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Butta la luna

di Vittorio Sindoni

Alyssa e Cosima: i due volti della luna

La guerra a colpi di fiction tra Rai e Mediaset, nell’autunno 2006 ha visto il predominio della prima grazie a Butta la luna, una saga familiare multiculturale tratta dall’omonimo romanzo di Maria Venturi. Otto puntate affidate alla regia di Vittorio Sindoni che ne ha curato anche la sceneggiatura insieme a Patrizia Carrano e Gianfranco Calligarich: dopo il successo della serie Incantesimo, la Venturi ha messo la sua firma anche sul successo di Butta la Luna. L’interesse per questa fiction non è però legato agli ascolti, ma piuttosto alla storia scelta e all’ascesa televisiva di Fiona May, ex regina dell’atletica leggera italiana alla quale, dopo il trionfo nella trasmissione Ballando con le stelle, hanno affidato il ruolo della protagonista di Butta la luna, Alyssa Calangida.

All’inizio degli anni ’80 le due gemelle nigeriane Alyssa e Fatma Calangida arrivano in Italia per cercare l’uomo italiano che ha messo incinta la giovane Alyssa, ma che si scarica di ogni responsabilità. Le due si fermano in Calabria a casa della madre dell’uomo che stanno cercando: qui Alyssa mette alla luce la piccola Cosima, bianca come il padre. Le sorelle decidono di andare a Roma per costruirsi una vita nuova e dare a Cosima un futuro sereno e felice, ma per loro inizia un lungo calvario: non è certo facile trovare un lavoro, un alloggio e soprattutto dimostrare al Tribunale dei Minori di essere in grado di tirar su decorosamente la neonata, che sta per essere dichiarata adottabile. Grazie all’aiuto dell’avvocato Attilio Argenzi, del carabiniere Bruno Zunin e della psicologa Elena Marini, Alyssa riesce a tenere la piccina con lei e la sorella.

Cambiano casa: da uno scantinato passano a un sottotetto nel lussuoso quartiere Coppedé, dove vivono in subaffitto con il tacito accordo del portiere Mario, voce narrante della storia. Ormai maggiorenne, Cosima s’innamora di un collega di università, Stefano Rivelli. Ma il loro amore è reso impossibile da pregiudizi razziali. Cosima capisce sulla sua pelle quante difficoltà debbano affrontare i diversi e decide così di studiare psicologia infantile per occuparsi di adozioni internazionali. Le due sorelle riescono a riscattarsi e ad aprire un negozio di oggetti multietnici, la “Boutique Calangida”. Le vicende si susseguono, i personaggi s’incontrano, si lasciano e si ritrovano, tra colpi di scena, piccoli e grandi drammi, il racconto arriva ai nostri giorni e la piccola Cosima, ormai donna, riesce alla fine a guardare la vita con fiducia e speranza.

Butta la luna è una fiction multietnica al femminile nella quale s’intrecciano i destini dei tanti che vivono ai margini della società: dopo la prima puntata dedicata all’arrivo in Italia delle due sorelle e alle difficoltà incontrate, alla diffidenza e al razzismo nei loro confronti, Alyssa e Cosima difendono i più deboli, accolgono, aiutano e si prodigano per tutti coloro che vivono situazioni di disagio. Butta la luna è certamente il primo prodotto televisivo destinato al grande pubblico dedicato all’immigrazione e al métissage con il quale da qualche anno a questa parte l’Italia inizia a confrontarsi: dunque una fiction che è segno evidente dei cambiamenti in atto nella società. Lavoro nel complesso ben strutturato, la fiction lascia qualche perplessità soprattutto sul modo con il quale vengono visti gli immigrati. Pensiamo alle due sorelle che arrivano con i loro abiti colorati, con il loro accento, che lottano contro tutto e tutti, seguendo l’istinto. Alyssa conquista tutti con la forza che le viene dalla sua terra che ricorda a tutti con proverbi e perle di saggezza, ma è assolutamente poco credibile l’accento inglese di Alyssa che invece Fatma non ha per niente, come se venissero da due paesi diversi.

Alyssa vede la propria felicità attraverso gli occhi della figlia, solo il successo nella vita di Cosima potrà riscattarla: la giovane deve studiare e farsi rispettare. Il riscatto sociale attraverso i figli è un topos classico che si trova spesso quando si affronta il tema dell’immigrazione come dimostrano la letteratura e il cinema di paesi come la Francia, l’Inghilterra o la Germania, ma in Butta la luna viene schematizzata e privata di ogni approfondimento psicologico, è forzata, e in alcune situazioni si arriva quasi a situazioni comiche (l’irruzione di Alyssa nel negozio in cui lavora di nascosto Cosima). Guardando l’altra faccia della medaglia, gli italiani, vengono divisi in due schieramenti, quelli dal cuore buono, che accolgono e comprendono, per motivi diversi, lavorativi o personali, Alyssa e la sua famiglia, e tutti gli altri, razzisti e ottusi, che si contraddistinguono per l’utilizzo di termini come zulù o piccola mami. Dunque o buoni come Mario che accetta le tre donne perché un americano di colore salvò la vita a suo nonno, o cattivi come i genitori di Stefano che obbligano il figlio a lasciare Cosima a causa di Alyssa.
Tanti elementi interessanti messi sul fuoco, ma che vengono descritti in modo troppo semplicistico, forse perché la formula della fiction non è la più adatta. In ogni caso Butta la luna rimane un primo importante passo verso l’apertura a un mondo che fino ad ora in televisione è stato messo da parte.

Alice Casalini

Cast & CreditsButta la luna
Regia: Vittorio Sindoni; sceneggiatura: Patrizia Carrano, Gianfranco Calligarich, Vittorio Sindoni, dall’omonimo romanzo di Maria Venturi; fotografia: Safai Teherani; musiche: Fabio Frizzi; montaggio: Jenny Loufty; scenografia: Pierluigi Manetti; costumi: Magda Accolti Gil; interpreti: Fiona May, Chiara Conti, Giampaolo Morelli, Andrea Tidona, Isa Barzizza, Juliet Esey Joseph, Nino Frassica, Giuliano Gemma, Anita Zagaria, Regina Bianchi, Stefania Bogo, Tony Garrani, Fulvio Falzarano, Massimo Corvo, Vlad Alexandrau Tomas, Xhilda Lapardhaja, Idris, Giulia Bellu; origine: Italia, 2006; durata: 8 puntate da 100’; produzione: Piero Di Lorenzo per LDM Comunicazione Spa; programmazione: Rai Uno, 5, 7, 12, 19, 26 dicembre 2006; 2, 4, 10 gennaio 2007; sito ufficiale: www.raifiction.rai.it

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