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HRNs2017: Conflitti e resistenze

di Leonardo De Franceschi

Al via Human Rights Nights (5-14 maggio 2017)

Human Rights Nights Festival torna a Bologna dal 5 al 14 maggio e il Mercatino Verde del Mondo riapre al Parco Parker-Lennon dal 27 maggio 2017. Per il 17° anno Bologna torna capitale dei diritti, ospitando una settimana di cinema, arte, musica e incontri. Conflitti e resistenze in Europa e nel mondo è il tema di quest’anno. Oltre 30 film sui diritti umani, anteprime, conferenze, dibattiti e workshops con registi, attivisti e ONG, studiosi e giornalisti, compongono un programma che si svolgerà come di consueto al Cinema Lumiére e all’Università di Bologna.

L’apertura è all’auditorium del MAST la sera di venerdì 5 maggio, con la proiezione di Ku Qian (Bitter Money) di Wang Bing ma la rassegna dedica ampio spazio anche all’Africa e alle diaspore. Segnaliamo in particolare la riproposizione di I Am Not Your Negro di Raoul Peck, lo straordinario film di montaggio con cui il regista afrohaitiano ha rilanciato il messaggio di umanesimo antirazzista di James Baldwin, in programma lunedì 8 alle 17:30. Sempre dagli Stati Uniti viene 13th di Ava DuVernay (sabato 13, 20:15), anch’esso candidato agli Oscar e dedicato alla piaga della detenzione di massa per la comunità afroamericana.

Diversi documentari affrontano lo snodo centrale delle migrazioni dall’Africa attraverso il Mediterraneo, che emerge anche attraverso alcune mostre fotografiche. Giovedì 11 (18:00) verrà presentato Wallah je te jure di Marcello Merletto che racconta l’esperienza migratoria dalla prospettiva di alcuni giovani del Niger disposti a tutto pur di raggiungere il sogno dell’Europa, anche se non mancano quanti, provati dalla strada, tornano verso casa. A seguire (20:00), Les Sauters di Moritz Siebert e Estephan Wagner e Abou Bakar Sidibé, che si sposta sul monte Gurugù che in Marocco sovrasta l’enclave spagnola di Melilla, laddove il miraggio sembra a portata di mano ma l’attesa fra un tentativo e l’altro di saltare il confine rimane interminabile. Martedì 9 alle 20:30 spazio all’opera prima di Jonas Carpignano Mediterranea, in cui il regista romano, quest’anno alla Quinzaine di Cannes con A Ciambra racconta la rivolta dei braccianti africani di Rosarno dal punto di vista di un giovane migrante burkinabè.

Dall’Africa arriva Colours of the Alphabet di Alastair Cole, che racconta la scoperta della scuola da parte di tre bambini dello Zambia, alle prese con un insegnamento in una lingua imposta come l’inglese. La condizione dell’infanzia e quella delle donne sono spesso legate a doppio filo. Dal Marocco due titoli, un documentario e uno short di finzione, creano connessioni utili. Possessioni femminili a Meknes. Musiche rituali dal Marocco di Nico Staiti verrà presentato il 10 maggio (22.15). Il corto Hyménée, della francese Violaine Bellet, sceglie la prima notte di nozze come momento chiave della vita di una giovane coppia marocchina. Violenze di genere e resistenza arrivano anche dalle diaspore in Europa: sabato 13 alle 22:00 verrà presentato, alla presenza della regista e attrice franco-algerina, naturalizzata italiana, Nadia Kibout, il suo corto d’esordio Le ali velate, sulla resilienza di una donna stanca di subire e in cerca di una via di fuga insieme al suo bambino.

Per l’insieme del programma, vi rinviamo al sito e alla pagina Facebook del festival.

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