Panafricana Newsletter #7 - gennaio 2007

Panafricana Newsletter #7
gennaio 2007
a cura di Maria Coletti

SOMMARIO

Eventi ed iniziative: Panafricana / Yeelen / Cinemafrica
Le novità del 2007
Come sostenerci

Notizie – Cinema
Si è concluso il festival del cinema berbero
Le anteprime del Sundance
Dreamgirls e Whitaker premiati ai Golden Globes

Notizie – Cultura
Nigrizia festeggia 125 anni
Voci d’Africa al Premio Grinzane Cavour
Due giornalisti marocchini condannati per blasfemia
A rischio, in Sardegna, la più grande necropoli punica del Mediterraneo
Mostre: l’Arte dell’Africa nera
Un numero speciale di Carta dedicato all’Africa
L’Italia alla Fiera Internazionale del Libro del Cairo
Hic sunt leones: il libro di Giulio Albanese
Lavori in corso ad Algeri

Notizie – Società
La base Nato di Vicenza: un omicidio impunito
Lettera da Nairobi al Presidente del Consiglio Romano Prodi da Flavio Lotti
Nasce la Mtv Arabia
Il paradosso Nigeria: un sit-in di fronte alla sede dell’Eni
Amref compie 50 anni
In arrivo la giornata mondiale dei malati di lebbra
Cooperazione tra Libia e Tunisia
Congo: il braccio destro di Lumumba è il nuovo premier
Il 2006: un amaro bilancio

Festival in arrivo
Rotterdam Film Festival, 24 gennaio-4 febbraio
Berlin International Film Festival, 7-18 febbraio

NOTIZIE

Eventi ed iniziative: Panafricana / Yeelen/ Cinemafrica

Le novità del 2007
Abbiamo deciso di iniziare il nuovo anno con qualche novità per migliorare i nostri servizi “panafricani”.
Il sito del festival Panafricana (www.panafricana.it) è in corso di ristrutturazione, per darsi una nuova e più leggera veste grafica che ci accompagnerà nei prossimi mesi, in attesa della settima edizione (1-9 dicembre 2007).
Sul sito della nostra associazione (www.yeelen.it) è possibile trovare tutte le informazioni sulle nostre attività e sui nostri progetti, tra cui il Progetto Scuole e il Progetto Mediatecafrica.
Infine, per rendere ancora più utile e agile il nostro portale/rivista di cinema dall’Africa e sull’Africa, abbiamo fatto qualche piccolo ritocco alla home page di Cinemafrica (www.cinemafrica.org): la nuova voce “Tutti i film” nella sezione Movie Spot per i Film in sala, Homevideo e Coming Soon; l’Archivio Newsletter; il bottone Siti amici.
Inoltre, last but not least, abbiamo raddoppiato la nostra newsletter. Da gennaio, tutti gli iscritti alla mailing list (è possibile iscriversi da tutti e tre i nostri siti) entreranno automaticamente a far parte non solo di Panafricana Newsletter (mensile), ma anche di Cinemafrica Newsletter (settimanale), che invierà di volta in volta tutti i nuovi articoli e le news del portale.
Infine, sempre tramite mailing list, tutti gli iscritti riceveranno le informazioni sulle novità, sulle scadenze e sulla programmazione della settima edizione di “Panafricana. Le mille Afriche del cinema a Roma”.

Come sostenerci
Se avete voglia di tenere fede ai buoni propositi che si fanno con l’anno nuovo e di fare una “buona azione” per aiutarci nel nostro lavoro di promozione e diffusione del cinema africano in Italia, andate sul sito della nostra associazione Yeelen e sosteneteci. Potete farlo in due modi: iscrivendovi a Yeelen (compilando il modulo on line ed effettuando poi un piccolo versamento) e aderendo alla nostra petizione per il progetto Mediatecafrica. Un gesto simbolico che però ci aiuta veramente ad andare avanti e a “contarci”: per misurare le potenzialità del bacino di utenti interessati ad usufruire della nostra mediateca africana. Un sogno che potete aiutarci a far diventare realtà… Visitate il nostro sito: www.yeelen.it

Notizie – Cinema

Si è concluso il festival del cinema berbero
Si è svolta a Tlemcen (Algeria) la settima edizione del Festival itinerante del film amazigh (berbero): dall’11 al 15 gennaio trentasei film tra fiction, documentari e film d’animazione sono stati presentati in competizione. Il festival, organizzato in collaborazione con l’Università di Orano, ha avuto come partner internazionali il festival del cortometraggio irlandese Edith Pierkoff, il festival di Amiens, il festival orientale di Ginevra e la Federazione africana della critica cinematografica. In attesa della rinascita del festival di Algeri, il festival del cinema berbero è l’unico evento cinematografico algerino: l’organizzazione del festival ha colto questa importante occasione per offrire agli spettatori ed ai giornalisti presenti anche la possibilità di partecipare a un laboratorio sulla critica cinematografica e per dare vita a un comitato per la fondazione di un’associazione algerina della critica cinematografica. Il direttore della televisione algerina si è inoltre impegnato ad acquistare i diritti dei film vincitori dell’Ulivo d’Oro, il trofeo del festival: nella sezione fiction, Ad d-tbin tifrat di Mohamed Yergui e nella sezione documentario Les âmes de l’exil di Said Nanache. L’edizione 2008 del festival si svolgerà a Setif. Sito: www.filmazigh.org

Le anteprime del Sundance
E’ in corso il Sundance Film Festival (18-28 gennaio), con diverse anteprime mondiali previste a Park City, Utah. Tra queste spicca il ritorno sugli schermi del nigeriano Newton I. Aduaka a sette anni da Rage, con la storia di un ex-bambino soldato della Sierra Leone che cerca di tornare a una vita normale. Ezra di Aduaka è in gara nella World Dramatic Competition, come il pluripremiato franco-burkinabè Rêves de poussière di Laurent Salgues, e il canadese How She Move, girato nella comunità nera di Toronto. In programma inoltre il tv movie HBO Life Support di Nelson George, sulla vita di un’attivista nera ex-tossica, prodotto da Jamie Foxx e interpretato da Queen Latifah; If I’d known I was a genius di Dominique Wirtschafter, commedia agrodolce con Whoopi Goldberg e Sharon Stone; e The Devil Came on Horseback, un viaggio negli orrori del Darfur firmato dai documentaristi Ricki Stern e Annie Sundberg. A proposito di documentari, nella World Documentary Competition ritroviamo il folle VHS-Kahloucha del tunisino Néjib Belkadhi, ritratto survoltato di un cineasta amatore degenere.

Dreamgirls e Whitaker premiati ai Golden Globes
L’Africa e gli afroamericani hanno avuto il loro momento di gloria nella serata di premiazione dei 64° Golden Globes, svoltasi al Beverly Hilton di Hollywood e trasmessa dalla NBC. I giornalisti della Hollywood Foreign Press Association hanno amato molto l’afromusical Dreamgirls (da noi in uscita il 26 gennaio), che si è portato a casa ben tre statuette su quattro nominations: Miglior Film - Musical o Commedia, Miglior Attore non protagonista (Eddie Murphy, una piacevole riscoperta) e Miglior Attrice non protagonista (Jennifer Hudson). Nelle altre categorie principali, Babel di Iñárritu ha avuto la meglio su The Departed e altre temibili teste di serie, mentre l’inquietante Idi Amin di Forest Whitaker (in L’ultimo re di Scozia, da noi in uscita il 16 febbraio) ha liquidato la doppia candidatura di Leonardo DiCaprio (per Blood Diamond e The Departed) e l’altro afroamericano in lizza, il Will Smith de La ricerca della felicità. Per la rivincita, gli sconfitti dovranno attendere la notte del 23 gennaio, quando verranno ufficializzate le nominations per gli Oscar.

Notizie – Cultura

Nigrizia festeggia 125 anni
Quest’anno Nigrizia celebra i 125 anni della sua nascita: il primo numero vide la luce il 1° gennaio 1883, sostituendo gli Annali del Buon Pastore, fondati nel 1872 da Daniele Comboni. La più antica rivista italiana sull’Africa e tra le più antiche in Europa, Nigrizia ha iniziato la sua pubblicazione alla vigilia della Conferenza di Berlino (1884-1885): mentre le grandi potenze si preparavano a spartirsi l’Africa, sulle sue pagine si raccontavano popoli, lingue, culture e religioni di un continente troppo spesso ignorato. Per celebrare la ricorrenza, il numero di gennaio di Nigrizia presenta un dossier su Africa e Europa, mentre ad ottobre vedrà la luce un numero speciale sul cammino che Nigrizia ha fatto con l’Africa. Sito: www.nigrizia.it

Voci d’Africa al Premio Grinzane Cavour
“Il deserto e dopo. La letteratura africana dall’oralità alla parola scritta”: questo il titolo del convegno organizzato dal Premio Grinzane-Cavour (www.grinzane.it), svoltosi dal 18 al 20 gennaio. Dopo l’apertura con la lectio magistralis della sudafricana Nadine Gordimer (onorata con il Premio della Lettura 2007) e un incontro moderato da Catherine Spaak sulla condizione femminile nell’Africa contemporanea, per tre giorni 22 scrittrici e scrittori provenienti da 18 paesi africani si sono confrontati sul tema. Se l’anno scorso grande rilievo era stato dato alle scrittrici del mondo arabo, quest’anno la parola è all’Africa, ma anche in questo caso sono in primo piano le voci femminili, sia come autrici sia come personaggi forti e fuori dagli schemi. Alcuni consigli di lettura: Aminata Fofana, La luna che mi seguiva (Einaudi, 2006); Werewere Liking, La memoria amputata (Baldini Castoldi Dalai, 2006); Paulina Chiziane, Niketche una storia di poligamia (La nuova frontiera, 2006); Niyi Osundare, L’occhio della terra (Le lettere, 2006); Martha Nasibù, Memorie di una principessa etiope (Neri Pozza, 2005). Anche tra i premi dell’edizione 2007 del Premio Grinzane-Cavour l’Africa si è aggiudicata un buon posto: il romanzo Palazzo Yacoubian dello scrittore egiziano ‘Ala Al-Aswani è fra i tre vincitori della sezione narrativa straniera.

Due giornalisti marocchini condannati per blasfemia
Un tribunale di prima istanza di Casablanca ha condannato il 15 gennaio a tre anni di carcere con la condizionale, a una multa di circa ottomila euro e a due mesi di sospensione della pubblicazione il direttore del settimanale marocchino in lingua araba Nichane, Driss Ksikes, e la giornalista Sanaa Al Aji, “per vilipendio alla religione musulmana”. Una pena inferiore a quella richiesta dall’accusa: dai tre ai cinque anni senza condizionale, l’interdizione alla professione di giornalista e la chiusura definitiva della testata. Gli avvocati della difesa hanno comunque già annunciato il ricorso in appello. Tutto è iniziato a causa di un supplemento pubblicato dal settimanale lo scorso 9 dicembre, nel quale si includeva un’antologia sulle “noukat”, le barzellette marocchine di uso comune sul sesso, la politica e la religione.

A rischio, in Sardegna, la più grande necropoli punica del Mediterraneo
Tuxiveddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo, è un’area archeologica di valore eccezionale, per estensione e per numero di sepolture: dalla fine del VI secolo sino agli inizi del III secolo avanti Cristo, i cartaginesi scelsero questo colle per seppellirvi i loro morti. Oggi Tuxiveddu corre il rischio di essere devastata da una nuova colata di cemento, dopo quelle che l’hanno in gran parte distrutta negli scorsi decenni. La Coimpresa, un consorzio di imprenditori tra i quali c’è anche la Impregilo del gruppo Fiat, ha iniziato i lavori per costruire un quartiere da trecentomila metri cubi. Tutto autorizzato in base a un accordo di programma siglato il 15 settembre 2000 tra imprenditori e Regione Sardegna, allora governata dal centrodestra. La partita non è però ancora chiusa: l’attuale giunta regionale, guidata da Renato Soru, ha chiesto al Ministro dei Beni Culturali Rutelli di intervenire con urgenza per fermare i lavori, ricordando che Tuxiveddu rientra nelle aree tutelate dal Piano paesaggistico regionale approvato la scorsa estate.

Mostre: l’Arte dell’Africa nera
Rimarrà aperta fino al prossimo 6 maggio la mostra temporanea “L’Arte dell’Africa nera. Un percorso per scoprire e valorizzare le ricchezze culturali dei popoli africani”, curata dai Missionari Comboniani presso il Museo Africano di Verona. Per informazioni: www.museoafricano.org

Un numero speciale di Carta dedicato all’Africa
E’ ancora in edicola il numero speciale di dicembre 2006/gennaio 2007 di Carta dedicato all’Africa: “Africa Sociale Mondiale”, un’occasione per approfondire le tematiche più importanti legate al continente africano e alla sua società civile, proprio mentre è in corso a Nairobi, in Kenya, il Social Forum Mondiale. Per info: www.carta.org

L’Italia alla Fiera Internazionale del Libro del Cairo
L’Italia sarà l’ospite d’onore della 39esima Fiera Internazionale del Libro che si terrà al Cairo dal 23 gennaio al 4 febbraio 2007. La Fiera, dopo quella di Francoforte, rappresenta l’evento editoriale più importante a livello internazionale per numero di pubblicazioni, di editori partecipanti e di visitatori presenti, registrando nell’edizione del 2006 ben due milioni di visitatori. La rassegna egiziana persegue, da sempre, l’obiettivo di mettere in relazione la cultura del mondo arabo con quelle tipiche di altre aree del mondo, favorendo politiche di condivisione e promozione interculturale attraverso lo scambio editoriale, la traduzione e la distribuzione di libri. La partecipazione d’onore italiana – promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, Istituto per il Libro e dal Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, con l’Ambasciata d’Italia al Cairo e l’Istituto Italiano di Cultura del Cairo, d’intesa con la Commissione Beni e Attività culturali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’AIE-Associazione Italiana Editori e in collaborazione con il Sindacato Nazionale Scrittori – si articola in un programma culturale e in due spazi espositivi: una vetrina del lavoro culturale delle istituzioni coinvolte e un’area commerciale per la vendita di libri di circa 40 case editrici italiane e le traduzioni arabe disponibili. Parallelamente, cinque Regioni italiane – Basilicata, Campania, Lazio, Piemonte e Puglia – hanno voluto essere presenti da protagoniste alla Fiera del Libro del Cairo proponendo un percorso che si snoda attraverso la presentazione del proprio patrimonio culturale ed editoriale e l’organizzazione del calendario di appuntamenti Paesaggi culturali italiani.

Hic sunt leones: il libro di Giulio Albanese
Nel suo ultimo libro dedicato all’Africa (Hic sunt leones - Africa in nero e in bianco, Edizioni Paoline, Collana Nord/Sud, pp. 240), Giulio Albanese – padre comboniano, giornalista e creatore dell’agenzia Misna – si preoccupa di descrivere il continente africano in una forma diversa da quella cui siamo abituati, superando gli stereotipi di un’Africa del sottosviluppo, delle carestie e delle guerre tribali, oppure, all’opposto, dell’Africa delle agenzie di viaggio e del turismo invadente in cerca di emozioni a buon mercato. Il saggio affronta temi tutt’altro che scontati (economia, politica, sviluppo, questione femminile, arte, cultura e religioni) e in maniera personale e coinvolgente. Come scrive Jean Léonard Touadi nella sua introduzione, si tratta di un libro “che presenta un continente aperto al futuro, dal momento che nulla ha da perdere e può inventare strade inedite di progresso e di civiltà”.

Lavori in corso ad Algeri
La Cittadella di Algeri, posta nell’antica Casbah, potrà essere restaurata grazie ad un accordo firmato lo scorso dicembre tra l’Algeria e la Polonia. La società polacca PKZ provvederà ad uno studio tecnico, che permetterà anche la formazione di giovani algerini nel campo del restauro e l’apertura di una sua filiale in Algeria. I lavori di restauro, secondo il ministro della cultura algerino, dureranno meno di quattro anni.

Notizie – Società

La base Nato di Vicenza: un omicidio impunito
Mentre continuano le polemiche sul via libera dato dal governo Prodi all’ampliamento della base Nato di Vicenza, nessuno, tranne Il Manifesto e Articolo 11, ricorda più Johnny Boateng, ragazzo ghanese ucciso nel 1989 a Vicenza da alcuni soldati americani della base Nato. Era l’autunno del 1989 e Johnny Boateng, 32 anni del Ghana, sbarcava il lunario fra gli acidi delle concerie e il letto offerto dal parroco di Montecchio: una sera, davanti alla discoteca Palladium a Torri Quartesolo, alle porte di Vicenza, è stato massacrato a pugni, calci e bastonate da tre soldati che lo hanno lasciato agonizzante nel parcheggio. Un omicidio rimasto impunito, con i soldati coinvolti nelle indagini semplicemente rimpatriati…

Lettera da Nairobi al Presidente del Consiglio Romano Prodi da Flavio Lotti
«Caro Presidente,
Le scrivo da Nairobi, nel cuore dell’Africa, seduto accanto a due milioni e cinquecentomila persone che in questa città sono costrette a sopravvivere e a morire miseramente con in tasca meno di un dollaro al giorno. Li ho incontrati ieri a Kibera, la più grande baraccopoli dell’Africa, da dove è partita la Marcia per la pace che ha aperto i lavori del Forum Sociale Mondiale. Camminando insieme a loro, dal quartiere più povero a quello più ricco di Nairobi, ho avvertito un profondo disagio per le ingiustizie che continuano ad uccidere ogni minuto centinaia di bambini e bambine, donne e uomini innocenti. Questa mattina li ho incontrati nuovamente a Korogocho, la discarica di Nairobi, dove si è svolta la prima assemblea del Forum Sociale Mondiale: un’assemblea eucaristica carica di preoccupazioni, di gioia e di speranza.
Caro Presidente, vista da qui a Nairobi, la base militare che gli Stati Uniti intendono costruire a Vicenza appare come un insulto a tutte queste persone private della propria dignità e di ogni diritto, straziate dal morso della fame e delle peggiori malattie, violentate e abusate, ignorate e abbandonate dal mondo. Immersi in questa miseria la costruzione di una nuova base di guerra è un inaccettabile spreco di denaro pubblico. E le cose inaccettabili non possono essere accettate. Di chiunque sia quel denaro, sono soldi sottratti alla lotta alla povertà.
Cosa dobbiamo dire ai ragazzi e alle ragazzi che oggi, forse per la prima volta, sono usciti dalle loro baracche per marciare al nostro fianco chiedendo giustizia, diritti umani, pace? Cosa dobbiamo dire quando ci chiederanno perché l’Italia ha deciso di appoggiare la costruzione di questa nuova base americana? Perché signor Presidente? Quale nobile motivo ha spinto il suo Governo ad assumere una decisione così importante? Quanti aiuti umanitari decolleranno dalla nuova base di Vicenza? Quante vite umane riusciremo a salvare grazie a questa nuova infrastruttura strategica?
Si dice che gli impegni internazionali si debbono mantenere. Ma allora… perché l’Italia mantiene sempre gli impegni militari con il governo degli Stati Uniti e non rispetta gli impegni contro la povertà che il governo si è assunto con l’Onu e tutti gli altri governi del mondo, come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio?
Come faremo a spiegare che anche quest’anno dovranno cavarsela da soli perché l’Italia ha stanziato per la cooperazione internazionale solo una piccola somma incapace persino di toglierci da quell’angusta posizione che ci identifica come il paese più avaro dell’occidente? Quest’anno non c’erano soldi per salvare la loro vita. Non ce n’erano neanche l’anno scorso. Com’è possibile allora che ogni anno il nostro bilancio militare raggiunga un nuovo record?».
Per aggiornamenti sul Forum Sociale Mondiale di Nairobi: www.nairobi2007.org

Nasce la Mtv Arabia
Partirà nel 2007 la nuova rete musicale destinata al mondo arabo, Mtv Arabia, grazie alla partnership tra Arabian Television Network e Mtv Networks International. Mtv Arabia avrà una programmazione 24 ore su 24 rivolta al pubblico di giovani arabi: oltre la metà della popolazione del Medio Oriente ha infatti meno di 25 anni. In palinsesto video musicali, programmi sulla musica, reality, serie comiche e drammatiche, speciali di informazione, interviste e documentari.

Il paradosso Nigeria: un sit-in di fronte alla sede dell’Eni
Un sit-in di fronte alla sede dell’Eni, in Piazzale Mattei 1, a Roma. Convocata per martedì 23 gennaio alle ore 11 da un cartello di associazioni (tra cui A Sud e Peacelink), la manifestazione vuole sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulle vicende del delta del Niger e protestare per la politica portata avanti in quella regione dalla compagnia italiana Eni, a quanto scrivono gli organizzatori del sit-in nel comunicato, “una delle principali responsabili delle devastazioni compiute in Nigeria”. Da non dimenticare anche le stragi che continuamente si ripetono a causa dello scoppio degli oleodotti, come la tragedia dello scorso dicembre a Lagos che ha causato centinaia di morti. La Nigeria non è nuova a queste tragedie, pur essendo l’ottavo esportatore mondiale di petrolio: la carenza di carburante e la miseria che affligge il paese spingono masse di persone a dedicarsi al “bunkering” artigianale (caricarsi un paio di taniche di benzina, per poi rivenderla per le strade).

Amref compie 50 anni
Nel 2007 l’Amref (African Medical and Research Foundation) compie 50 anni: fondata nel 1957 a Nairobi, è la principale organizzazione africana senza fini di lucro e promuove e gestisce ogni anno centinaia di progetti di sviluppo sanitario in 14 paesi dell’Africa orientale. L’unicità di Amref risiede nel suo essere un’organizzazione pienamente africana, che si impegna per uno sviluppo autonomo del continente: il 95% del personale impiegato è africano, quasi tutti i progetti fanno capo ad esperti locali, medici, ingegneri idrici, assistenti sociali che in gran parte provengono dalle stesse comunità che oggi si impegnano a sostenere. “Dopo 50 anni di lavoro in Africa abbiamo imparato una lezione fondamentale” – ha dichiarato Thomas Simmons, che nel 1988 ha fondato Amref Italia, di cui è vicepresidente. “Le uniche soluzioni durature hanno le loro radici all’interno del continente, nel cuore delle diverse comunità che lo abitano e ne conoscono meglio di tutti l’infinita complessità”. Sito: www.amref.it

In arrivo la giornata mondiale dei malati di lebbra
Domenica 28 gennaio si svolgerà la 54a Giornata mondiale dei malati di lebbra, organizzata dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau) sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio del Segretariato Sociale RAI. Ogni giorno vi sono 820 nuovi casi di lebbra, tra i quali 150 bambini, per un totale di 300.000 ogni anno e dieci milioni di persone nel mondo sono ancora oggi segnate dalla malattia: queste le cifre essenziali di un morbo che colpisce le fasce più povere dei paesi a basso reddito, tra cui molti paesi africani. Quest’anno la giornata sarà dedicata in particolare al Brasile e i volontari AIFO distribuiranno nelle principali piazze italiane il “Miele della Solidarietà”, vasetti di miele proveniente dai circuiti del Commercio Equo e Solidale, in collaborazione con Agesci e Commercio Alternativo.

Cooperazione tra Libia e Tunisia
I due paesi del Nord Africa stanno progettando insieme la costruzione di uno stabilimento per la raffinazione del petrolio. Oltre alla raffineria, è in programma la realizzazione di un oleodotto, di un gasdotto e di un villaggio turistico al confine tra Tunisia e Libia. I libici e i tunisini, inoltre, saranno presto in grado di trasferire somme di denaro oltre il confine e di scambiarli nella valuta locale. L’accordo bilaterale – basato su un accordo di libero scambio stipulato tra i due paesi nel 2002 – è un primo passo verso la realizzazione di un mercato comune nel Maghreb, finora piuttosto ridotto e aperto principalmente al mercato europeo.

Congo: il braccio destro di Lumumba è il nuovo premier
Ha dovuto aspettare 45 anni, ma alla fine Antoine Gizenga è riuscito a riassurgere ai ranghi più alti della politica congolese. Nominato lo scorso 31 dicembre ufficialmente premier dal presidente Joseph Kabila, il vecchio presidente del Partito Lumumbista Unificato (Palu) è, nonostante la sua veneranda età (81 anni), il dato veramente innovativo uscito dal lungo processo elettorale nell’ex Zaire. Braccio destro e vice-premier di Patrice Lumumba all’epoca dell’indipendenza del Congo dai belgi, prima che gli stessi belgi (e buona parte dell’Occidente) fomentassero la secessione della ricca provincia del Katanga e facessero arrestare e uccidere il “padre dell’indipendenza”; successivamente capo del governo ribelle della Repubblica di Stanleyville, infine detenuto politico ed esule tra l’Africa e l’Europa: Gizenga è la memoria vivente del Congo. La sua vita appare intimamente legata alle travagliate vicende del suo paese, passato per una guerra per procura tra grandi potenze, per una trentennale dittatura e per una nuova guerra regionale che ha finito di sfiancarlo tra il 1996 e il 2003.
Fonte: Il Manifesto, 2 gennaio 2007 (Stefano Liberti) – www.ilmanifesto.it

Il 2006: un amaro bilancio
Iniziato da poco meno di un mese il nuovo anno, ecco qualche numero per riflettere su alcuni dati allarmanti sul 2006 appena concluso.
Gli sbarchi. Resi noti dal Viminale i dati sul numero dei cittadini stranieri giunti attraverso il mare in Italia nel 2005 e nel 2006. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006 sono sbarcati sulle coste italiane 22.016 clandestini, con una riduzione, rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, del 4,5% (22.939 erano stati gli arrivi nel 2005). La maggior parte degli sbarchi è avvenuta sulle coste siciliane dove nel 2006 sono arrivati 21.400 extracomunitari (22.824 nel 2005) mentre in Puglia sono stati solo 243 (19 nel 2005) e in Calabria 282 (88 nel 2005). Di questi 8146 sono di nazionalità marocchina, 4200 egiziana, 2859 eritrea e 2288 tunisina.
Le stragi silenziose. Peccato che in questo esercizio di precisa contabilità statistica, non vengano menzionati anche i morti, le migliaia di persone morte nel tentativo di superare il muro invisibile che circonda l’Europa. Un brutale confronto tra numeri agghiaccianti ci restituisce il senso di questa immane tragedia che resta invisibile: tra il 1961 e il 1989 il Muro di Berlino è costato la vita a 230 persone; tra il 1988 e il 2006 5.742 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa dalla parte povera del mondo. Diverse le cause della morte: 133 i decessi per disidratazione nel deserto del Sahara, 77 le persone saltate sulle mine al confine tra Turchia e Grecia, 213 i morti per soffocamento nei Tir. Ma la principale causa di morte resta l’annegamento: 3.342 i casi accertati nel Mediterraneo, 2.080 negli ultimi 4 anni. Un cadavere se tre giace ancora in fondo al mare, per un totale di 1.117 cadaveri. Il naufragio della notte di natale del 1996 a Portopalo è il Titanic di queste vittime dimenticate: 283 morti annegati, tuttora lì, nel fondo del mare tra Malta e la Sicilia.
Il turismo sessuale con minori. Un rapporto dell’Unicef sulla prostituzione minorile in Kenya ha rivelato che circa un terzo delle adolescenti tra i 12 e i 18 anni si prostituiscono nelle zone costiere, frequentate dai turisti: dopo i kenyani (38%), il gruppo più numeroso di clienti è rappresentato dai turisti italiani (18%), seguiti da tedeschi (14%) e svizzeri (12%). Secondo lo studio, il 45% delle ragazzine inizia a vendersi a 12/13 anni, e il 10% ha iniziato quando non aveva ancora 12 anni. La disparità tra il reddito familiare e quello che può essere guadagnato con la prostituzione alimenta una cultura che incoraggia i bambini a cercare clienti tra i turisti.
L’anti-islamismo. Il rapporto “I musulmani nell’Unione Europea: discriminazione ed islamofobia” diffuso a dicembre dall’Oservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (Eumc) rivela un’Europa molto poco accogliente. Pochi soldi, poca istruzione, meno lavoro, meno case: essere musulmani in Europa significa affrontare ostacoli e barriere in più rispetto agli altri cittadini. E in Italia le cose non vanno certo meglio. Sono almeno 13 milioni i musulmani che vivono in Europa, pari al 3,5% della popolazione totale. I musulmani sono inoltre il secondo maggior gruppo religioso nella sociaetà multiconfessionale dell’Ue. Eppure in Italia, in Spagna, in Olanda e in Portogallo i musulmani sono più soggetti alla dicrimanzaione di tipo religioso. Inoltre, secondo una ricerca sull’intolleranza condotta all’Università di Roma La Sapienza, più del 50% del campione (2.200 ragazzi tra i 14 e i 18 anni) hanno affermato che i musulmani “hanno leggi crudeli e barbariche” e “sostengono il terrorismo internazionale”. Infine, l’Italia assieme alla Francia è uno dei paesi dove i musulmani fanno più fatica a trovare un alloggio dignitoso.

Festival in arrivo

Rotterdam Film Festival
24 gennaio-4 febbraio
Sito: www.filmfestivalrotterdam.com
Film d’esordio del giovane sudafricano John Barker, Bunny Chow concorre per i Tiger Awards nell’imminente International Film Festival Rotterdam, insieme ad altre 14 opere prime o seconde che arrivano da Europa, Asia e America Latina. Tra commedia e road movie, Bunny Chow - il titolo si riferisce a un sandwich speziato in vendita in tutti i chioschi di Johannesburg, metafora del nuovo Sudafrica - descrive il viaggio rocambolesco di tre ragazzi verso il grande festival rock di Oppikoppi. Nel cast anche la bella Kim Engelbrecht, già vista in The Flyer di Revel Fox, pluripremiato a Panafricana 2006. Per saperne di più, basta fare un salto sul sito ufficiale.
Ogni anno l’International Film Festival di Rotterdam dedica una sezione speciale (Filmaker in Focus) a uno o più autori, di cui viene presentato il film più recente e una selezione significativa della produzione. Nell’imminente edizione numero 36 (24 gennaio-4 febbraio 2007), ad essere omaggiato, oltre a Johnny To, è il mauritano Abderrahmane Sissako, regista di La Vie sur terre, Heremakono (Aspettando la felicità) e dell’ultimo Bamako, poetico e vibrante j’accuse contro la globalizzazione. Un riconoscimento importante in una delle massime vetrine del cinema indipendente mondiale per uno dei talenti più raffinati del nuovo cinema africano. (Ma Bamako è ancora in attesa di un distributore...).

Berlin International Film Festival
7-18 febbraio
Sito: www.berlinale.de
La Berlinale ha reso noti i primi titoli programmati in competizione ufficiale. Tra questi, arriva in anteprima mondiale l’ultimo atteso lavoro del due volte premio Oscar Billie August, Goodbye Bafana (Detenuto 46664). Tratto dal bestseller autobiografico Nelson Mandela, da nemico a fratello di James Gregory e Bob Graham (Sperling & Kupfer), il film ripercorre l’intenso rapporto che finisce per instaurarsi fra il secondino bianco e razzista James Gregory (Joseph Fiennes) e il carismatico leader del ANC Mandela (Dennis Haybert), recluso nel tristemente noto carcere di Robben Island per oltre vent’anni. Goodbye Bafana, coprodotto e distribuito dall’Istituto Luce, arriverà nelle sale italiane ad aprile.
Annunciati i titoli della sezione più sperimentale e ricca della Berlinale. Il Forum programma quest’anno 43 film: molte le opere prime e seconde, tra fiction e documentario, espressione di cinematografie solide o emergenti. Quattro i titoli di interesse panafricano. Anzitutto l’omaggio all’afroamericano Charles Burnett, con i trent’anni del suo folgorante esordio Killer of Sheep, un docudrama alla Cassavetes girato in 16 mm con attori non professionisti. Dal Mali arriva l’esordiente Salif Traoré con Faro, la reine des eaux, una storia di ritorni al paese natale: scacciato perché figlio illegittimo, Zanga torna al suo villaggio, deciso a rimettere in discussione credenze e disvalori duri a morire. Dall’Inghilterra un’altra opera prima, Elvis Pelvis del black british Kevin Aduaka: nella Londra dei primi anni ’80, un ragazzino si ribella al padre, cultore di Elvis, tappezzando muri della sua camera di poster di Jimi Hendrix - uno scontro generazionale dagli esiti imprevedibili. Sul versante non-fiction, dalla Mauritania arriva infine Le Circle des noyés del belga Pierre-Yves Vandeweerd, viaggio lirico e toccante nella memoria di uno degli ex prigionieri politici della terribile prigione di Oualata.

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venerdì 29 marzo 2019

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Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

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