il concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive: da non perdere assolutamente, la nuova opera dell’algerino Merzak Allouache, Madame Courage , che torna alla Mostra di Venezia dopo il riuscito Les Terrasses, ancora con un racconto che traccia un ritratto attento dell’Algeria contemporanea. Nel film, Omar, ragazzo instabile e solitario, vive in una baraccopoli nei sobborghi di Mostaganem, in Algeria. È dipendente da una droga chiamata “Madame Courage”, molto popolare tra i giovani algerini per il senso di euforia e di invincibilità che produce. Omar è un ladro esperto. Una mattina si reca come al solito in centro per commettere i suoi furti. La prima preda stavolta è una ragazza di nome Selma, che passeggia con gli amici, e con una collana d’oro al collo bene in vista. Mentre Omar la sta derubando, i loro sguardi si incontrano.

Sempre nella sezione Orizzonti, segnaliamo inoltre alcuni cortometraggi: New Eyes di Hiwot Admasu Getaneh (Francia, Regno Unito, Germania, 11’) e Violence en Réunion di Karim Boukercha (Francia, 15’.)

Una pietra miliare del cinema afroamericano e più in generale del cinema indipendente americano è invece presente nella sezione Venezia Classici, dedicata ai film classici restaurati e ai documentari sul cinema: parliamo di To Sleep With Anger (Dormire con rabbia, 1990) di Charles Burnett, interpretato da Danny Glover, vincitore di tre Indipendent Spirit Awards (per regia, sceneggiatura e miglior attore), restaurato dalla Sony Pictures e presentato a Venezia in anteprima mondiale. Un evento ancora più interessante, in quanto Charles Burnett sarà presente in carne ed ossa alla Mostra di Venezia, come membro della Giuria del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro.
Nel film una famiglia afroamericana, guidata da un anziano patriarca, si sposta da una regione del Sud a Los Angeles e rischia di disintegrarsi anche per la visita di un vecchio e malevolo amico che semina zizzania tra padre e figli.

Un titolo da tenere d’occhio è presente anche nella sezione Biennale College – Cinema, il laboratorio di alta formazione aperto a giovani filmmakers per la produzione di film a basso costo. Parliamo dell’opera prima della giovane regista statunitense Rose Holmer, The Fits , interpretato dalla giovanissima afroamericana Royalty Hightower, di appena dieci anni.
Nel film Toni (Royalty Hightower), una undicenne afroamericana con la passione della danza, decide di esercitarsi presso un team dopolavoristico nel West End di Cincinnati. Sopporta con entusiasmo gli allenamenti, gli sforzi e tutte le sollecitazioni a cui le sue orecchie devono adattarsi. È il momento della gioia, delle prime amicizie e della scoperta del ballo. Ma poco dopo l’arrivo di Toni nel team, la maggior parte delle ragazze inizia a soffrire di episodi di svenimento, delirio o caduta in stati di catarsi in apparenza incontrollabili. Nessuno può spiegare la misteriosa epidemia. Questi attacchi presto si trasformano in un rito di passaggio, e il trauma spinge le ragazze a sentirsi più vicine le une alle altre. Stretta fra il bisogno di controllo e il desiderio di essere accettata, Toni deve decidere quanto vuole andare lontano per far propri i suoi nuovi ideali.

Un appuntamento da non perdere per chi segue le cinematografie del Sud del mondo è inoltre quello di Final Cut in Venice, il workshop di sostegno alla post-produzione di film da Africa e Medio Oriente. Tre i progetti selezionati quest’anno: Zaineb Takrahou Ethelj (Zaineb Hates The Snow) di Kaouther Ben Hania (Tunisia), Ali Mea’za We Ibrahim (Ali, The Goat, and Ibrahim) di Sherif Elbendary ( Egitto ) e Tigmi Nigren (House In the Fields) di Tala Hadid (Marocco).

Tre titoli da non perdere anche alle Giornate degli Autori, sezione autonoma promossa dalle associazioni dei registi italiani ANAC e 100 Autori.

Innanzitutto segnaliamo la giovane e promettente regista tunisina Leyla Bouzid, con la sua opera prima À peine j’ouvre les yeux (As I Open My Eyes), realizzata dopo due cortometraggi, Zakaria e Mkhobbi fi Kobba (Soubresauts), e gli studi di letteratura alla Sorbona e di regia alla Fémis.
Tunisi, estate 2010, pochi mesi prima della Rivoluzione. La diciottenne Farah si è appena diplomata e la sua famiglia vorrebbe iscriverla alla facoltà di Medicina. Lei non la pensa allo stesso modo. Canta in un gruppo politico rock. Vuole vivere, divertirsi, scoprire l’amore e frequentare la città di notte contro la volontà della madre Hayet che, invece, conosce molto bene la Tunisia e teme le sue insidie.
Questa la trama del film. Come spiega la regista: «C’era un’atmosfera particolare quell’estate, la sensazione di essere in un vicolo cieco e che qualcosa, da un momento all’altro, stesse per esplodere. I giovani erano in tumulto, facevano resistenza attraverso la musica, i blog, Internet e il loro stesso esistere. È da loro che è arrivata la spinta per ciò che è accaduto dopo, è da loro che viene l’energia di questo film. [...] Farah è una di questi giovani che cerca di vivere pienamente, nonostante la pressione della famiglia e uno stato di polizia onnipresente. Come cantante libera e impulsiva, lei è la voce di una generazione che resiste quotidianamente».

Sarà presentato alle Giornate degli Autori anche Mediterranea , “coup de coeur” di Cinemafrica all’ultimo Festival di Cannes. Opera prima di Jonas Carpignano, 31enne newyorchese di madre barbadiana naturalizzata americana e padre italiano, formatosi ai laboratori di regia del Sundance, Mediterranea ha una storia che parte da lontano, intorno alla storica rivolta dei braccianti africani di Rosarno, ma che riguarda i temi contemporanei della migrazione e dell’accoglienza, con uno sguardo che mescola neorealismo e cinema sperimentale. Il film è tra i tre finalisti del premio cinematografico del Parlamento europeo LUX 2015, annunciati a luglio nel corso della presentazione della 12/a edizione delle Giornate degli Autori.

Tre opere prime, per ’’tre temi coraggiosi e di grande attualità’’, ha commentato a distanza la presidente della Commissione cultura del Parlamento, Silvia Costa, come l’immigrazione per Mediterranea (coproduzione Italia, Usa, Germania Francia Qatar), la condizione femminile per Mustang (prod. Francia, Germania, Turchia, Qatar), entrambi presentati a Cannes, e la crisi economica in Urok-The Lesson (prod. Bulgaria, Grecia). I tre film finalisti verranno tradotti e sottotitolati nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione e saranno proiettati nei 28 Stati membri per la terza edizione dei Lux Film days. Il vincitore, decretato dai membri del Parlamento europeo, sarà annunciato durante la seduta solenne del 25 novembre 2015, a Strasburgo, e verrà distribuito anche in una versione per non vedenti e non udenti.

Alle Giornate degli Autori troviamo anche il film francese Lolo , scritto, diretto e interpretato da Julie Delpy e presentato in prima mondiale. Il film ci stuzzica per la presenza come coprotagonista di Dany Boon, francese di padre algerino e affermato attore comico dal successo internazionale, noto in Italia soprattutto con film come Bienvenue chez les Ch’tis (2008), Benvenuti al Sud (2010) e Supercondriaco (2014). Nel film Violette (Delpy) incontra, durante una vacanza nel Sud della Francia, l’uomo della sua vita: Jean-René (Boon). Al ritorno a casa però, i due dovranno fare i conti con Lolo, il tirannico e geniale figlio di Violette che non intende cedere il controllo della casa e dei sentimenti dell’amatissima mamma.

Infine, continua a Venezia la sperimentazione di un nuovo modo di concepire i festival: dopo il grande successo delle edizioni precedenti, per il quarto anno l’innovativa Sala Web permette la visione online in tutto il mondo, raggiungibile dal sito www.labiennale.org, di film significativi della selezione ufficiale della Mostra di Venezia, per cinque giorni a partire da quello in cui vengono presentati in prima mondiale al Lido.
15 lungometraggi in prima mondiale, di cui 12 della sezione Orizzonti e 3 di Biennale College – Cinema, formano il ricco programma della Sala Web della 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2015, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Fra i titoli disponibili online della sezione Orizzonti (dedicata alle nuove tendenze del cinema mondiale) sono incluse le nuove opere di cineasti provenienti da tutto il mondo e acclamati nei festival internazionali, come l’algerino Merzak Allouache ( Madame Courage , disponibile da lunedì 7 settembre). La Sala Web presenta inoltre i tre nuovi lungometraggi di Biennale College – Cinema, il laboratorio di formazione per lo sviluppo e la produzione di opere a micro-budget realizzato dalla Biennale nel 2012, i cui primi sei film hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Fra i tre nuovi titoli, segnaliamo The Fits di Anna Rose Holmer (Usa), disponibile on line dal 4 settembre.

La Sala Web, operata per conto della Biennale da Festival Scope e MYmovies.it, ha una platea con una capienza massima per ogni visione di 1.400 posti. Le proiezioni, raggiungibili dal sito www.labiennale.org, sono collocate per il territorio internazionale sul sito protetto operato da Festival Scope (https://home.festivalscope.com/), mentre per quello geolocalizzato al territorio italiano da MYmovies.it e Repubblica.it sulla piattaforma MYMOVIESLIVE – Nuovo Cinema Repubblica http://mymovieslive.repubblica.it.

Si potrà accedere alla proiezione del film prescelto dopo aver effettuato una registrazione, pagato il biglietto singolo (4 euro) oppure un pass per 5 film (10 euro), e ottenuto un link personale che consentirà una visione non ripetibile. Ciascun titolo (in versione originale con sottotitoli in inglese) sarà disponibile per la visione in streaming nell’arco di 5 giorni a partire dalle ore 21 (ora italiana) del giorno della presentazione ufficiale del film al Lido.

Per accedere invece alle versioni sul territorio italiano pubblicate su MYMOVIESLIVE – Nuovo Cinema Repubblica (con i sottotitoli anche in italiano) basterà attivare o avere già attivo un abbonamento trimestrale o annuale su MYMOVIESLIVE! nella fascia di prezzo a partire da € 17,90.

Per il programma completo e le news aggiornate rimandiamo al sito ufficiale della Mostra:
http://www.labiennale.org/it/cinema/72-mostra/

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