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La "realtà" transnazionale della razza

a cura di Tatiana Petrovich Njegosh

Iperstoria, n. 6, Autunno/Fall 2015

È con grande piacere che salutiamo la recentissima pubblicazione del numero monografico della rivista semestrale online Iperstoria che ospita numerosi contributi sulla questione della razza, fra passato e presente: La "realtà" transnazionale della razza. Dinamiche di razzializzazione in prospettiva comparata, a cura di Tatiana Petrovich Njegosh.

Nata da un seminario universitario che ha riunito studiose e studiosi di diversa formazione e provenienza, ma accomunati da un comune interesse per un approccio teorico che declini insieme attenzione alla postcolonialità e sensibilità alle questioni transculturali, questa sezione monografica ha il grande pregio di cercare di fare un punto sulle riflessioni intorno alla razza nel contesto italiano, al contempo lanciando molteplici stimoli per ulteriori indagini e ricerche intorno a questo che rimane un tema spesso invisibile, ma non meno pervasivo, come spiega la curatrice del numero monografico:

Per quanto riguarda l’Italia, se, come ha sostenuto Lucia Re, il legame tra la categoria di identità nazionale e la categoria di razza ha operato in maniera massiccia in età liberale e fascista, sembra di poter dire, sulla base del lavoro recente di molti studiosi, che esso continui a operare, anche se spesso invisibilizzato o non esplicitato (come per esempio nelle forme di razzismi senza razza o culturalisti), anche nella contemporaneità (Petrovich Njegosh e Scacchi; Giuliani e Lombardi-Diop; Deplano e Pes; Giuliani). Gli effetti di realtà e verità del legame tra razza e identità nazionale dipendono da più fattori interdipendenti, e come cercherò di dimostrare nel mio saggio, credo che per l’Italia soprattutto giochino un ruolo cruciale quelli che qui definisco “referenti della razza,” [...], nonché quelle che alcuni tra gli storici contemporanei hanno definito importanti, mancate cesure politiche, istituzionali e giuridiche, e più in generale culturali tra colonialismo, Fascismo e repubblica.

Un approccio quanto mai appropriato, capace di coniugare anche una prospettiva intersezionale (che unisca cioè nell’analisi le categorie di razza, genere e classe) e interdisciplinare, accogliendo analisi e riflessioni da molteplici punti di vista e da esperti provenienti da diversi campi di ricerca, dalla storia al cinema, dall’antropologia alla letteratura, dai visual ai cultural studies.

In questo contesto, segnaliamo in particolare i saggi che riguardano più da vicino le dinamiche di razzializzazione in campo cinematografico: Da Gordon a Django. Figurazioni dell’eroismo e memoria della schiavitù negli Stati Uniti di Anna Scacchi; Spaghetti blackface. Pratiche performative al di là della linea del colore di Leonardo De Franceschi, Tammurriata Nera. Sessualità interrazziale nel secondo dopoguerra italiano di Vincenza Perilli e, per finire, il Colloquio con Fred Kuwornu della curatrice Tatiana Petrovich Njegosh.

Per la lettura completa del numero monografico, rimandiamo al sito della rivista:
http://www.iperstoria.it/joomla/

Qui sotto invece proponiamo in anteprima per i nostri lettori e le nostre lettrici il primo paragrafo dell’introduzione della curatrice e l’indice completo dei saggi.

Buona lettura!

Maria Coletti

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INTRODUZIONE. LA “REALTÀ” E “VERITÀ” TRANSNAZIONALE DELLA RAZZA
di Tatiana Petrovich Njegosh

Questa sezione speciale nasce da un seminario da me organizzato all’Università di Macerata il 10 e 11 giugno 2014 per avviare un confronto collettivo, in Italia, sulla ‘realtà’ e ‘verità’ della categoria di razza e delle dinamiche transnazionali e contemporanee di razzializzazione.
A quell’incontro hanno partecipato docenti, ricercatori e studenti, precari della ricerca e persone attive nell’anti-razzismo in Italia (o italiani che lavorano fuori dall’Italia): Anna Scacchi, Livio Sansone, Leonardo De Franceschi, Franca Sinopoli, Gaia Giuliani, Vincenza Perilli, Sergio Bontempelli, Giuseppe Faso, Fred Kuwornu. Al nucleo iniziale dei partecipanti al seminario si sono aggiunte altre persone, nell’intento di dare vita a un lavoro interdisciplinare e comparato: Roberto Derobertis, Renata Morresi, Maria Elena Paniconi. Chiudono la sezione un’intervista, a cura di Alessandro Luchetti, alla scrittrice Erminia Dell’Oro, e un colloquio con il regista e attivista Fred Kuwornu.

Abbiamo lavorato, sia come gruppo seminariale, sia come autori, sulla base di alcuni nodi comuni e di presupposti teorico-metodologici condivisi. A partire dalla premessa che la razza è oggi comunemente considerata un costrutto simbolico che paradossalmente esiste e non esiste, sia come segno imposto sia come segno abitato, abbiamo cercato di focalizzare l’analisi della razza su quel che ne determina la “realtà” e “verità”, l’intreccio del dato materiale e del ‘dato’ simbolico. La presenza e il peso della razza oggi a livello globale, e soprattutto in Italia, ha guidato la scelta di sottolineare le linee di continuità, le mancate cesure, le risignificazioni e le memorializzazioni tra passato e presente con uno sguardo di lungo periodo. Schiavitù, colonialismi e razzismi istituzionali del Novecento non sono infatti, come sottolineano gli studi più recenti, fenomeni marginali della storia mondiale, ma fenomeni cruciali, anche se tutt’ora marginalizzati o invisibilizzati, nella formazione e costituzione delle modernità e contemporaneità globali (si vedano Bordin e Scacchi).

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INDICE

Introduzione, di Tatiana Petrovich Njegosh

Anna Scacchi, Da Gordon a Django. Figurazioni dell’eroismo e memoria della schiavitù negli Stati Uniti

Livio Sansone, Estetica della razza. Continuità e rotture in Brasile

Sergio Bontempelli, L’invenzione degli zingari. La questione rom tra antiziganismo, razzismo ed etnicizzazione

Renata Morresi, Winx, Orzowei, Pik e altre rappresentazioni della razza. Una prospettiva comparata sui libri per l’infanzia in Italia

Leonardo De Franceschi, Spaghetti blackface. Pratiche performative al di là della linea del colore

Maria Elena Paniconi, Politiche della razza all’opera. L’Aida in Egitto come caso studio

Roberto Derobertis, Ibridità (im)possibili. Discorso coloniale e meticciato in Mal d’Africa di Bacchelli e Sambadù, amore negro di Mura

Vincenza Perilli, Tammurriata Nera. Sessualità interrazziale nel secondo dopoguerra italiano

Tatiana Petrovich Njegosh, Il meticciato nell’Italia contemporanea. Storia, memorie e cultura di massa

Gaia Giuliani, Mediterraneità e bianchezza. Il razzismo italiano tra fascismo e articolazioni contemporanee (1861-2015)

Giuseppe Faso, La costruzione sociale dell’immigrato e del richiedente asilo in Italia. Colti, democratici, e razzismo colonialista

Alessandro Luchetti, Intervista a Erminia Dell’Oro

Tatiana Petrovich Njegosh, Colloquio con Fred Kuwornu

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Tatiana Petrovich Njegosh insegna letteratura e cultura angloamericana e storia della cultura americana all’Università di Macerata. Si occupa di letteratura statunitense della modernità e contemporaneità, studi sulla razza e razzismi contemporanei. Con Anna Scacchi ha curato Parlare di razza. La lingua del colore tra Italia e Stati Uniti (2012). Fa parte di InteRGRace (gruppo di ricerca interdisciplinare su razza e razzismi, Università di Padova), e del CIRAfrica (Centro interdipartimentale di ricerca sull’Africa, Università di Macerata).

Nella foto: particolare di Portrait of Bessie Smith. Carl Van Vechten, 1936. Library of Congress, Prints and Photographs Division, Carl Van Vechten Collection [LC-DIG-ppmsca-18634]

Cast & CreditsIperstoria. Testi letterature linguaggi
www.iperstoria.it
rivista semestrale
Numero 6, autunno 2015
La "realtà" transnazionale della razza. Dinamiche di razzializzazione in prospettiva comparata
a cura di Tatiana Petrovich Njegosh
ISSN 2281-4582

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