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Le mille Afriche sugli schermi di Toronto

di Maria Coletti

TIFF - Toronto International Film Festival (10-20 settembre 2015)

Inizia tra qualche giorno la 40ma edizione del TIFF - Toronto International Film Festival (10-20 settembre 2015), appuntamento internazionale concepito per esplorare tutti gli aspetti della creazione audiovisiva e per fornire nuove opportunità accademiche ed esperienze culturali e sociali intorno al cinema. Nell’arco dell’intero anno, inoltre, la programmazione del TIFF comprende: il Toronto International Film Festival, Sprockets Toronto International Film Festival for Children, la Cinematheque, Reel Talk, Canada’s Top 10, lo Student Film Showcase. A dare ulteriore prestigio al festival, nel 2010, il TIFF ha inaugurato il Bell Lightbox, un complesso mozzafiato di cinque piani situato nel centro di Toronto, che costituisce una sede permanente per gli appassionati per celebrare il cinema da tutto il mondo. Progettato dallo studio di architettura KPMB, dispone di 5 sale cinematografiche, 2 ristoranti, varie aule.

Per quanto riguarda il programma di quest’anno, sono numerosi i titoli in cartellone provenienti dall’Africa o realizzati da cineasti afrodiscendenti.

Iniziamo da Let Them Come dell’algerino Salem Brahimi: adattamento del romanzo di Arezki Mellal, il film ruota attorno alle vicende di una famiglia che si deve proteggere dalle violenze scatenate fra le forze governative e i terroristi islamici nell’Algeria degli anni Ottanta.

Dal Marocco arriva l’audace Starve Your Dog [nella foto l’attrice Latefa Ahrrare] del regista Hicham Lasri, in cui una giornalista un tempo famosa cerca disperatamente di tornare al successo grazie a un’intervista con il temuto Ministro dell’Interno dell’ex regime, ma per farlo dovrà vincere il dissenso e la rabbia che serpeggiano fra la sua troupe.

Non poteva certo mancare anche un film dal Sudafrica. In Cuckold, opera seconda del regista e attore Charlie Vundla, troviamo un professore, un tempo brillante, che dopo essere stato lasciato dalla moglie si ritrova coinvolto in un originale ménage à trois.

Una coproduzione sudafricana con la Francia è invece il film Nasser della documentarista egiziana Jihan El-Tahri, in cui la regista ricostruisce la storia di Gamal Abdel Nasser, l’ufficiale rivoluzionario che è stato per decenni il presidente dell’Egitto, in grado di portare il paese alla vittoria durante la Crisi di Suez del 1956, di dar vita al Movimento dei paesi non allineati e infine sconfitto nella drammatica Guerra dei sei giorni con Israele.

Dall’Etiopia arriva il film Price of Love dello scrittore e regista Hermon Hailay: una storia d’amore cruda e drammatica fra un tassista e una giovane prostituta, che devono sopravvivere fra le strade polverose di Addis Abeba.

Alcuni film presentati al TIFF sono invece di produzioni europee ma realizzati da registi africani o afrodiscendenti oppure di registi europei che pongono il continente africano al centro delle proprie storie.

Parliamo in particolare di Black , realizzato da Adil El Arbi e Bilall Fallah e prodotto in Belgio: nel film, la protagonista è una ragazza di quindici anni di una gang giovanile nera, che si trova a scegliere fra amore e lealtà al proprio gruppo di appartenenza quando si innamora di un ragazzo marocchino di una gang rivale.

Nel documentario The Hard Stop dell’afrobritish George Amponsah viene invece raccontata la storia vera, e la morte, di Mark Duggan, ucciso per mano della polizia nella metropolitana: uccisione brutale che scatenò le rivolte di Londra del 2011.

Si tratta di una grande coproduzione tra Francia e Belgio il film The White Knights del regista belga Joachim Lafosse (Our Children), in cui Vincent Lindon interpreta il capo di una ONG che cerca di salvare 300 bambini dalla guerra civile in Ciad.

In cartellone anche un film classico che sembrava essere andato perduto, ovvero Amazing Grace del grande Sidney Pollack. Nel 1972, Aretha Franklin tenne un grande concerto gospel di due giorni in una chiesa di Los Angeles, la New Temple Missionary Baptist Church di Watts. Quel memorabile concerto venne registrato e divenne l’album Amazing Grace, appunto, il suo album più venduto in assoluto fino ad oggi. Il regista Sidney Pollack aveva filmato l’intero concerto dietro le quinte, ma poi la pellicola era rimasta abbandonata in una camera di sicurezza e lì dimenticata. Nel 2008, prima di morire, Pollack ha espresso il desiderio che finalmente il film venisse portato a termine e il produttore Alan Elliott ha preso in mano il progetto con l’aiuto di un team di esperti e appassionati.

Segnaliamo inoltre all’interno del ricco cartellone del TIFF una serie di titoli afrodiscendenti già presentati con successo in altri festival internazionali.

Dal Forum di Berlino troviamo il film History of Judas del franco-algerino Rabah Ameur-Zaïmeche.

Da Cannes, Lamb dell’etiope Yared Zeleke e Much Loved del franco-marocchino Nabil Ayouch.

Infine, direttamente dalla Mostra di Venezia che chiude il 12 settembre, il sudafricano The Endless River di Oliver Hermanus; il tunisino As I Open My Eyes della regista Leyla Bouzid; lo statunitense Beasts of No Nation di Cary Fukunaga, girato in Ghana e interpretato dalla star afrobritish Idris Elba.

Per il programma completo del festival: http://tiff.net/

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