Panafricana Newsletter #2

PANAFRICANA NEWSLETTER # 2
Agosto 2006
a cura di Maria Coletti

Eccoci al secondo appuntamento con la newsletter di Panafricana. Le mille Afriche del cinema a Roma. Vi auguriamo buone vacanze e vi diamo appuntamento, per il terzo numero, dopo il Festival di Venezia …
Buona lettura!

SOMMARIO

Notizie – Cinema

Il palmarès della Biennale des Cinémas Arabes
Cinema del Reale – Salento / Africa
Il regista portoghese Joaquim Leitão ha iniziato le riprese della seconda parte della sua trilogia sulla guerra coloniale

Notizie – Cultura

Nuova sede Rai in Africa
Lo scrittore algerino Amara Lakhous tra i vincitori del Premio Flaiano per la Letteratura
Pubblicato il bando del Premio Mostafà Souhir per la multiculturalità nei media

Notizie – Società

Disegno di legge sulla cittadinanza italiana agli immigrati
Italia e Nigeria: armi contro debiti
Il Congo alle urne: osservatori della società civile italiana alle elezioni nella RDC
A Monzuno la prima Consulta comunale elettiva per gli stranieri non comunitari, con quote rosa
A Rabat la prima conferenza governativa euroafricana sull’immigrazione

Eventi ed iniziative di Panafricana/Yeelen

Immagini libere per il Libano: le iniziative di Panafricana e Tekfestival
Yeelen Progetto Scuole. Percorsi didattici di cinema africano e intercultura
Osservatorio permanente per un cinema africano visibile

Festival in arrivo

Etats généraux du film documentaire de Lussas (20-26 agosto 2006)
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto-9 settembre 2006)

NOTIZIE

Cinema

Il palmarès della Biennale des Cinémas Arabes
Il 29 luglio sono stati resi noti i film vincitori dell’ottava edizione della Biennale dei Cinema Arabi di Parigi, poi proiettati all’Institut du Monde Arabe nella giornata conclusiva del 30 luglio.
La giuria ufficiale, presieduta dal regista francese Yves Boisset e composta da Daoud Abdel Sayed, Dominique Cabrera, Walid Chmait, Rachida Krim e Monica Maurer, ha assegnato i seguenti premi:
Premio IMA Miglior Cortometraggio a Reste tranquille di Sameh Zoabi (Palestina/Francia, 2005)
Premio IMA Migliore Opera prima a Bosta (L’Autobus) di Philippe Aractingi (Libano, 2005)
Premio per la Migliore Interpretazione femminile, ex aequo, a Rabia Ben Abdallah (Fleur d’oubli di Selma Baccar, Tunisia, 2005), Mariola Fuentes (Juanita de Tanger di Farida Benlyazid, Marocco, 2005) e Rachida Brakni (Barakat! di Djamila Sahraoui, Algeria, 2005)
Premio per la Migliore Interpretazione maschile, ex aequo, a Adel Imam, Khaled al-Sawi e Nour al-Cherif (Yacoubian Building di Marwan Hamed, Egitto, 2006)
Premio Speciale della Giuria a Ahlam (Rêves) di Mohamed al-Daradji (Irak, 2005)
Gran Premio IMA a Yacoubian Building di Marwan Hamed (Egitto, 2006)
Sostegno IMA alla distribuzione al distributore del film Yacoubian Building in Francia
La giuria ufficiale della sezione documentaria, presieduta dallo storico e critico egiziano Ali Abou Chadi e composta da Abbas Arnaout, Malek Bensamail, Marie-Pierre Duhamel-Muller e Yasmine Kassari, ha assegnato i seguenti premi:
Menzione speciale per il cortometraggio a Toi, Waguih di Namir Abdel Messeeh (Egitto/Francia, 2005)
Menzione speciale per il lungometraggio a Sur ma ligne di Rachid Djaidani (Algeria/Francia, 2005)
Premio Speciale della Giuria per il cortometraggio a Quelques miettes pour les oiseaux di Nassim Amaouche (Algeria/Giordania/Francia, 2005)
Premio Speciale della Giuria per il lungometraggio a Arafat, mon frère di Rachid Masharawi (Palestina/Francia/Canada, 2005)
Premio IMA Migliore Cortometraggio a Le Dernier printemps à Abu Dis di Issa Freij (Palestina/Svizzzera, 2005)
Gran Premio IMA Migliore Lungometraggio a Beyrouth: vérités, mensonges et vidéos di Mai Masri (Palestina/Libano, 2006)

Cinema del Reale – Salento / Africa
Si è svolta a Galatone (Lecce) dal 17 al 22 luglio la terza edizione di Cinema del reale, una festa dedicata al cinema più spericolato, curioso e inventivo che si possa vedere in Italia. Questa terza edizione, realizzata in collaborazione con il CICT-UNESCO nell’ambito di Salento Negroamaro 2006 - Festival delle culture migranti della Provincia di Lecce, ha avuto come tema portante l’Africa e il cinema africano, con film documentari e di finzione articolati in sei serate a tema e inoltre con un fitto programma di premi, incontri e mostre. Per info: www.cinemadelreale.it

Il regista portoghese Joaquim Leitão ha iniziato le riprese della seconda parte della sua trilogia sulla guerra coloniale
Sostenuto dal produttore Tino Navarro, il regista portoghese Joaquim Leitão si è lanciato alla fine degli anni ’90 in una trilogia sulla guerra coloniale. Dopo il primo capitolo, Hell, realizzato nel 1999, ora a sette anni di distanza ha finalmente cominciato a girare la seconda parte della trilogia, con il titolo di 20,13 – Purgatorio. Scritto dal regista insieme a Luis Lopes e Tino Navarro, il film è una storia sulla violenza della guerra e la violenza delle passioni ed è ambientato in una base militare portoghese nel nord del Mozambico nel 1969. Quella che aveva l’aria di essere una tranquilla notte di natale, termina invece tragicamente con un gruppo di soldati che portano in caserma un prigioniero di guerra per giustiziarlo. La società di distribuzione Lusomundo ha annunciato che la prima di 20,13 – Purgatorio è prevista simultaneamente in 30 sale del Portogallo e in Mozambico il 7 dicembre. Il film arriva due anni dopo gli applausi per A costa dos murmurios di Margarida Cardoso, che offriva un punto di vista femminile sulla guerra coloniale.

Cultura

Nuova sede Rai in Africa
La tv pubblica ha un nuovo ufficio di corrispondenza in Africa, a Nairobi. La Rai amplia così, spiega una nota di viale Mazzini, la copertura del continente africano, finora limitata alla sede del Cairo. L’incarico di corrispondente della nuova sede è stato affidato dal direttore generale Claudio Cappon a Vincenzo Nucci, giornalista del Tg3. Si tratta di una scelta importante per portare la presenza informativa della Rai anche nei luoghi meno raccontati del mondo, commenta il direttore generale Claudio Cappon. E anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, per voce del suo segretario Roberto Natale, giudica positivamente la scelta dell’azienda: L’operazione, avviata con il consiglio di amministrazione dal precedente dg Alfredo Meocci e ora portata a termine, mostra che la Rai non intende rassegnarsi all’omologazione e allo scadimento dei contenuti.

Lo scrittore algerino Amara Lakhous tra i vincitori del Premio Flaiano per la Letteratura
Lo scrittore Amara Lakhous è tra i vincitori, insieme a Raffaele La Capria e allo spagnolo Enique Vila-Matas, della trentatreesima edizione del Premio Internazionale Flaiano per la narrativa, assegnato dalla giuria presieduta da Jacqueline Risset. Amara Lakhous, che vive in Italia ormai da molti anni, ha conquistato la giuria con il suo secondo romanzo, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (edizioni e/o). Un omicidio a Piazza Vittorio, una commedia all’italiana scritta da un algerino, sapiente e irresistibile miscela di satira di costume e di romanzo giallo; frammenti di vita quotidiana intrecciati attorno ad un ascensore origine di tante dispute condominiali: il libro offre l’occasione per dar voce ai vari protagonisti, alle loro paure alle loro diffidenze, ai luoghi comuni (e non) di un quartiere multietnico, incrocio di tante culture.

Pubblicato il bando del Premio Mostafà Souhir per la multiculturalità nei media
L’informazione multiculturale in Italia vive un momento di crescita grazie all’attivismo di giornalisti di origine straniera promotori di giornali, trasmissioni radio e televisive. Il Premio giornalistico Mostafà Souhir per la multiculturalità nei media intende valorizzare queste esperienze dando loro visibilità e valore. L’iniziativa, istituita dal Cospe nel 2004 in memoria del giornalista di origine marocchina Mostafà Souhir, è diventata un evento di rilievo a livello nazionale. L’edizione del 2006, dopo radio e stampa, si dedicherà ai programmi televisivi. La cerimonia di premiazione si svolgerà a novembre e sarà accompagnata dalla presentazione della ricerca sull’Offerta multiculturale nella stampa, radio e tv in Italia – realizzata da Cospe in collaborazione con l’Università di Milano ed edita dalla Rai-Eri – e da una tavola rotonda.
Per informazioni e contatti: cospe@cospe.it

Società

Disegno di legge sulla cittadinanza italiana agli immigrati
Il consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge messo a punto dal Ministro degli Interni Giuliano Amato, che introduce modifiche alle regole per la cittadinanza e prevede per gli stranieri e i loro figli requisiti meno rigidi e nuove possibilità per diventare cittadini italiani a tutti gli effetti. Ecco alcuni punti fondamentali. Allo straniero basteranno 5 anni (non più 10) di residenza legale e continuativa per richiedere la cittadinanza italiana. I figli nati in Italia da famiglie straniere, con almeno un genitore regolarmente presente nel nostro Paese da cinque anni, potranno diventare subito italiani, senza dover più aspettare la maggiore età; lo stesso vale per i bambini nati in Italia con almeno un genitore straniero a sua volta nato in Italia e regolarmente presente in Italia alla nascita del figlio: è lo ius soli, diritto legato alla nascita sul territorio nazionale, che si affianca allo ius sanguinis, cioé all’essere figlio di italiani. Ovviamente, è prevista anche la possibilità di rinuncia una volta compiuti i 18 anni, perché, ha detto il ministro, la cittadinanza è un diritto e non un obbligo. Infine, lo ius domicilii, che riguarda i minori non nati in Italia ma che trascorrono qui gli anni decisivi della propria formazione personale, anche se resta il requisito del genitore presente regolarmente in Italia da cinque anni. Sale, invece, da sei mesi a due anni (tre anni per le nozze celebrate all’estero) il tempo necessario perché lo straniero sposato con un italiano possa richiedere la cittadinanza: la norma punta a scoraggiare i cosiddetti "matrimoni di comodo".

Italia e Nigeria: armi contro debiti
Alla fine del 2005, Roma ha cancellato 900 milioni di euro di debito alla Nigeria. Ma la Nigeria ha comprato 160 milioni di euro in armamenti italiani, con due contratti di Alenia Aermacchi (gruppo pubblico). Nei giorni scorsi, la Alenia (società di Finmeccanica) ha firmato – si legge in una nota del gruppo citato – un contratto con la Nigeria per la manutenzione e l’aggiornamento avionico di 12 aerei MB339 forniti al paese africano negli anni ’80, per un totale di 100 milioni di euro. Questa commessa segue quella dell’anno scorso del valore di 60 milioni di euro ottenuto dalla medesima azienda per la fornitura di servizi aeronautici, connessi alla messa in efficienza di aerei da trasporto G222. La politica italiana verso la Nigeria appare anomala e incoerente. Dopo aver cancellato parte del debito estero nigeriano, ora l’Italia vende armi, come in passato, ad un paese tra i più poveri ed indebitati del mondo. Oltretutto nel paese africano, l’ottavo produttore petrolifero mondiale, operano dei gruppi guerriglieri che hanno colpito anche installazioni Eni. Non solo, questi focolai di guerra sono il motivo della riduzione della produzione del petrolio e il conseguente rialzo dei prezzi. Il caso nigeriano è simbolico di come enormi ricchezze non migliorino condizioni di vita inaccettabili. Dall’indipendenza, la Nigeria ha ricavato dal petrolio 300 miliardi di dollari, però la maggior parte della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. E’ evidente che le risorse risparmiate con la remissione del debito non possono essere destinate alle spese militari. In un contesto del genere, in una Nigeria che, come ha denunciato Amnesty International, non brilla per il rispetto dei diritti umani, la fornitura di armamenti non aiuta a risolvere i gravi problemi del paese.

Il Congo alle urne: osservatori della società civile italiana alle elezioni nella RDC
Giornata storica per la Repubblica Democratica del Congo. Per la prima volta dopo 46 anni il Paese si reca alle urne per eleggere presidente e parlamento con elezioni libere e multipartitiche. Le operazioni di voto di domenica 30 luglio si sono svolte in sostanziale tranquillità, secondo il giudizio dell’inviato ONU Ross Mountain e delle ONG italiane presenti, che si sono detti sollevati e contenti dell’andamento della prima tornata elettorale democratica. Gli unici incidenti si sono verificati nella regione di Kasai, roccaforte del Partito UPDS di Etienne Tshisekedi, il cui partito ha boicottato le elezioni. Una cabina elettorale nella città di Mbuyi Maji è stata colpita con delle molotov con il conseguente ferimento di tre persone. A Kinshasa hanno invece sfilato i supporter dell’ex vice presidente e signore della guerra Jean-Pierre Bemba, per denunciare frodi elettorali. La vera prova sarà ora il periodo di attesa dei risultati ufficiali e in particolare l’accettazione del verdetto delle urne da parte di tutte le forze in campo. Per sapere se Joseph Kabila succederà a se stesso come Presidente della Repubblica Democratica del Congo bisognerà aspettare diverse settimane. Tanto sarà il tempo necessario a conteggiare e rendere ufficiali i 25 milioni di voti con cui i congolesi hanno scelto tra 32 candidati alla presidenza.

A Monzuno la prima Consulta comunale elettiva per gli stranieri non comunitari, con quote rosa
Con voto unanime di tutte le forze politiche del consiglio comunale, il 12 giugno scorso è nata a Monzuno la prima Consulta comunale elettiva per gli stranieri non comunitari della provincia bolognese. Presentata il 26 luglio con una conferenza stampa presso la Provincia di Bologna, dovrebbe aprire la strada a quella Consulta provinciale per i cittadini stranieri la cui struttura verrà delineata nel giro dei prossimi due mesi: 20-30 membri eletti a suffragio universale da tutti gli immigrati regolari e chiamati a dialogare con la Conferenza metropolitana dei sindaci. La Consulta comunale di Monzuno si distingue anche per un’altra caratteristica: tre membri su nove saranno comunque donne. Quelle quote rosa che nonostante il dibattito che ha preceduto le recenti elezioni politiche non sono riuscite a trovare spazio a Montecitorio e a Palazzo Madama verranno così riconosciute tra i rappresentanti degli stranieri del piccolo centro, come ha dichiarato Bouchaib Khaline, Presidente dell’Associazione Immigrati dell’Appennino Bolognese. Ed è anche grazie al lavoro svolto dall’AIAB che la Consulta è potuta diventare realtà. Per informazioni: www.aiabimmigrati.it

A Rabat la prima conferenza governativa euroafricana sull’immigrazione
La capitale marocchina ha ospitato per la prima volta tutti gli stati dell’Unione Europea e ventisette paesi africani, che si sono incontrati per discutere come gestire, insieme, il fenomeno delle migrazioni. Certo, le basi teoriche dell’esternalizzazione delle frontiere europee verso i paesi africani non sono certo nuove, e nascondono più di una ambiguità. Come hanno denunciato le ONG presenti, che hanno diffuso, davanti il parlamento, un contromanifesto che condanna l’approccio quasi esclusivamente securitario della conferenza. Se tra i principali obiettivi enunciati nel corso della conferenza vi è quello di considerare le migrazioni come fonte di sviluppo tanto per i paesi di provenienza che per i paesi di arrivo, creando canali di immigrazione regolare, va sottolineato che l’Italia si è dichiarata a favore dell’offerta della Libia di ospitare entro il 2006 una conferenza sugli stessi temi a Tripoli. Importanti le parole del portavoce del Ministro degli Esteri marocchino, Yazouh Fouad: Per la prima volta l’Europa viene in Africa per parlare di come gestire le migrazioni, a partire dal presupposto che bisogna combattere le cause che spingono la gente a partire. E che dunque non possono coesistere a così breve distanza due spazi tanto diversi: da una parte la ricchezza estrema e dall’altra la povertà estrema.

Eventi ed iniziative di Panafricana / Yeelen

Immagini libere per il Libano: le iniziative di Panafricana e Tekfestival
Mentre la guerra in Libano si fa sempre più drammatica; mentre continua a crescere il numero delle vittime civili; mentre l’ordine politico mondiale non riesce a decidere su una questione tanto urgente quanto apparentemente semplice: il cessate il fuoco; mentre solo la società civile sembra muoversi verso gesti concreti di pace… In mezzo all’orrore, alle immagini di guerra che ci sovrastano, le riflessioni che ci giungono dai cineasti libanesi ci ricordano come le immagini possano veramente servire da antidoto, per formare una rete di informazione, di solidarietà, di presa di coscienza che superi tutte le frontiere.
Il collettivo di “cineasti solidali” che si è formato a Parigi, nel corso della Biennale des Cinémas Arabes e in risposta all’iniziativa dei cineasti libanesi e palestinesi e alla lettera dei cineasti refusenik israeliani, è un esempio di come la società civile – gli intellettuali, gli artisti, ogni semplice cittadino che si senta chiamato a prendere posizione – possa fare concretamente qualcosa.
Il collettivo nel giro di pochi giorni ha lanciato un appello per la raccolta di firme contro la guerra e per fare in modo che il festival “Ayam Cinemaiya” previsto a settembre a Beirut possa realizzarsi; ma soprattutto ha lanciato un’idea geniale: perché non provare ad “intasare” i festival internazionali, le sale di cinema, le arene, i luoghi di cultura e di incontro diffondendo le clip realizzate dai registi libanesi e palestinesi e anche da nuove clip, realizzate a costo zero da qualunque regista, di qualunque nazionalità, che voglia lanciare una testimonianza di pace?
E così ecco che le prime clip sono state diffuse nel corso della Biennale: “Collectif Liban été 2006” (4 frammenti da 38 a 47 secondi) e “Témoignage des cinéastes du Liban” (clip di 4 minuti). Ma già nei giorni finali del festival stavano arrivando altre clip prodotte da cineasti palestinesi, dalla striscia di Gaza. Ed alcune nuove si stavano realizzando a Parigi. Sul sito dei Cinéastes Solidaires (www.cinesoumoud.net) è possibile vedere ad esempio le clip di Dominique Dubosc. Ma contattando il collettivo (cineastesolidaires@hotmail.fr) e Zeina Toutounji-Gauvard dell’IMA (ztoutounji@imarabe.org) è possibile avere notizie delle nuove clip realizzate.
Noi di Panafricana e Tek Festival abbiamo aderito a questa iniziativa, facendoci portavoce dell’appello e cercando di diffondere il più possibile le prime due clip prodotte, che potete richiederci via mail: panafricana@gmail.com; e/o info@tekfestival.it.
Ed è stato veramente sorprendente registrare come in pochi giorni le richieste di copie delle clip e l’interesse diffuso per questa iniziativa sia andato abbondantemente oltre le nostre previsioni. Ed è questo il motivo che ci spinge a rinnovare l’appello ad una moltiplicazione degli eventi allungando la lista degli schermi a disposizione.

Proiezioni avvenute:
Mercoledì 2/8/2006 Rassegna Extracomunitaria, Roma
Venerdi 4/8/2006 Ex lavanderia S. Maria della Pietà, Roma

Prossime proiezioni:
Martedi 8/8/2006 Arena estiva Centro Sociale Forte Prenestino, Roma
Francesco Costabile per Istituto Superiore Cosenza (metà Agosto)
Davide Rossi per proiezioni Liguria
Daniela per proiezioni campi Rom, Roma
Circolo Culturale Cerco…Piteco, Roma (settembre)
Biblioteca Basaglia, Roma (settembre)
Simonetta Aicardi per Emergency, La Spezia (seconda metà di agosto)

Yeelen Progetto Scuole. Percorsi didattici di cinema africano e intercultura
Yeelen è un’associazione culturale nata alla fine del 2004, formata da giovani studiosi e operatori culturali che vantano studi universitari e post-universitari in campo cinematografico e interculturale. Yeelen mira alla promozione delle cinematografie africane in Italia attraverso due principali strumenti.
In primo luogo, il festival cinematografico Panafricana. Le mille Afriche del cinema a Roma: giunto nel 2006 alla sesta edizione, il festival lavora sul territorio della città di Roma ma stimolando al contempo gli scambi con i registi e le produzioni del continente africano e la collaborazione con la rete internazionale dei festival di cinema africano nel mondo.
Accanto al festival, Yeelen sta portando avanti un percorso didattico rivolto alle scuole, coinvolte durante il festival nelle matinées loro riservate, ma anche durante l’anno, con proposte di lezioni, cicli e laboratori. Lavorare sul cinema africano con gli studenti delle scuole dell’obbligo ci sembra un aspetto essenziale: non solo per diffondere la conoscenza del cinema e delle culture africane, ma anche per creare o rafforzare, nel quotidiano, una cultura dell’inclusione, dello scambio, del rapporto fecondo tra persone di culture diverse.
Le scuole o i professori che intendano ricevere il progetto, prendere contatti o segnalare la propria adesione possono scrivere a: scuole@yeelen.it

Osservatorio permanente per un cinema africano visibile
Da qualche anno, sia pure a fatica, alcuni film africani cominciano a fare capolino sui listini delle case di distribuzione, nei cataloghi home video, nei palinsesti dei canali televisivi soprattutto satellitari. I festival, che nel loro insieme formano una rete di distribuzione culturale di tutto rispetto, ricordano a un pubblico di cinefili e addetti ai lavori che il cinema africano esiste e continua a produrre titoli all’altezza di altre cinematografie più note: basti pensare alle recenti affermazioni internazionali di film sudafricani come u-Carmen e-Khayelitsha e Tsotsi o all’ultima fatica di Ousmane Sembene, Mooladé.
Con l’Osservatorio cercheremo di dare maggiore visibilità ai film africani - o girati in Africa - in qualche modo presenti nel mercato audiovisivo italiano, ma sottoesposti su un piano mediatico: film co-prodotti da società italiane, titoli acquisiti per essere distribuiti (in sala e in home video) o trasmessi su piccolo schermo. Insomma, i titoli africani attualmente disponibili (distribuzione sale e home video), quelli che stanno per essere messi sul mercato e quelli in produzione. Il tutto corredato da schede tecniche aggiornate.
Ci rivolgiamo a tutti i soggetti interessati - cineasti, produttori, distributori, buyers - perché ci aiutino ancor più in questa impresa di monitoraggio permanente, che si propone di innescare un meccanismo virtuoso di conoscenza e promozione del cinema africano.
Consultabili on line sul sito del festival (www.panafricana.it), sotto la rubrica Iniziative, sono per ora le prime due edizioni dell’Osservatorio (del 2004 e 2005). A breve sarà consultabile anche l’edizione 2006.

Festival in arrivo

Etats généraux du film documentaire de Lussas (20-26 agosto 2006)
Si svolgerà dal 20 al 26 agosto a Lussas, in Francia, la diciottesima edizione degli Stati Generali del Film Documentario. Come sempre, un ricco programma di proiezioni, incontri e seminari, che danno spazio alle produzioni documentarie più recenti, ma anche a sezioni retrospettive. Anche quest’anno, inoltre, una sezione particolare sarà dedicata all’Africa, concentrata nelle due giornate conclusive del 25 e 26 agosto. Per informazioni e il programma proiezioni: www.lussasdoc.com

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto-9 settembre 2006)
Il festival di Venezia non ha certo bisogno di presentazioni. Qui ci interessa segnalarvi cinque film tra quelli in programma, perché sono realizzati da registi africani o perché hanno a che fare per più di un motivo con l’Africa. Ve li anticipiamo, sperando che vincano dei premi. In ogni caso ci ritorneremo su nella prossima newsletter, con indicazioni più approfondite:
Daratt di Mahamat-Saleh Haroun, Ciad, 2006 (Concorso Ufficiale)
Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta, Italia, 2006 (Fuori Concorso)
Roma wa la n’touma di Tariq Teguia, Algeria, 2006 (Orizzonti)
WWW –What a Wonderful World di Faouzi Bensaidi, Marocco, 2006 (Giornate degli Autori)
Reves de poussière di Laurent Salgues, Burkina Faso/Canada/Francia, 2006 (Giornate degli Autori)
Per informazioni sul programma delle proiezioni e per le schede dei film rimandiamo al sito del Festival di Venezia (www.labiennale.org) e a quello delle Giornate degli Autori-Venice Days (www.venice-days.com).

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