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School Daze (Aule turbolente)

di Spike Lee

Al Mission college, un campus universitario frequentato da afroamericani, il corpo studentesco è diviso in due fazioni ben distinte, gli Have e gli Have-Nots, che si fronteggiano l’un l’altra. Il primo gruppo, rappresentato dalla confraternita più esclusiva del college, quella dei Gamma Phi Gamma, è composto dai ragazzi delle classi più abbienti, che cercano in tutti i modi di assomigliare al modo di essere dei bianchi e per questo vengono chiamati Wannabees, mentre al secondo appartengono i giovani delle classi più povere, che si sentono molto legati alla cultura africana e vengono definiti dagli altri Jigaboos. Mentre gli Have-Nots si impegnano per contestare gli investimenti che i dirigenti del college realizzano nel Sudafrica dell’apartheid, organizzando sit-in e cortei, gli Haves sembrano preoccupati unicamente del giuramento delle matricole presso la confraternita e della buona riuscita dell’Homecoming weekend, il fine settimana durante il quale si festeggia il ritorno al campus degli ex alunni. Per tutto il film il contrasto si manifesta attraverso lo scontro tra i due leader dei diversi schieramenti e tra le rispettive fidanzate, che si sfidano a colpi di canti, balli, parate e acconciature di capelli, in una serie di scene che si muovono attraverso tutti gli elementi classici della goliardia universitaria americana, ma con un punto di vista ironico e provocatorio, senza inoltre tralasciare una precisa presa di coscienza politica.

Ed è proprio questo uno degli elementi che distinguono nettamente Aule Turbolente da tutti gli altri film che ritraggono in chiave di commedia la vita goliardica all’interno dei campus americani. Il film è stato spesso definito una sorta di Animal House (id., 1978) nero, ma mentre nell’opera di John Landis la questione razziale è appena accennata e la coscienza di classe del tutto assente, in questo secondo lungometraggio di Lee è al contrario uno degli elementi chiave. Non è infatti un caso che in una delle due uniche scene che si svolgono all’esterno del campus, assistiamo ad uno scontro tra alcuni studenti del Mission, per altro appartenenti al gruppo degli Have-Nots, e alcuni giovani appartenenti alla working class del luogo, che accusano gli studenti di comportarsi in modo elitario nei loro confronti, suscitando una piccola crisi di coscienza nei cosiddetti Jigaboos. La questione della differenza di classe era del resto uno dei temi che Spike Lee intendeva trasporre nel film nel modo più realistico possibile, come dimostra tra l’altro la decisione di far alloggiare gli elementi del cast che avrebbero dovuto interpretare gli Haves in un albergo di lusso, e gli interpreti degli Have-Nots in una pensione di basso rango, al fine di acuire maggiormente il contrasto tra i due gruppi.

In Aule Turbolente è presente inoltre uno degli elementi che saranno propri di quasi tutti i successivi film del regista, la critica ironica e allo stesso tempo spietata verso la cronica incapacità del popolo afroamericano di raggiungere una propria unità. E’ cosi che nel film assistiamo ad una discriminazione nei confronti degli studenti dalla pelle più chiara ( i Wannabees) da parte di quelli che invece hanno una pelle molto scura (i Jigaboos) e viceversa. Questa distinzione deriva direttamente dai tempi della schiavitù, durante i quali lo schiavo dalla pelle più chiara lavorava nella casa del padrone, viveva quindi in circostanze meno disumane, mentre gli altri lavoravano nei campi. Spike Lee non si vergogna di metterla in risalto, rifiutando di cedere alle istanze del politically correct e scardinando gli schemi mentali sugli afroamericani della maggioranza della società, secondo cui la comunità nera è un blocco unico e indistinto. Il film afferma esattamente il contrario, dando voce alle differenze e ai contrasti che nascono all’interno di un microcosmo, quello di un campus universitario, che è soltanto uno degli specchi nei quali l’intera comunità dei neri americani può riflettersi.

Spike Lee aveva in mente l’idea di un film ambientato in un campus universitario all black fin dai tempi della sua permanenza al Morehouse college di Atlanta, in Georgia, durante la quale aveva scritto il soggetto e la sceneggiatura di Homecoming, una commedia in cui una piccola università gestita e frequentata da afroamericani viene assorbita da una grande e ricca istituzione scolastica bianca. Se nell’embrione di quello che sarebbe poi diventato Aule Turbolente sono già presenti tutte le situazioni legate alla confraternita dei Gamma Phi Gamma e quelle relative allo scontro tra le diverse fazioni di studenti presenti all’interno del campus, è ancora assente la musica, che sarà invece l’elemento di base della realizzazione di Aule Turbolente. Il film sembra infatti una sorta di musical alla Vicente Minnelli, per così dire, in cui molti dei momenti chiave vengono risolti attraverso scene di ballo e di canto immerse in una scenografia carica di colori caldi e di elementi visivamente quasi violenti, e ottimamente dirette dal coreografo Otis Sallid. Ma Aule Turbolente non può accettare etichette di sorta. Se infatti il film possiede tutti gli elementi per essere definito un musical, sono presenti in esso anche molte delle caratteristiche proprie della commedia e del film politico, inserite in un impianto narrativo dal buon equilibrio complessivo che è sorretto inoltre da una notevole colonna sonora.

L’uscita di questo DVD (6 febbraio 2007 per la Sony Pictures Home Entertainment) rappresenta per il pubblico italiano, da un lato, l’occasione di conoscere alcuni aspetti della comunità studentesca afroamericana, di rado indagati dal cinema statunitense e ben messi in scena da un regista che ha vissuto in prima persona l’esperienza del college riservato ai neri, e, dall’altro, offre la possibilità di apprezzare uno dei film degli esordi di un cineasta che diverrà in breve tempo uno dei maggiori esponenti del cinema nero e successivamente dell’intero panorama della cultura americana. L’unica pecca dell’edizione homevideo riguarda la mancanza assoluta di contenuti extra.

Matteo Gherardini

Cast & CreditsSchool Daze (Aule Turbolente)
Regia e sceneggiatura: Spike Lee; fotografia: Ernest Dickerson; montaggio: Barry Alexander Brown; musiche originali: Bill Lee; suono: Louis Cerborino; scenografia: Wynn Thomas; costumi: Ruth E. Carter; interpreti: Lawrence Fishbourne, Giancarlo Esposito, Tisha Campbell, Kyme, Spike Lee, Ossie Davis, Joe Seneca, Bill Nunn; origine: USA, 1988; durata: 116’; produzione: Columbia Pictures, 40 Acres & a Mule Filmworks; distribuzione homevideo: Sony Pictures Home Entertainment; data di uscita: 6 febbraio 2007; sito del distributore: www.sonypicture.it
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 - singolo lato doppio strato; regione: 2; formato video: 1.85:1; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Italiano, Inglese, Spagnolo (surround), Francese (mono); lingue sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Arabo, Croato, Francese, Greco, Hindi, Portoghese, Spagnolo, Sloveno, Turco, Ungherese

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