Panafricana Newsletter - Speciale Libano

PANAFRICANA NEWSLETTER - SPECIALE LIBANO
31 luglio 2006
a cura di Maria Coletti

Di ritorno dalla Biennale des Cinémas Arabes, conclusasi ieri a Parigi e di cui daremo conto nella prossima newsletter di agosto, ci sentiamo in dovere di testimoniare dell’atmosfera particolarmente cupa e tesa che abbiamo respirato nei giorni del festival, accanto a registi, attori, critici e professionisti del settore mobilitati intorno alle notizie e alle immagini di guerra provenienti dal Libano e dalla Palestina.
Non vogliamo certo fare un cinico bilancio della morte, consapevoli delle vittime civili che continuano a cadere da un lato e l’altro della frontiera e che colpiscono dunque non solo libanesi e palestinesi, ma anche israeliani. Siamo però convinti più che mai non solo dell’ingiustizia di ogni guerra, ma anche della necessità di fermare immediatamente ogni azione militare in Libano e in Palestina.
Siamo convinti inoltre che sia di vitale importanza diffondere immagini che raccontino in modo diverso il conflitto, mettendoci di fronte alla orribile banalità della guerra. Per questo motivo ci sembra fondamentale diffondere ogni immagine, ogni notizia che funga da antidoto alla guerra.
E’ il caso dei video realizzati pochi giorni dopo l’inizio del conflitto da un collettivo di cineasti libanesi: brevi clip da 40 secondi a 4 minuti, a testimoniare la propria posizione di fronte all’orrore indicibile della guerra. Alcune di queste clip, ma molte si sono realizzate e si continuano ancora a realizzare in questi giorni in Libano e in Palestina, sono state proiettate alla Biennale di Parigi prima di ogni spettacolo.
In sostegno della posizione dei cineasti libanesi e palestinesi, è arrivata la lettera di 40 registi israeliani e si è formato a Parigi un collettivo di cineasti che ha lanciato un appello, con una raccolta di firme e il lancio di un sito, per realizzare quante più immagini possibili della guerra, in maniera indipendente, da proiettare poi, dando priorità a quelle realizzate da registi libanesi e palestinesi, ad ogni festival e in ogni sala cinematografica che si rendano disponibili.
Vi pubblichiamo di seguito il testo dell’appello dei “Cineastes Solidaires” lanciato da Parigi, ricordandovi che è possibile raccogliere firme, aderire all’appello o prendere contatti attraverso il loro sito (www.cinesoumoud.net) o via mail (cineastesolidaires@hotmail.fr).
Vi preghiamo di diffondere, quanto possibile, l’appello e vi ricordiamo inoltre che abbiamo a disposizione cinque delle prime clip libanesi prodotte, tra i 38 secondi e i 4 minuti: chiunque fosse interessato a proiettarle in festival, sale cinematografiche, arene o altri luoghi può contattarci, per averli a disposizione. Ogni gesto, anche piccolo, fatto per diffondere queste immagini ci sembra un contributo importante per combattere l’ideologia della guerra.

Appel de cinéastes – Biennale des Cinémas Arabes, 22 luglio 2006

Noi, registi, produttori, attori e tecnici, denunciamo i bombardamenti e i massacri commessi dall’esercito israeliano contro la popolazione libanese e palestinese
Denunciamo il silenzio e la complicità della comunità internazionale, dei dirigenti arabi ed occidentali.
Esigiamo l’arresto immediato e senza condizioni dell’aggressione israeliana.
Sosteniamo la resistenza della popolazione libanese e palestinese e invitiamo ognuno ad esprimere solidarietà concreta a tutti coloro che si organizzano in Libano e in Palestina per rispondere ai bisogni di prima necessità.
Ogni cineasta, ovunque si trovi, è invitato a realizzare un cortometraggio di uno o due minuti, per contribuire così a realizzare una catena di immagini che saranno proposte da ciascuno alla programmazione di tutti i festival, di tutti i cinema e di tutti i luoghi immaginabili.
Cercheremo inoltre di rendere possibile il festival Ayam Cinemaiya, che da tempo era previsto a Beirut nel prossimo mese di settembre: chiunque può, si impegni a partecipare al festival e di collaborare alla sua realizzazione con tutti i mezzi possibili.
Firmate e fate firmare l’appello

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