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Black Gold

di Marc e Nick Francis

L'epopea del caffè africano

Primo lungometraggio dei fratelli Marc e Nick Francis, il documentario è stato presentato nella sezione Extra della Festa Internazionale di Roma. Le scelte che i consumatori effettuano al momento dell’acquisto e del consumo dei prodotti alimentari – in questo caso specifico il caffè – determinano conseguenze rilevanti sul piano economico e sociale per i produttori coinvolti.

Questo è ciò che ci fa notare Tadesse Meskela, Direttore Generale della Oromia Coffee Farmers Co-operative Union (con sede in Addis Abeba, Etiopia), che dedica la maggior parte del suo tempo alla ricerca di compratori di caffè disposti a pagare il prodotto ad un prezzo equo, maggiore rispetto a quello stabilito negli scambi internazionali. Il documentario ha scelto di seguire gli spostamenti di Tadesse Meskela attraverso gli incontri con i suoi coltivatori, prima, e con gli acquirenti internazionali, poi, per delineare con efficacia il percorso che il caffè compie, non solo dal punto di vista produttivo, ma soprattutto legandolo alle scelte economiche internazionali e alle loro drammatiche conseguenze, prima di arrivare nelle tazze di milioni di consumatori nel mondo.

Il giro di affari legato all’industria del caffè è di circa 80 miliardi di dollari l’anno, ma la situazione dei coltivatori etiopi di caffè è sempre più disperata, poiché percepiscono per il loro raccolto delle cifre totalmente insufficienti a garantire loro la sopravvivenza. Ecco perché alcuni si vedono costretti a convertire la coltivazione di caffè in quella di chat, una pianta dalle proprietà allucinogene, vietata in Europa ma non in Africa, e di conseguenza molto più redditizia. La macchina da presa segue i coltivatori nei loro campi, entra con discrezione nelle loro case, dialoga con i familiari, mettendo in mostra senza retorica la sofferenza di queste persone, che non sanno e non possono ribellarsi allo sfruttamento da parte del mercato mondiale. Nel frattempo accompagna fedelmente Tadesse nei supermercati inglesi, mostrando impietosa la ricerca del proprio caffè tra gli scaffali dedicati ai prodotti del Fair Trade, tra le indicazioni svogliate e ottuse di un commesso e i clienti indifferenti che si accalcano a comprare il caffè solubile di note multinazionali.

Attraverso i viaggi e gli incontri di Tadesse negli Stati Uniti e in Inghilterra, il potere delle multinazionali che operano nell’industria del caffè si fa sempre più visibile. Il documentario cita tra queste Starbucks, Sara Lee, Procter & Gamble, Kraft e Nestlè, che però, come gli autori riportano, hanno rifiutato, durante la lavorazione del documentario, di concedere interviste. La fine (o l’inizio) del percorso economico che il caffè della Oromia Coffee Farmers Co-operative Union - come quello di tante altre cooperative - compie, la ritroviamo durante il congresso mondiale della World Trade Organisation, in cui emerge, efficacemente sottolineata nel documentario, la non considerazione in cui sono tenuti gli interessi dei contadini del sud.

Lo stile del film è semplice e lineare, apparentemente quasi educato, ma ci conduce con uno sguardo critico, lucido e disincantato attraverso le dinamiche della questione, costruendo un’agile ed efficace struttura in cui muoversi per comprendere i fatti. Le belle immagini della natura e dei paesaggi africani, a tratti poetiche, si legano sempre alla concretezza della realtà filmata, contribuendo ad accrescere il senso profondo di drammaticità che l’accompagna.

Maddalena Franzosi

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Cast & Credits Black Gold (Oro nero)
Regia: Marc Francis, Nick Francis; fotografia: Marc Francis, Nick Francis; musica: Andreas Kapsalis; montaggio: Hugh Williams; origine: Gran Bretagna, 2006; formato: DigiBeta; durata: 78’; produzione: Marc Francis, Nick Francis per Speak-it-Films, Fulcrum Production; distribuzione: Andrew Herwitz, The Film Sales Company; sito ufficiale: www.blackgoldmovie.com

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