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Sorry, Haters (America, dopo)

di Jeff Stanzler

Per chi dobbiamo sentirci dispiaciuti?

La recensione è dell’ottobre 2006. Dopo essere stato annunciato, il film è stato tolto dal listino theatrical Nexo e rimane tuttora inedito in Italia.

Presentandoci un thriller duro e drammatico, Jeff Stanzler denuncia il difficile clima post 11 settembre negli Stati Uniti, clima in cui l’irrazionalità sembra avere preso il sopravvento e il sospetto avere trovato una sua giustificazione. L’attentato alle Twin Towers ha creato una frattura psicologica e sociale, in cui incontrano terreno fertile storie come quella di Phoebe, dove un difficile vissuto personale trova, nel tentativo di elaborazione del dramma, un nuovo senso.

La protagonista, magistralmente interpretata dall’attrice Robin Wright Penn, è una donna disturbata e segnata da amare vicende personali, e a cui è sempre mancato il coraggio di affrontare la vita; ma nel nuovo clima inquisitorio della New York del dopo attentato, quando tutti si scoprono impotenti, lei acquisisce finalmente una nuova forma di potere, andando alla ricerca di immigrati arabi, per farne i capri espiatori del proprio rancore e della propria inadeguatezza. È così che incontra Ashade (l’attore e regista tunisino Abdellatif Kechiche), un autista di taxi siriano che si prende cura della famiglia del fratello, arrestato ed estradato in patria d’origine per sospetta complicità con un presunto terrorista. Phoebe si incarica di aiutarlo nella difficile situazione che sta vivendo, ma il rapporto tra i due si fa a mano a mano sempre più complesso, in un crescendo di reciproci sospetti e falsità; è difficile per lo spettatore districarsi tra le varie dinamiche che entrano lentamente in gioco, i particolari si aggiungono uno all’altro ma fino alla fine il quadro non è mai completo e definito.

La mano del regista gioca con le aspettative dello spettatore, facendo agire, apparentemente, i personaggi secondo gli stereotipi ricorrenti, per poi sovvertirli all’improvviso. Questa ambiguità lasciata volutamente in sospeso fa indubbiamente riflettere sulla posizione che oramai abbiamo acquisito verso i fatti della Storia più recente: il film esibisce con coraggio e senza falsità retoriche una realtà molto più complessa e sfaccettata di ciò che le ultime tendenze cinematografiche americane ci propongono.

Sorry, Haters è un film che farà senza dubbio discutere, perché ci mette davanti ad una storia quasi banale nella sua personale semplicità, ma nella miseria comune introduce un fattore molto più vasto, che ha a che fare con l’intero sistema che si è sviluppato negli ultimi anni negli Stati Uniti della guerra al terrorismo “senza se e senza ma”. Nel film la distanza che separa il cittadino dall’estraneo si accorcia notevolmente, fino a subire un ribaltamento, e l’ambiguità di fondo è racchiusa tutta nel titolo: chi sono «coloro che odiano»? per chi dobbiamo sentirci dispiaciuti?

Maddalena Franzosi

Cast & CreditsSorry, Haters (America, dopo)
Regia e sceneggiatura: Jeff Stanzler; fotografia: Mauricio Rubinstein; suono: Aaron Rudelson; musica: Raz Mesinai; montaggio: Annette Davey, Susan Graef; scenografia: Ethan Tobman; costumi: Randy Gardell; interpreti: Robin Wright Penn, Abdellatif Kechiche, Elodie Bouchez, Aasif Mandwi, Sandra Oh, Remy K. Selma; origine: USA, 2006; formato: 35 mm; durata: 83’; produzione: InDigEnt; distribuzione italiana: Nexo; sito ufficiale: www.sorryhaters2006.com; sito italiano: www.nexoclub.it

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