title_magazine

Viaggio alla Mecca

di Ismaël Ferroukhi

Tra le centinaia di titoli che imperversano nel mercato dell’homevideo, capita a volte di trovare titoli molto interessanti, spesso e volentieri provenienti dalla periferia del mondo – nell’accezione più nobile del termine – che hanno beneficiato di una distribuzione assai poco rumorosa, ma che fortunatamente hanno raccolto l’interesse di un significativo settore del pubblico cinematografico italiano al punto di essere disponibili ad entrare nelle case di tutti. È proprio il caso di Viaggio alla Mecca, l’ultimo film del cineasta marocchino Ismaël Ferroukhi. Il film trova finalmente, dopo la distribuzione in sala grazie all’impegno dell’Istituto Luce, anche lo sbocco nella distribuzione homevideo a cura della General Video, da sempre impegnata nella diffusione di pellicole “a bassa diffusione”.

Il film è del 2004, ma la sua forza si mantiene intatta ancora oggi. La vicenda ha inizio a Parigi, e coinvolge un padre, Moustapha (Mohamed Majd), e suo figlio Reda (Nicolas Cazalé), l’uno musulmano praticante, l’altro un adolescente un po’ disincantato e sfaccendato. Quando Moustapha decide, come i “pilastri” dell’Islam prevedono, di recarsi per la prima volta nella sua vita in pellegrinaggio alla Mecca, obbliga Reda a seguirlo in questo lunghissimo viaggio, peraltro, in automobile. Ha così inizio un road movie il cui elemento centrale è l’approfondirsi del legame fra i due. Da un lato Moustapha, con la sua austerità e il suo modo di fare burbero e scontroso, dall’altro il figlio, non meno taciturno a causa di un’imposizione che lo porta lontano dalla sua ragazza, sempre più arrabbiato con un padre dal quale, probabilmente, non ha mai avuto l’affetto desiderato.

I due, dapprima caricature di una messa in scena che rasenta la commedia, acquisiscono man mano la statura di caratteri a tutto tondo, più sfaccettati, fino all’arrivo alla Mecca, che rivela l’immenso spessore spirituale di Moustapha, così intenso da indurre in Reda una fulminea trasformazione. Il ragazzo, dal suo totale disinteresse per la dimensione spirituale della vita, dinanzi al turbine di eventi che si verificano in Arabia Saudita inizia a percepire in sé l’eredità spirituale di suo padre. In questo epilogo, trattato da Ferroukhi con grande maturità e senza un solo eccesso di retorica, il film restituisce tutta la bellezza e la profondità di un legame non più fondato sulla semplice forza dei vincoli familiari, ma sulla radice più intima di questi vincoli: la fede religiosa, l’empatia spirituale e culturale. Viaggio alla Mecca fonde dimensione personale e appartenenza religiosa in un’armonia che, ai giorni nostri, è offuscata da mille interferenze che ci mostrano solo una caricatura violenta del sentimento di appartenenza all’Islam.

Un film utile, da vedere e rivedere, per chi non voglia fermarsi dinanzi all’immagine distorta di una delle culle della cultura mondiale, ma sia curioso di comprendere il senso profondo dell’essere musulmani, una domanda che molti di noi “occidentali” ci stiamo ponendo da parecchi anni. È soprattutto a loro che è dedicato Viaggio alla Mecca, per osservare da un altro punto di vista gli accadimenti del mondo contemporaneo e sforzarsi di fare un passo in avanti per osservare l’altra faccia di un mondo che ci viene descritto come chiuso e oscurantista. Oltre l’indubbio valore morale dell’opera, espresso in tono minimalista, essenziale, di grande valore è anche l’ambiente linguistico del film, che è quello tipico del Nord Africa, un minimo comune denominatore stilistico, che va dall’uso della luce – del tutto particolare, vista la specificità del clima maghrebino – alla scarna, immediata consequenzialità delle inquadrature. Uno stile di montaggio che risponde con esattezza alla tradizione visiva di un luogo del mondo che non solo con le parole ma con i fatti si “difende” dalla pervasività dell’occidente negli usi e nei costumi.

Simone Moraldi

Cast & CreditsLe Grand Voyage (Viaggio alla Mecca)
Regia: Ismaël Ferroukhi; sceneggiatura: Ismaël Ferroukhi; fotografia: Katel Djian; montaggio: Tina Baz; musiche: Fowzi Guerdjou; interpreti: Nicolas Cazalé, Mohamed Majd, Jacky Nercessian, Ghina Ognianova, Kamel Melghazi, Atik Mohamed, Malika Mesrar el Hadaoui, François Baroni, Krassi Kpacu; origine: Francia/Marocco, 2004; durata: 93’; produzione: Ognon Pictures, ARTE France CINEMA, Soread 2M, Casablanca Film Productions, Les films du passage; distribuzione homevideo: General Video; data di uscita: 27 dicembre 2006; sito italiano del film: Istituto Luce
DVD nella confezione: 1; supporto: singolo strato; regione: Europa/Africa; formato video: 1:85:1; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: italiano (5.1), francese e arabo (originale, 2.0); lingue sottotitoli: italiano, italiano per non udenti; contenuti speciali: biografie del regista e degli attori principali.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
venerdì 31 maggio 2019

Riapre la Biblioteca IsIAO

Grazie alla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Associazione (...)

martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha