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L’infanzia vista da Idrissa Ouédraogo

di Francesca Iannantuoni

In principio avrei voluto parlare in generale della storia del cinema africano (dell’Africa subsahariana), ma mentre leggevo mi sono resa conto che l’argomento è troppo vasto e il mio discorso sarebbe risultato dispersivo. È stato difficile scegliere un percorso ben preciso anche perché conosco ancora così poco questo cinema e mi sono dovuta basare su materiali molto difficili da reperire.

Ho scelto Idrissa Ouédraogo perché è quello che cinematograficamente conosco di più. Il mio primo approccio al suo cinema è stato con Le Cri du coeur (1994) e mi sono incuriosita sempre di più vedendo Yaaba (Yaaba-Nonna, 1989) e poi La Colère des dieux (2003) al festival Panafricana. Ho scelto di parlare dell’infanzia perché il cinema ha focalizzato spesso su questo argomento per descrivere un mondo ostile e difficile. I film con i giovani protagonisti creano una tale vicinanza con lo spettatore da veicolare forti istanze di denuncia sociale. Raccontare l’infanzia significa anche raccontare il futuro in prospettiva storica, descrivere l’amicizia come valore primario, seguire il processo di formazione di un’identità e la ricerca di un gruppo sociale di appartenenza, nel progressivo avvicinamento al mondo degli adulti.

I bambini di Ouédraogo danno in numerose occasioni prova di grande coraggio: in Yaaba, Bila va contro tutti e tutto il villaggio, contro gli adulti, pieni di pregiudizi, rappresenta una sfida a tradizioni secolari; in A Karim na Sala (1991), Karim, andando contro la tradizione e la legge, sfida lo zio, che ha preso il posto del padre scomparso, ereditandone oltre ai suoi beni, anche la moglie e il figlio; in Le Cri du coeur, Moktar apparentemente sembra debole, ma anche lui alla fine lotta e si dimostra coraggioso perché da solo riesce a sfidare la iena, il male che aveva dentro.

In due di questi film (Yaaba e Le Cri du coeur), c’è una figura molto importante che è quella dell’anziano, simbolo di saggezza. Nel primo caso è una donna anziana alla quale viene attribuito il nome di nonna anche se non lo è veramente. Nel secondo, è un nonno vero. La sage philosophy ritiene che la vera filosofia africana si trovi nei pensieri dei saggi africani, custodi della tradizione. Si dovrebbe far riferimento agli anziani e ai saggi in modo da configurare il pensiero africano sulla base della loro testimonianza.

Le credenze e la medicina sono altri fattori importanti nella cultura e nella vita dei villaggi africani e lo si vede bene in tutti e tre i film analizzati. In Burkina Faso infatti sono ampiamente praticati la religione animista ed il culto feticista. Sono due religioni molto somiglianti nei rituali, ma profondamente differenti. L’animismo possiede la profonda convinzione dell’esistenza di questa energia, nell’acquisizione di una profonda sensibilità nei confronti della natura, nell’osservazione dei fenomeni naturali e degli avvenimenti ciclici. Un codice che l’animista acquisisce non solo nell’attento esame delle manifestazioni naturali ma anche attraverso l’insegnamento di un anziano, un maestro con il quale, anche dopo la sua morte, continuerà ad avere uno stretto rapporto spirituale. Mentre il feticismo è la pratica che attraverso i simboli, rituali magici, dà la credenza ai praticanti di possedere i geni e le forze soprannaturali per soddisfare i bisogni immediati della vita.

Ma l’Africa non è solo magia, religione, credenze; è anche arte e cultura. L’Africa appare oggi come un continente ricco di arte contemporanea che, pur radicandosi nei valori tradizionali del passato, sperimenta nuove forme e nuovi temi per rappresentare e comunicare il presente sociale, politico e culturale del paese. La cultura, intesa come manifestazione dei valori umani e spirituali, coincide con la vita stessa di un popolo laddove tradizione e vissuto, in un’attualità che si perpetua, rappresentano l’unica realtà intelligibile, concettualizzabile e trasmissibile intellettualmente. La cosa che mi ha colpito di più in questo breve studio del Burkina Faso è stata l’importanza che hanno la cultura e l’arte in questa terra così povera, classificata dall’Onu come Quinto Mondo.

Francesca Iannantuoni
La saggezza del futuro. L’infanzia vista da Idrissa Ouédraogo
Relatore: Leonardo De Franceschi
Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia
Tesi di laurea (nuovo ordinamento)
A.A. 2005-2006
pp. 67


INDICE

Premessa

Introduzione

1. Il cinema in Burkina Faso
La storia e le organizzazioni nazionali
Autori e opere di rilievo
I principali problemi

2. Idrissa Ouédraogo
Biografia
Ricorrenze stilistiche e biografiche

3. Tre racconti di formazione
Yaaba
A Karim na Sala
Le Cri du coeur

Conclusioni

Schede tecniche
Biofilmografia
Bibliografia

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