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L'ultimo re di Scozia

di Kevin Macdonald

Il cuore di tenebra del potere

E’ uscito finalmente in sala il 16 febbraio, per la 20th Century Fox, il film L’ultimo re di Scozia (The Last King of Scotland) di Kevin Macdonald, ispirato alla storia del dittatore ugandese Idi Amin Dada: ruolo per il quale l’attore afroamericano Forest Whitaker è candidato agli Oscar.

Salito al potere nel 1971, con un colpo di stato appoggiato dal governo britannico, Idi Amin (il suo nome di battesimo era Idi Awo-Ongo Ongoo, ma negli anni ’30 si convertì all’Islam e prese il nome di Amin Dada) restò al potere in Uganda fino al 1979, anno in cui fu costretto a riparare in Libia con la sua famiglia. Idi Amin è uno dei dittatori più leggendari dell’Africa, un leader che, prima di diventare noto per la sua ferocia, seppe trovare il sostegno dei media e di molti paesi, in Africa e in tutto il mondo. La sua storia di uomo del popolo che si è fatto strada partendo dalla miseria più nera – figlio di contadini, ex pugile ed ex soldato dell’esercito coloniale britannico – ha di certo aiutato Idi Amin ad incarnare per un certo periodo la grande speranza per l’Uganda indipendente di diventare una nazione veramente e finalmente africana, grazie anche al suo orgoglio e alla sua personalità pieni di fascino. E proprio il fascino seducente del potere, il magnetismo elettrizzante di un leader che pure si è macchiato del sangue di più di 300.000 ugandesi, sono al centro del romanzo di Giles Foden – pubblicato nel 1988 – a cui il giovane documentarista Kevin Macdonald si è ispirato per creare il suo film e ridare vita sul grande schermo a questo controverso personaggio storico. Un personaggio che certo acquista vita e spessore grazie all’intensa e sfaccettata – ma sempre equilibrata – interpretazione di Forest Whitaker, giustamente insignito del Golden Globe come miglior attore drammatico.

Per la prima volta alle prese con un lungometraggio di finzione, dopo due documentari, il regista Kevin Macdonald mostra di aver fatto tesoro della sua esperienza di documentarista, soprattutto nella scelta di girare in Uganda, a Kampala e dintorni, e nelle location autentiche della storia: il Mulago Hospital, un tempo gioiello del sistema sanitario ugandese sotto Amin, l’edificio del Parlamento nel centro di Kampala e l’aeroporto di Entebbe, noto per un tragico dirottamento del 1976. La scelta di girare in Uganda ha dato una marcia in più alla troupe, molto affiatata e in cui erano presenti molti ugandesi, mostrando anche un faccia diversa dell’Africa, grazie al fascino dell’architettura moderna di Kampala: esempio, ora scolorito, dei ruggenti anni ’70 e del loro risveglio panafricano. Su questo sfondo realistico – che oscilla tra la miseria dei villaggi e il glamour della ricca capitale – il regista innesta una costruzione narrativa classica, incentrata sull’opposizione tra due personaggi diametralmente opposti, eppure in qualche modo speculari proprio nell’attrattiva che esercita su di loro il potere. Il leader carismatico Idi Amin, all’acme della sua carriera, e il giovane dottore scozzese Nicholas Garrigan, catapultatosi - l’incipit del film è geniale - dalla grigia Scozia in terra africana, in cerca di avventure più che di volontariato. Le loro strade sembrano fatalmente destinate ad incrociarsi, ma, come in una tragedia greca, all’ascesa segue sempre la caduta e Nicholas scoprirà il cuore di tenebra dell’Africa, che non è altro il cuore di tenebra della seduzione del potere che deve scoprire anche in se stesso, a proprie spese.

I pregi maggiori del film, oltre all’interpretazione dei due protagonisti, stanno proprio nella capacità di condurre pian piano lo spettatore, quasi a sua insaputa, nei meandri dell’orrore e della corruzione, spingendolo poi a un brusco risveglio: per scrollarsi di dosso una falsa immagine dell’Africa e guardare in volto non solo la banalità del male, ma anche la incosciente e colpevole malvagità di chi il male lo guarda ma non fa nulla per fermarlo, finché volge a proprio favore. In questo senso, il regista pur rimanendo fedele alla storia che ci racconta, coglie l’essenza del rapporto che le potenze occidentali sono abituate ad avere con i paesi del sud del mondo: si creano e si sostengono dittatori finché fanno comodo ai propri interessi politici ed economici e poi, quando la situazione sfugge al controllo, si grida al mostro…

Se a volte il film sembra peccare di qualche eccesso nel ritratto sexy e glamour del dottorino avventuriero e del suo successo con le donne, addirittura con una delle mogli di Idi Amin, le scelte di stile più spettacolari e le connotazioni più trendy dell’Uganda anni settanta, aiutano però a situare i personaggi e a colpire nel segno, con la “scoperta” dell’altra faccia del potere e della seduzione, morale e politica. Il punto di vista rimane quello del dottore, che alla fine riesce a ribellarsi al cuore di tenebra che è anche dentro di lui. Ma il dubbio morale che il regista ci inocula con il suo film non è solo come si fa a commettere crimini contro l’umanità, ma anche come si fa ad esserne spettatori indifferenti o peggio partecipi: nel confronto finale tra Idi Amin e Nicholas, il dittatore gli rinfaccia proprio di essere come uno dei tanti avventurieri occidentali che di colpo scoprono la vera Africa. Anche il film potrebbe cadere nella trappola di voler mostrare “la vera Africa” e il suo vero e ineluttabile “cuore di tenebra” – se non fosse che il personaggio del giovane dottore, in fondo un mercenario dell’avventura, riesce a non essere fino in fondo l’alter ego dello spettatore.

Maria Coletti

Cast & Credits The Last King of Scotland (L’ultimo re di Scozia)
Regia: Kevin Macdonald; sceneggiatura: Peter Morgan e Jeremy Brock, dal romanzo omonimo di Giles Foden; fotografia: Anthony Dod Mantle; suono: Michael Wollmann; montaggio: Justine Wright; musica: Alex Heffes; scenografia: Michael Carlin; interpreti: Forest Whitaker, James McAvoy, Kerry Washington, Gillian Anderson, Simon McBurney, David Oyelowo, Stephen Rwangyezi; origine: Gran Bretagna, 2006; formato: 35 mm; durata: 121’; produzione: Andrea Calderwood, Lisa Bryer e Charles Steel per Fox Searchlight Pictures, DNA Films e FilmFour; distribuzione italiana: 20th Century Fox; sito ufficiale: http://www.foxsearchlight.com/lastkingofscotland

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