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La Télé arrive

di Moncef Dhouib

Cartoline dal deserto

Presentato fuori concorso al MedFilm Festival di Roma e alle Journées Cinématographiques de Carthage di Tunisi, il secondo lungometraggio di Moncef Dhouib offre, seppure con il tono leggero di una farsa di costume, grottesca e popolare, una riflessione sul tema del potere e della retorica mediatica. Attraverso la messa in scena di un villaggio del sud tunisino sconvolto dalla notizia dell’arrivo di una televisione tedesca, Dhouib propone una satira che mette alla berlina sia le assurdità di un potere politico che continua a ripetere se stesso all’infinito, sia lo strapotere dei media, che finiscono per essere più importanti della realtà.

Siamo a El-Malga, un villaggio alle porte del deserto tunisino. Il comitato culturale è alle prese con l’organizzazione dei festeggiamenti in onore dell’ennesima cerimonia – stavolta la festa dell’albero: sempre gli stessi eventi, che si ripetono in occasione di ogni celebrazione. La monotonia viene sconvolta dall’annuncio dell’arrivo imminente di una troupe televisiva tedesca. Per accogliere degnamente la televisione straniera, e per dare una bella immagine di sé da far vedere all’estero, tutto il comitato comincia a darsi da fare per modificare il villaggio: un arco di trionfo, una statua con fontana, il caffè locale (gestito da un divertente Nouri Bouzid) ripulito dalle sigarette e dai disoccupati, l’immondizia raccolta… La messa in scena raggiunge l’acme nella decisione di affidare a un famoso regista egiziano una sorta di sfilata storica che rappresenti i 3000 anni di storia tunisina e tutte le componenti culturali della sua società. Dopo una girandola di equivoci, malintesi, gag e situazioni surreali, tutti gli sforzi risulteranno vani: la tv è arrivata per un servizio sugli scorpioni velenosi del deserto e la troupe guarda annoiata e incredula le comparse pronte per sfilare…

Moncef Dhouib costruisce un racconto che si svolge per accumulo di dettagli e di trovate comiche più che attraverso una vera e propria costruzione drammatica. Il film presenta situazioni e personaggi surreali, figurine di carta caricaturali, che però riescono – nonostante qualche caduta di stile e la costruzione narrativa alquanto sgangherata – a trasmettere il senso di una critica dal basso alla censura e alla retorica trionfalistica che sono le armi più utilizzate da tutti i poteri. Ecco allora la gag sul politico tronfio che taglia i nastri ed inaugura fantomatici centri culturali; o sul proiezionista che per sbaglio, ubbidendo alla lettera agli ordini imposti, proietta tutte le scene censurate e tagliate dai film; o ancora sul membro del comitato che propone di eliminare per un po’ tutti i mendicanti e i disoccupati dalle strade; o, infine, l’ipocrita esaltazione del progresso della donna o il refrain che si ripete ad ogni seduta del comitato culturale («scrivete tutto, tranne i commenti degli oppositori politici…»).

L’aspetto più divertente e la trovata più interessante del film stanno proprio nell’idea della sfilata storica, della rappresentazione in costume di tutta la storia tunisina, nelle sue differenti ascendenze religiose, politiche e culturali. Un coacervo di dominazioni e di culture che hanno senso proprio nel loro incontro: romani, punici, arabi, berberi, cristiani, musulmani, ebrei. Una mescolanza rappresentata tra l’altro da tre storiche ed importanti figure femminili: Alissa la cartaginese, Kahena la berbera e Zezia l’hilaliana. Eppure questa mescolanza crea scompiglio, irrita la suscettibilità e la visione monodimensionale di chi vorrebbe che tutto fosse allineato alla visione occidentale oppure, all’opposto, a quella religiosa musulmana. La tempesta di sabbia e la pioggia, che si abbattono a distruggere e a spazzare via tutte le finte vestigia storiche create per la televisione, fanno però fuggire anche tutti i figuranti: dietro la farsa e la satira della politica e dei media, Dhouib lascia intravedere anche un vero pericolo: la perdita dello spirito laico.

Maria Coletti

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Cast & Credits La Télé arrive
Regia e sceneggiatura: Moncef Dhouib; fotografia: Ahmed Bennys; suono: Faouzi Thabet; montaggio: Charlène Gravel; scenografia: Taieb Jellouli; costumi: Nedra Gribaa; interpreti: Ammar Bouthelja, Fatma Ben Saidane, Issa Harrath, Ali Abdelwahab, Intidhar Kammarti, Chaouki Bouglia, Hichem Rostom, Raouf Ben Amor, Nouri Bouzid; origine: Tunisia/Francia, 2006; formato: 35 mm, Dolby Srd, 1,66; durata: 95’; produzione: Manara Production (Tunisi)/Rougemarine (Parigi) ; distribuzione: Manara Production.

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