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35 FCAV. Tutti i premi

a cura di Leonardo De Franceschi

Il palmarès del Festival di Cinema Africano a Verona

Oggi si chiudono i battenti sulla 35a edizione del Festival di Cinema Africano di Verona. Il tono che ieri ha accompagnato la cerimonia di consegna dei premi è stato composto per non dire mesto, a causa delle terribili notizie da Parigi che hanno funestato questi ultimi giorni. Dalle parole degli organizzatori e dei membri delle varie giurie, tuttavia, emerge la percezione di un evento non solo entrato nella tradizione dell’offerta culturale cittadina, ma anche con notevoli margini di espansione, come comprova l’interesse crescente della scuola, il consolidarsi del dopofestival in provincia e l’interesse di un partenariato come quello col Zanzibar International Film Festival (ZIFF), nonostante i perduranti problemi di budget che limitano il numero dei registi ospiti.

Il palmarès è partito dai premi conferiti da studenti delle scuole superiori, oltre tremila coinvolti: il primo premio è andato al lungometraggio sudafricano Felix (2013) di Roberta Durrant. Il premio Il Colombre, attribuito dagli studenti del Liceo Fracastoro, va incece al corto sudafricano Kanye Kanye (2013) del sudafricano Miklas Manneke. Anche alcuni studenti africani dell’Università di Verona dovevano esprimersi su un film ed hanno scelto lo short Kweku del giovanissimo ghanese espatriato in Belgio Anthony Nti, con una menzione per il guineano Morbayassa. Molto toccante il momento della consegna del premio Al di là del muro, voyayo da una giuria di detenuti. Un breve video di Peter Obehi Ewanfoh ha catturato bene l’intensità e la serietà con cui questi ragazzi, spesso di origine migrante, si sono confrontati con i film in concorso, rimanendo particolarmente coinvolti da Madame Courage, dell’algerino Merzak Allouache; anche qui una menzione speciale per il film di Cheikh Fantamady Camara.

Particolarmente arduo il lavoro dei membri della giuria della sezione Viaggiatori e migranti, per il carattere ibrido di questo contenitore in cui convivevano film di diverso metraggio, di finzione e non. La giuria ha deciso di considerare in qualche modo "fuori sacco" la selezione di Come il peso dell’acqua di Andrea Segre, attribuendo il premio come Miglior Film a Luoghi comuni di Angelo Loy, che ha inviato un sentito videomessaggio. Menzione speciale per Le Jour d’avant di Karim Moussaoui.
È quindi salita sul palco la giuria della sezione Panoramafrica, corti e lunghi, che ha votato come Miglior Lungometraggio Décor dell’egiziano Ahmad Abdalla, anche lui come Loy mittente di un videomissaggio nel quale ha ricordato l’accoglienza indimenticabile tributata a Verona dal suo Heliopolis (2009). Il premio come Miglior Lungometraggio è andato a un raggiante Anthony Nti, lodato anche dal console sudafricano che ha chiuso idealmente la cerimonia, invitando tutti a salutare il talento dei giovani registi africani, cui spetta il compito di raccontare l’Africa di domani, prendendo il testimone dalle generazioni precedenti ma anche dai registi occidentali che hanno fatto dell’Africa solo la tela di fondo delle loro narrazioni.

Leonardo De Franceschi | 35. Festival di Cinema Africano - Verona

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