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Creed - Nato per combattere

di Ryan Coogler

Sulle tracce di Apollo

Girato interamente a Philadelphia, Creed riporta il pubblico nella città dove tutto è iniziato… Philadelphia, “la città dell’amore fraterno”, ma allora perché seguitare ad ambientarci film di pugilato? La saga di Rocky arriva al settimo (!) episodio: rispetto al 1976 Stallone è visibilmente invecchiato, ormai si limita a gestire la trattoria intestata alla moglie scomparsa (Adriana) e accetta suo malgrado di allenare il figlio del suo grande amico Apollo Creed, magistralmente interpretato da Michael B. Jordan. L’attore si ritrova qui con il regista Ryan Coogler, che lo aveva già diretto in Prossima fermata Fruitvale Station (Gran Premio della Giuria e del Pubblico al Sundance Film Festival). Tra gli addetti ai lavori di Hollywood, pare che Jordan sia considerato uno dei giovani con maggior talento; sicuramente qui azzecca in pieno il personaggio: il pugile nero che mette da parte giacca e cravatta per lottare e combattere, senza sfruttare il cognome che gli spetta. Il piccolo mondo che lo circonda è un affresco che non riempie lo schermo dei soliti paradigmi americani: neri con catene d’oro al collo, auto esagerate e ragazze svestite e disinibite. Qui c’è il gruppo degli adolescenti della zona periferica, che si accontentano di scortare con le moto il futuro campione mentre si allena.

Si sono invertiti i ruoli classici: da una parte Adonis Creed Johnson, nero, figlio d’arte e benestante che rinuncia alla carriera di un lavoro dietro alla scrivania per seguire le orme paterne; dall’altra parte del ring Tommy Holiday (Anthony Bellew, attore inglese e vero pugile professionista nella categoria mediomassimi), bianco, figlio di un lavoratore portuale, che continua a combattere soltanto per sfruttare economicamente la sua immagine sportiva. Tra i due regna incontrastata la figura di Rocky Balboa, che alla fine deve affrontare la sfida più grande della sua vita, qualcosa che va ben oltre tutti gli incontri che ha disputato.

Tra tanti uomini che si azzuffano spiccano comunque le interpretazioni femminili: perfetta Phylicia Rashad, qui nei panni della vedova di Apollo Creed Mary Anne. L’indimenticabile Claire Robinson (moglie di “Cliff” Bill Cosby nell’omonima serie tv degli anni Ottanta) è la madre che Adonis avrebbe voluto avere: premurosa ed affettuosa, ma che non esita a farsi da parte pur di far felice il figlio. Tessa Thompson (Bianca) è la ragazza a fianco del pugile nero. Intensa, estroversa, indipendente, cantante di musica underground. È una ragazza di North Philadelphia, abituata a essere schietta e sincera. Adonis ha abbassato la guardia con lei, ma non gli dispiace. Anche lei, come Adonis, insegue i suoi sogni, sono due persone che si piacciono, ma allo stesso tempo cercano di affermarsi, di farsi strada. Bianca, anche se giovane, rappresenta la sicurezza, la sincerità e l’accoglienza da cui Adonis è attratto perché lei sa chi è, sa cosa vuole e dove vuole andare.

Scorrendo la pellicola si scorgono tre diverse palestre, due delle quali ben conosciute dagli appassionati: la Delphi Boxing Academy di Apollo Creed, dove appunto Creed porta Rocky perché lo alleni (Rocky III) e dove Adonis affronta Danny “Stuntman” Wheeler; e la Mighty Mick’s Boxing, dove Rocky si allenava con Mickey e dove si allena Leo “The Lion” Sporino. La terza è la Front Street Gym nei pressi di Kensington, a North Philadelphia, dove Rocky può allenare Adonis, lontano da occhi indiscreti e soprattutto distrazioni.

Racconto visibilmente e forse volutamente scontato dall’inizio alla fine, tra palestre e rivalità tra pugili emergenti. E prima dell’incontro finale risuonano le note di Gonna Fly Now, il celeberrimo tema dalla colonna sonora di Bill Conti.
La migliore frase del film? Quella che Rocky ripete ossessivamente ad Adonis durante i duri allenamenti: “Un passo alla volta, un pugno alla volta, un round alla volta”.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsCreed - Nato per combattere (Creed)
Regia: Ryan Coogler; sceneggiatura: Ryan Coogler & Aaron Covington; fotografia: Maryse Alberti; musiche: Ludwig Goransson; montaggio: Michael P. Shawver, Claudia Castello; interpreti: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Phylicia Rashad, Anthony Bellew; origine: Stati Uniti 2015; formato: DCP, colore (1:2.35); durata: 132’; produzione: Irwin Winkler, Robert Chartoff, Charles Winkler, William Chartoff, David Winkler, Kevin King-Templeton, Sylvester Stallone; distribuzione: Warner Bros. Pictures

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