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JCC28. La sfida della cultura

di Maria Coletti

L'apertura delle 28me Journées Cinématographiques de Carthage

È iniziata sabato l’edizione numero 28 delle Journées Cinématographiques de Carthage e tutte le cinematografie africane e arabe, e del sud del mondo, hanno invaso gli schermi e le strade di Tunisi. A pochi giorni di distanza da un attentato che ha causato la morte di un comandante della sicurezza e a due anni circa dall’attentato al Bardo, la risposta della Tunisia è con il cuore e con la ragione, come recita il titolo dell’editoriale pubblicato su La Presse: “La storia ricorderà che le persone di cultura non hanno abdicato di fronte a coloro che hanno fatto della negazione della cultura, e dunque della vita, il loro principale scopo. Al contrario, loro hanno scelto di riempire le strade, di motivare i giovani, di fare della cultura un bene di tutti”.

È bello leggere queste parole su un quotidiano di un paese africano e arabo. Ed è bello vedere come le JCC di Tunisi siano davvero il festival della festa e della resistenza: un cinema popolare e insieme militante che unisce professionisti, critica e pubblico nelle strade e nelle sale. Come ha spiegato il nuovo direttore Nejib Ayed, l’impegno del festival è stato quello di tornare allo spirito fondatore del festival, profondamente panafricano e panarabo, ma insieme rilanciare l’apertura alle cinematografie dall’America Latina e dall’Asia, per offrire al pubblico ulteriori occasioni di conoscenza e incontro. E poi la festa: l’idea di riempire veramente le strade di Tunisi di cinema e di arte, con proiezioni, concerti e danze sul viale principale della città. E la musica e la danza hanno invaso anche il palcoscenico del Colisée: intrecciate al cinema come i passi del tango, per onorare il Focus Argentina curato con passione dal regista e organizzatore tunisino Adel Bakri.

Una festa del cinema veramente cinefila e popolare: un lunghissimo tappeto rosso andava dall’Hotel Africa al cinema Colisée, dove si è svolta la cerimonia di apertura all’insegna della settima arte e della musica e in diretta televisiva nazionale. E la passerella sul tappeto rosso, aperta da un gruppo di Stambali e su cui hanno camminato tutti gli ospiti di questa edizione, era circondata da centinaia di persone, appassionati, cinefili, famiglie intere con bambini al seguito, tantissimi giovani. Gli stessi che poi trovi in fila all’ingresso dei cinema o in lunghissime file alle biglietterie, già dalla mattina.

Un’attenzione alle nuove generazioni che troviamo anche nel cartellone del festival, con le sezioni del Takmil e del Producers Network dedicate alla scoperta e al sostegno dei giovani talenti, curate da Azza Chaabouni e Lynda Belkhiria. Tra gli incontri professionali ricordiamo inoltre le conferenze di cinema dedicate alla Critica, alle Film Commission nel Mediterraneo - alla presenza di Luciano Sovena sostenitore del progetto del Centro Euromediterraneo per l’Audiovisivo – e alla presentazione della nuova Cineteca di Tunisi, creata da Mohamed Challouf e Hicham Ben Ammar.

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