Panafricana Newsletter #8 - Febbraio 2007

Panafricana Newsletter #8
Febbraio 2007
a cura di Maria Coletti

SOMMARIO

Eventi ed iniziative: Panafricana / Cinemafrica / Yeelen
“Panafricana” 2007: le date del festival
Su Cinemafrica gli articoli da Berlino
Come diventare soci

Notizie – Cinema
L’Africa al Festival di Berlino
In arrivo il Fespaco 2007
Corti d’Africa a Clermont-Ferrand
E’ in corso il Paff di Los Angeles
"Morituri" di Khadra sul grande schermo
"Gli invisibili" di Wenders per MSF
Cristina Comencini in "Bianco & Nero"
I Clooney contro la guerra in Darfur
Il Premio Nonino a Ousmane Sembène
“Riparo-Anis tra di noi” alla Berlinale
Guantanamo: il set in Marocco

Notizie – Cultura
Artisti africani alla 52. Biennale di Venezia
Al via l’Opéra du Sahel
Siamo medici o caporali? In Uganda un’Università al posto di un carro armato
Al Guggenheim di Bilbao la mostra “100% Africa”
Africa Cartoon a Bologna
L’arte di George Lilanga in mostra a Roma
“A un passo dal sogno”: un libro sull’immigrazione in Italia
Nasce il primo canale satellitare arabo dedicato all’ambiente
Le giovani tunisine e il sesso
Parigi: conferenza contro i bambini-soldato
Nasce il sito sull’immigrazione della CGIL Roma Lazio
La giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Notizie – Società
Giornate della memoria: i massacri italiani in Etiopia
Il presidente cinese Hu Jintao in Africa
Le promesse di Prodi al vertice dell’Unione Africana
Gibilterra: in progetto un tunnel tra Spagna e Marocco
La Coop per l’Africa
Italia-Marocco: accordo per raddoppio turisti
Arriva la cittadinanza?
Sudafrica: il discorso alla nazione del presidente Mbeki
Arrestato blogger egiziano

Festival in arrivo
Fespaco - Ouagadougou (Burkina Faso)

NOTIZIE

Eventi ed iniziative: Panafricana / Cinemafrica / Yeelen

“Panafricana” 2007: le date del festival
Il festival “Panafricana. Le mille Afriche del cinema a Roma” si svolgerà il prossimo dicembre (1-9 dicembre 2007). La data di scadenza per inviare i film in preselezione è il 30 settembre 2007.
Possono partecipare lungometraggi e cortometraggi (fiction, documentari, animazione) realizzati non prima del 2005 da registi africani e di origine africana.
Il festival è aperto anche a film diretti da registi non africani, ma girati in Africa o aventi per oggetto la condizione delle comunità africane all’estero.
I DVD o VHS (accompagnati da sinossi e cast&credits) devono essere inviati entro il 30 settembre 2007 a:
ASSOCIAZIONE CULTURALE YEELEN
CP 5538 ROMA TORPIGNATTARA
00177 ROMA

Su Cinemafrica gli articoli da Berlino
Sono già on line su www.cinemafrica.org i primi articoli dal Festival di Berlino. Scoprite con noi i titoli "panafricani": Goodbye Bafana (Il colore della libertà), http://www.cinemafrica.org/page.php?action=redirect&id_article=378 Poor Boy’s Game.

Come diventare soci Se volete aiutarci nel nostro lavoro di promozione e diffusione del cinema africano in Italia, andate sul sito della nostra associazione Yeelen e sosteneteci. Potete farlo iscrivendovi a Yeelen: compilando il modulo on line ed effettuando poi un piccolo versamento (10 euro socio ordinario, 20 euro socio sostenitore). Un gesto simbolico che però ci aiuta veramente ad andare avanti.
Visitate il nostro sito: www.yeelen.it

Notizie – Cinema

L’Africa al Festival di Berlino
Tra i film in programma nella competizione ufficiale della Berlinale, arriva in anteprima mondiale l’ultimo atteso lavoro del due volte premio Oscar Billie August, Goodbye Bafana (Il colore della libertà). Tratto dal bestseller autobiografico Nelson Mandela, da nemico a fratello di James Gregory e Bob Graham (Sperling & Kupfer), il film ripercorre l’intenso rapporto che finisce per instaurarsi fra il secondino bianco e razzista James Gregory (Joseph Fiennes) e il carismatico leader del ANC Mandela (Dennis Haybert), recluso nel tristemente noto carcere di Robben Island per oltre vent’anni. Goodbye Bafana, coprodotto e distribuito dall’Istituto Luce, arriverà nelle sale italiane ad aprile.
Alcuni titoli di interesse panafricano anche nella sezione più sperimentale e ricca della Berlinale, il Forum, che programma quest’anno 43 film: molte le opere prime e seconde, tra fiction e documentario, espressione di cinematografie solide o emergenti. Tra questi, l’omaggio all’afroamericano Charles Burnett, con i trent’anni del suo folgorante esordio Killer of Sheep, un docudrama alla Cassavetes girato in 16 mm con attori non professionisti. Dal Mali arriva l’esordiente Salif Traoré con Faro, la reine des eaux, una storia di ritorni al paese natale: scacciato perché figlio illegittimo, Zanga torna al suo villaggio, deciso a rimettere in discussione credenze e disvalori duri a morire. Dall’Inghilterra un’altra opera prima, Elvis Pelvis del black british Kevin Aduaka: nella Londra dei primi anni ’80, un ragazzino si ribella al padre, cultore di Elvis, tappezzando muri della sua camera di poster di Jimi Hendrix - uno scontro generazionale dagli esiti imprevedibili. Sul versante non-fiction, dalla Mauritania arriva infine Le Circle des noyés del belga Pierre-Yves Vandeweerd, viaggio lirico e toccante nella memoria di uno degli ex prigionieri politici della terribile prigione di Oualata.

In arrivo il Fespaco 2007
La biennale di cinema africano più attesa in Africa, insieme alle JCC di Tunisi, ha iniziato il conto alla rovescia: solo pochi giorni mancano all’inizio della 20. edizione del Fespaco (Festival Panafricain du Cinéma et de la télévision de Ouagadougou). Lo storico festival - nato nel 1969, il secondo festival di cinema africano sul continente dopo le Journées Cinématographiques di Tunisi del 1966 - si svolgerà dal 24 febbraio al 3 marzo nella capitale del Burkina Faso, raggruppando una folta schiera di registi, critici e addetti ai lavori dall’Africa e da tutto il mondo, ma anche pronto a rispondere alle aspettative e all’impazienza di cinefili e spettatori africani.
Il programma si presenta, come sempre, ricco di proposte, di avvenimenti e di novità. Intanto riguardo ai film in concorso: per la prima volta, oltre ai film di finzione di lungo e corto metraggio, ai video e ai film della diaspora africana, saranno in concorso anche i documentari africani. Oltre ad alcuni dei film più interessanti dell’ultima stagione come Daratt di Mahamat-Saleh Haroun (Gran Premio Speciale della Giuria a Venezia), Making off di Nouri Bouzid (Tanit d’Or alle JCC di Tunisi) ed Ezra di Newton Aduaka (in concorso al Sundance), anche tre anteprime mondiali: Teranga Blues di Moussa Sene Absa (Senegal), Il va pleuvoir sur Conakry di Cheick Fantamady Camara (Guinea) e Tartina City di Serge Issa Coelo (Ciad). Molto ricco inoltre lo spazio "panoramico": oltre alla vetrina di film africani e internazionali fuori concorso, in cartellone anche due interessanti sezioni retrospettive dedicate al cinema del Marocco e del Mali.
Distinguendosi in questo dalle JCC, il Fespaco organizza da molto tempo anche un mercato internazionale di cinema e televisione africani (Mica), quest’anno alla sua 13. edizione: uno spazio dedicato non solo agli stand espositivi, ma anche a proiezioni aggiuntive e a un panel sulla musica da fim. Per finire, una fitta rete di incontri professionali: un convegno dal titolo "Cinema africano e diversità culturale", una tavola rotonda su "Cinema d’autore e cinema popolare in Africa", un laboratorio Masterclass dedicato ai giovani aspiranti registi africani e tre atelier di approfondimento sugli archivi cinematografici, sul diritto d’autore e sul digitale.
Insomma di carne al fuoco ce n’è parecchia. Per saperne di più, basta andare sul sito del Fespaco.

Corti d’Africa a Clermont-Ferrand
Si è chiusa sabato 3 febbraio la 29. edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio di Clermont-Ferrand. Tra i film premiati, anche il cortometraggio Deweneti della regista senegalese Diana Gaye, che ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. Il film - la storia fiabesca e toccante di un ragazzino di strada che sa bene quello che vuole - continua a mietere successi e riconoscimenti, dopo i premi ricevuti al Festival di Amiens e alle JCC di Tunisi. Altri tre film africani sono stati comunque selezionati nel concorso internazionale di Clermont-Ferrand: Sekalli sa Meokgo del sudafricano Teboho Mahlatsi (rivelazione a Venezia con Portrait of a young man drowning nel 1999), Ragelha dell’egiziana Aiten Amin e Ordure del tunisino Lotfi Achour.

E’ in corso il Paff di Los Angeles
E’ iniziata l’8 febbraio a Los Angeles la 15. edizione del Pan African Film and Arts Festival (Paff), che si svolgerà fino al 19 febbraio, sempre con la appassionata direzione artistica dell’afroamericano Ayuko Babu. Il Paff è il più grande festival dedicato negli Stati Uniti al black cinema, con una grande selezione di film africani, afroamericani e delle diaspore africane nel mondo: più di 160 i titoli in cartellone, oltre che dal continente africano, anche da Stati Uniti, Canada, America del Sud, Europa, Asia e Caraibi. I titoli selezionati per il concorso sono in lizza per i seguenti premi: miglior lungometraggio di finzione, miglior documentario, miglior cortometraggio, migliore opera prima, premio speciale della giuria e premio del pubblico.

"Morituri" di Khadra sul grande schermo
E’ stato presentato in anteprima ad Algeri il film Morituri di Okacha Touita (Les Sacrifiés, Le Cri des hommes), adattamento per il grande schermo del celebre polar algerino di Yasmina Khadra. La proiezione ha inaugurato la rassegna cinematografica realizzata nell’ambito dell’evento "Algeri, capitale della cultura araba".
Con lo pseudonimo di Yasmina Khadra, lo scrittore algerino Mohammed Moulessehoul è noto in tutto il mondo, grazie a una decina di romanzi di successo che indagano le diverse realtà del mondo arabo e l’universo dell’integralismo islamico. Ufficiale di carriera fino al 2000, Khadra è stato in prima linea nel sanguinoso conflitto che ha causato, in sette anni, circa 150.000 morti, ma nel 2001 ha abbandonato l’esercito e rivelato la sua identità.
Touita - 63 anni, 4 lungometraggi e tra i primi registi algerini ad emigrare in Francia, prima ancora di Mahmoud Zemmouri - ha raccolto a piene mani la sfida di adattare un’opera difficile come Morituri, che getta uno sguardo altro sull’Algeria passata e presente. Una sfida difesa strenuamente da Bachir Derrais, produttore del film con Claude Kunetz, ENTV e CNC France. Il film uscirà in sala a fine febbraio in Algeria e ad aprile in Francia. La canzone dei titoli di coda è del cantautore rock algerino Rachid Taha.

"Gli invisibili" di Wenders per MSF
Fra i diversi titoli in cartellone alla Berlinale, nella sezione Panorama fa spicco Los Invisibles, film prodotto da Javier Bardem con l’ONG Médicins Sans Frontières (MSF) e composto da cinque cortometraggi, diretti da Isabel Coixet, Mariano Barroso, Fernando León de Aranoa, Javier Corcuera e Wim Wenders. Il film esplora le situazioni sociali che i medici di MSF - quest’anno al suo ventennale - affrontano ogni giorno in diverse regioni del mondo. All’interno della pentalogia, da segnalare l’episodio docufiction di Barroso (Hormingas en la boca), che racconta la malattia del sonno in una storia ambientata a Madrid e nella Repubblica Centrafricana e, in chiave più strettamente documentaristica, i corti di de Aranoa sull’instabilità civile in Uganda, e di Wenders su alcuni casi di violenza sessuale in Congo.
Bardem collabora da anni con MSF. Ha partecipato anche a una campagna promozionale sul lavoro svolto dall’ONG in Etiopia, proiettato nelle sale nel 2004, poco prima di Mare dentro di Amenabar.

Cristina Comencini in "Bianco & Nero"
Dopo la nomination all’Oscar per La bestia nel cuore, il documentario Il nostro Rwanda e la rinuncia ai progetti hollywoodiani, Cristina Comencini ha in cantiere una commedia interrazziale, una storia d’amore impossibile con sfumature comiche e costruita con un meccanismo simile a quello di Matrimoni. Le riprese del film - che avrà al centro due coppie borghesi, una "bianca" e una "nera" e per ora ha il titolo di lavorazione non definitivo di Bianco & Nero - inizieranno a settembre (produzione Cattleya).

I Clooney contro la guerra in Darfur
Il 15 gennaio l’emittente statunitese American Life ha trasmesso A Journey to Darfur, girato ad aprile da George Clooney e dal padre Nick in un villaggio al confine del Darfur e in un campo profughi nel Ciad. Partiti con una minitroupe di quattro unità, i due Clooney hanno raggiunto in un piccolo aereo il Sudan, rimanendo sconvolti dalle testimonianze di violenze e soprusi subiti dalla popolazione civile in questa martoriata regione dell’Africa, teatro dal febbraio 2003 di una sanguinosa guerra che ha provocato finora due milioni di sfollati. La situazione è peggiorata con l’approvazione a fine settembre della risoluzione 1706, che prevede la creazione di una forza di pace ONU, ma non è stata accettata dal presidente sudanese Omar Al Bashir.
Di ritorno al viaggio in Darfur, Clooney jr. si è impegnato in prima persona per sensibilizzare anzitutto i poteri forti sulla questione, andando il 14 settembre a parlare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu insieme a Elie Wiesel, e poi il 10 gennaio davanti al Congresso, per presentare in anteprima il suo documentario. Il trailer è visibile sul sito di American Life, mentre per saperne di più, si può andare sul sito Clooney Studio.

Il Premio Nonino a Ousmane Sembène
Annunciati i vincitori dell’edizione 2007 del premio letterario che i distillatori friulani Nonino assegnano ai big della cultura mondiale. Alla veneranda età di ottantatré anni, lo scrittore e regista senegalese Ousmane Sembène, padre delle cinematografie africane, ha ricevuto a Ronchi di Percoto il Premio Nonino 2007. La Giuria del Premio Nonino è presieduta da Ermanno Olmi ed è composta da Adonis, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Emmanuel Le Roy Ladurie, Claudio Magris, Morando Morandini, V.S. Naipaul , Giulio Nascimbeni, Norman Manea ed Edgar Morin. Ermanno Olmi, illustre collega italiano, ha consegnato il premio «al grande cineasta, l’uomo di cultura che da sempre si batte contro i mali ancestrali della sua terra», come recita la motivazione del premio. In occasione del premio, al cinema «Visionario» di Udine è stato proiettato l’ultimo capolavoro di Sembène: Mooladé, un film che denuncia la crudeltà dell’escissione e che è stato distribuito in Italia dalla Lucky Red.

“Riparo-Anis tra di noi” alla Berlinale
A cinque anni dal sorprendente esordio con Quello che cerchi, Marco Simon Puccioni torna sugli schermi con Riparo-Anis tra di noi e lo fa con una prima mondiale prestigiosa, nella sezione Panorama della Berlinale, e con una storia a tre, sulla carta densa di implicazioni scottanti. Il plot, scritto da Clara Ferri e Monica Rametta (Occidente, Giorni), e sceneggiato da Puccioni con la Rametta e Heidrun Schleef (La stanza del figlio, Ricordati di me), si accende quando nella dinamica di coppia già complessa che lega la padrona Anna/Maria de Medeiros e l’operaia Mara/Antonia Liskova fa irruzione un giovane immigrato maghrebino, interpretato dall’esordiente Mounir Ouadi. Le luci del film sono di uno dei più visionari direttori della fotografia del cinema arabo (e non solo), il tunisino Tarek Ben Abdallah (Giro di lune tra terra e mare, Poupées d’argile, Le Prince). Riparo, una coproduzione italo-francese promossa da Mario Mazzarotto per Intel Film e Adésif, in collaborazione con Rai Cinema, la Commissione Cinema del Friuli, il Programma Media ed Eurimage, concorre per il Premio Panorama Audience Award.
Sempre in Panorama è prevista una selezione di sei corti, curata dall’associazione SFD - Schwarze Filmschaffende Deutschland (Blacks in Film/Germany): Todd Ford, Ezra Tsegaye, Sebastian Kühne, Branwen Okpako, John A. Kantara, Winta Yohannes e Otu Tetteh firmano altrettanti ritratti ad attori neri che vivono e lavorano nella multiculturale Germania.

Guantanamo: il set in Marocco
El Badia, un palazzo del XVI secolo nella medina di Marrakech, da alcune settimane è stato trasformato nel centro di detenzione statunitense di Guantanamo. Lo riferisce la stampa marocchina precisando che sono in corso le riprese del film Rendition, diretto dal regista sudafricano Gavin Hood, l’autore di Il suo nome è Tsotsi (Oscar 2006 al Miglior film straniero). La storia del film ruota attorno a tre agenti della Cia che indagano su un ingegnere chimico accusato di essere implicato nell’attacco dell’11 settembre.

Notizie – Cultura

Artisti africani alla 52. Biennale di Venezia
Ai primi di marzo il direttore dell’edizione 2007 della Biennale di Venezia - l’americano Robert Storr - esporrà il programa della kermesse che si svolgerà dal 10 giugno al 21 novembre. Intanto è stata annunciata la prima panoramica delle produzioni d’arte dal continente africano. In seguito a un bando - lanciato nel 2006 per selezionare il miglior progetto di mostra che potesse raccontare i mille mondi artistici africani nei suggestivi spazi delle Artiglierie, presso l’Arsenale di Venezia - la mostra selezionata per rappresentare l’arte contemporanea dall’Africa alla Biennale è risultata Check List. Il progetto, curato da Fernando Alvim e Simon Njami, presenterà opere provenienti dalla Sindika Dokolo African Collection of Contemporary Art di Luanda, in Angola. Creata nella capitale angolana nel 2004 dall’imprenditore e collezionista congolese Sindika Dokolo e dall’artista Fernando Alvim, la raccolta che fornirà i lavori da esibire alla Biennale ha come obiettivo la promozione e la conoscenza originale del contemporaneo attraverso i paesi africani ed è costituita da oltre 500 opere realizzate da 140 artisti provenienti da 28 paesi africani, ma viene costantemente aggiornata tramite l’acquisizione di circa 100 opere all’anno.

Al via l’Opéra du Sahel
Nata da un’idea del Principe Claus dei Paesi Bassi - particolarmente legato alle culture musicali della regione del Sahel - l’Opéra du Sahel verrà inaugurata quest’anno con tre date speciali a cavallo tra Africa ed Europa: il 17 e 18 febbraio in Mali, al Palazzo della Cultura di Bamako, il 7, 8 e 9 giugno al Muziekgebouw di Amsterdam, in occasione dell’Holland Festival, e ad ottobre al Théatre Chatelet di Parigi. Dopo la tournée in Europa e Africa, l’Opéra du Sahel sarà disponibile anche su CD e su DVD, aprendo la strada a un nuovo genere musicale ed a future opere africane. Il Sahel comprende Mauritania, Capo Verde, Gambia, Senegal, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Mali, Burkina Faso, Nigeria, Niger, Ciad e Sudan: i paesi da cui provengono gli artisti africani che partecipano all’avventura dell’Opéra du Sahel. Fonte: www.africinfo.org

Siamo medici o caporali? In Uganda un’Università al posto di un carro armato
A Gulu, in Uganda, ai confini con la guerra, è attiva da tre anni una nuova Università di medicina, dove i giovani ugandesi studiano per aiutare a risolvere terribili problemi sanitari. Gli studenti sono 180, tra loro una ventina di ragazze, e già operano nel terrirorio. Un carro armato in meno e una Facoltà di medicina in più: è stata la piccola grande sfida vinta grazie all’impegno di due fratelli medici, Luigi e Donato Greco, dell’Università Federico II di Napoli. I fondi per lo sviluppo del Saint Mary’s Lacor Hospital di Gulu, ospedale italiano fondato dal dott. Piero Corti, sono stati messi a disposizione dal Comune e la Provincia di Napoli, il Ministero degli esteri, l’Istituto superiore di sanità e la cooperazione italiana, oltre che tantissimi donatori privati. Una terza università di medicina per un paese di 28 milioni di abitanti, con un dottore ogni 20 mila abitanti, dove c’è ancora un’alta mortalità infantile, le donne muoiono di parto e l’aspettativa di vita non supera i 50 anni: una scelta necessaria e vitale, confermata dalla motivazione e dall’impegno di studio degli studenti che arrivano all’Università. Chi arriva alla Gulu University porta il carico delle aspettative di un intero villaggio che si è autotassato per dotare l’aspirante dottore di un PC portatile, di vestiti, di scarpe, mentre lo stesso candidato ha dovuto vincere un concorso nazionale per ottenere la borsa di studio governativa (50 ragazzi su 60 all’anno).

Al Guggenheim di Bilbao la mostra “100% Africa”
Al museo Guggenheim di Bilbao è in cartellone fino al 18 febbraio la mostra “100% Africa”, con venticinque artisti contemporanei provenienti da quattordici paesi africani. Una mostra certo non equilibrata e molto soggettiva – dal momento che si tratta di oggetti d’arte provenienti da una collezione privata – ma che illustra comunque le più importanti tendenze dell’arte africana contemporanea. Dal 1989, infatti, il fotografo e uomo di affari svizzero Jean Pigozzi ha messo insieme una vasta collezione d’arte africana contemporanea, che, con la collaborazione del conservatore André Magnin, si è trasformata in Contemporary African Art Collection, a Ginevra. Fra gli artisti in mostra, i fotografi Seydou Keita e Malick Sedibé, e poi Cheri Samba, George Lilanga, Richard Onyango, Frederic Bruly Bouabre, Bodys Isek Kingelez, Romuald Hazoumé, ma anche autori più giovani come Abu Bakarr Mansaray, Titos Mabota, Pathy Tshindele e Calixte Dakpogan. La cura della mostra è di André Magnin, l’allestimento di Ettore Sottsass e Marco Palmieri.

Africa Cartoon a Bologna
Ultimi giorni (chiude il 20 febbraio) anche per la mostra “Africa Cartoon”: nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna (Piazza Maggiore, ingresso libero, lunedì-domenica ore 10-19), vengono presentate le migliori opere del Premio Africa e Mediterraneo per un fumetto inedito di autore africano 2005-2006. In rassegna sono giunte 101 storie provenienti da 17 paesi, che sono state divise in tre sezioni: “Storie di cronache a soggetto libero”, “Riflessioni sui diritti umani” e “Storie di migrazione”. Il premio, giunto alla sua terza edizione, prevede una mostra proprio per far conoscere al pubblico il fumetto africano, dai talenti emergenti ai professionisti: tutti raggiunti anche grazie alla collaborazione di giornali, istituzioni e associazioni di fumettisti africani, tra cui due scuole di arti visive in Africa, la Escola de Artes Visuais di Maputo e Les Consultants Associés pour l’Education aux Medias-Caem di Dakar.

L’arte di George Lilanga in mostra a Roma
L’Africa surreale e ironica di George Lilanga si può incontrare a Roma, dove è in corso un’esposizione di 100 opere dell’artista tanzaniano considerato tra i maggiori esponenti dell’arte africana contemporanea. I protagonisti dei suoi batik, delle sculture, dei disegni su tela come su pelle di capra, sono gli "shetani", spiritelli burloni e irriverenti del folklore Makonde, indifferentemente buoni o cattivi. Sempre descritti in procinto di mutare la loro forma, tanto da apparire dinoccolati, sono ritratti con il pareo e le orecchie lunghe, con la pancia gonfia e la cravatta, dipinti con colori intensi e brillanti e un tratto al tempo stesso convulso e preciso, che fanno di Lilanga l’antesignano africano del graffitismo, il fenomeno artistico che prenderà piede negli Anni ‘70 negli Usa. Nato nel 1934 nel sud della Tanzania, a Kikwetu nel distretto di Masasi, Lilanga fonde in un linguaggio personale le culture africane, la scultura lignea makonde e la lezione della scuola pittorica Tinga Tinga. Il suo principale interesse sono le scene di vita quotidiana, ben mescolate alle denunce sociali e rappresentate con un’ironia che si riflette nei titoli delle sue opere: Aspetta un attimo, mi prude il collo, Sono in attesa della spesa del supermercato, Quando i bambini giocano, saltano di qua e di là. "Tutta la mia arte è in relazione con la gente che mi circonda nel momento in cui si rapporta alle attività giornaliere. La cosa più importante è che essa deve essere vista come espressione della felicità", diceva della sua produzione l’artista, scomparso nel 2005. La sua rappresentazione dell’Africa ha attirato l’attenzione dei critici e dei collezionisti di tutto il mondo che ne hanno riconosciuto il brillante e originale messaggio. La mostra "George Lilanga di Nyama, Opere Scelte 1970-2005" è visitabile gratuitamente presso il museo Hendrik Christian Andersen di Roma fino al 1 aprile 2007. Fonte: www.misna.org

“A un passo dal sogno”: un libro sull’immigrazione in Italia
Mentre continuano le polemiche, le proposte e i disegni di legge a proposito di una legge sull’immigrazione in Italia che va assolutamente modificata, un libro recentemente uscito per la Besa Editrice di Lecce ci aiuta a fare il punto sulla storia recente dell’immigrazione nel nostro paesse, a partire dalla data chiave del 1989. Stiamo parlando di A un passo dal sogno. Gli avvenimenti che hanno cambiato la storia dell’immigrazione in Italia di Giulio Di Luzio. Antimilitarista e obiettore di coscienza nella Caritas Italia, giornalista per Il Manifesto e Liberazione, l’autore era stato finalista alla V edizione del Premio Letterario Internazionale “Acqui Ambiente” dedicato all’ambientalista nigeriano e attivista dei diritti civili Ken Saro Wiwa. Con A un passo dal sogno, Di Luzio ricostruisce il tragico scenario di intolleranza che, nel 1989, a partire dalla morte di Jerry Masslo – giovane nero sudafricano trucidato da balordi nella misera baracca dove trovava riparo – venne scosso, fino a un punto di non ritorno. Masslo non era un immigrato qualunque, ma un rifugiato politico riconosciuto dall’Alto Commissariato Onu e, sopravvissuto al regime di Pretoria, aveva assurdamente trovato la morte in Italia: nel febbraio del 1990 entra in vigore la legge Martelli, primo discusso tentativo di affrontare l’immigraziome in Italia. L’autore traccia una storia dell’immigrazione dal 1989 a oggi, soffermandosi inoltre sui delicati rapporti tra informazione e immigrazione, denunciando l’uso giornalistico di copioni mediatici e stereotipi culturali a tutto svantaggio dell’inchiesta e dell’analisi. Il volume interviene, infine, sulle politiche di accoglienza e sul nodo imbarazzante dei Centri di Permanenza Temporanea. Prefazione di Alex Zanotelli.

Nasce il primo canale satellitare arabo dedicato all’ambiente
Si chiama “Biaati” (Il mio ambiente) ed è il primo canale satellitare arabo a tema esclusivamente ambientale. Presentato nella sede della Lega Araba al Cairo, il network si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica araba sullo stato dell’ambiente. Sede del canale sarà Il Cairo, definita dal prestigioso Centro Studi Strategici Al-Ahram la città più inquinata del mondo, dopo Città del Messico.

Le giovani tunisine e il sesso
Il settimanale tunisino “Réalités” ha raccolto le testimonianze di alcune ragazze per denunciare la completa mancanza di educazione sessuale delle giovani. Il problema è grave, come emerso da un recente convegno a Tunisi. Negli ospedali del paese si registra, infatti, un numero crescente di gravidanze non desiderate. Un tempo il fenomeno riguardava solo le giovanissime appena uscite dall’adolescenza o le domestiche vittime di abusi da parte dei datori di lavoro. Oggi, invece, coinvolge ragazze tra i 20 e i 25 anni di tutti gli ambienti sociali. Una conseguenza, osserva il settimanale tunisino, non solo della maggiore libertà dei costumi, ma anche dell’innalzamento dell’età del matrimonio, che ha raggiunto i 29 anni per le ragazze e i 33 per i ragazzi.

Parigi: conferenza contro i bambini-soldato
“Liberiamo i bambini dalla guerra”: questo il titolo della conferenza mondiale che si è svolta recentemente a Parigi sui bambini-soldato e a cui hanno partecipato i paesi dell’Unione Europea, il Giapone, il Canada, gli Stati Uniti e gli stati africani e asiatici colpiti dal fenomeno. Organizzata dal governo francese e dall’Unicef, la conferenza aveva il duplice obiettivo di lottare contro il reclutamento dei bambini e di favorire la loro liberazione e il loro reinserimento nella vita civile. Il ministro degli esteri Philippe Douste-Blazy, in margine alla conferenza, ha inoltre dichiarato necessario che “nelle scuole di guerra, anche nelle grandi democrazie che siano gli Stati Uniti o la Gran Bretagna, i bambini non possano entrare fino alla maggiore età” – riferendosi alla recente ammissione del governo britannico di aver inviato 15 soldati sotto i 18 anni a combattere in Iraq a partire dal 2003. Secondo il direttore generale dell’Unicef, Ann M. Veneman, sono circa 250 mila i bambini coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo.

Nasce il sito sull’immigrazione della CGIL Roma Lazio
Una nuova bussola per orientarsi nell’oceano delle leggi e delle novità riguardanti l’immigrazione in Italia: questo l’obiettivo del nuovo sito creato appositamente dalla Cgil Roma Lazio. Il sito è ad oggi aggiornato su tutte le novità legislative, sulla contrattazione nazionale e quella di Roma e Lazio, ma naturalmente, per poter essere uno strumento utile, avrà bisogno di continui contributi, suggerimenti e segnalazioni. E’ prevista inoltre una pagina di risposte a quesiti su temi particolari, in modo che si possano condividere le informazioni.
L’indirizzo del sito è: www.lazio.cgil.it/migranti
L’indirizzo di posta elettronica, per inviare informazioni, critiche, documentazioni e quesiti, è: migranti@lazio.cgil.it

La giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili
Il 6 febbraio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale per il contrasto alle pratiche di mutilazione genitale femminile (Mgf). In tale occasione, il Dipartimento per i diritti e le pari opportunità ha tenuto un convegno dal titolo “Oltre le Mgf: una questione di diritti”, con relatrici internazionali. “L’escissione costituisce una grave violazione dei diritti umani con pericolose conseguenze sul piano sanitario e psico-sociale: traumi, rischi d’infezione al virus Hiv, complicazioni ostetriche durante il parto, disturbi del comportamento e emoraggie tali da provocare la morte” – queste le dichiarazioni del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef). I dati non sono infatti per nulla tranquillizzanti: nel mondo, ogni anno 3 milioni di donne e di bambine sono vittime di tale pratica. Chiedendo nuovi sforzi contro le mutilazioni, il direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per le popolazioni (Unfpa), Thoraya Ahmed Obaid, ha ricordato come “contrariamente a quanto si ritiene, le mutilazioni genitali femminili o escissione non sono una pratica richiesta da alcuna religione”. Finora 16 paesi africani hanno messo al bando tale pratica, mentre dal novembre 2005 è entrato in vigore il cosiddetto Protocollo di Maputo, che vieta e condanna in modo esplicito le mutilazioni genitali femminili.

Notizie – Società

Giornate della memoria: i massacri italiani in Etiopia
Circa 70 anni fa, il 19 febbraio del 1937, il viceré d’Etiopia Rodolfo Graziani veniva ferito nel corso di un attentato, fallito, ad opera di due eritrei, Abraham Debotch e Mogus Asghedom. Seguì una feroce rappresaglia italiana durata tre giorni, in cui i fascisti di Addis Abeba massacrarono diverse migliaia di etiopici indifesi. Graziani, famigerato per il ricorso al terrore contro i civili accusati di connivenza con i partigiani, si era distinto già nel 1935 in qualità di governatore della Somalia, quando fece costruire il campo di concentramento di Danane, a 40 km da Mogadiscio, sull’oceano indiano. Rimasto all’inizio pressoché vuoto a causa dell’andamento della guerra (massiccio impiego di armi chimiche, grandi battaglie di annientamento, tacito consenso ai reparti libici di non fare prigionieri), Danane si popolò di prigionieri nella seconda metà del 1936, a guerra conclusa, quando Graziani, diventato appunto viceré, intraprese la “liquidazione” dei resti dell’esercito imperiale etiopico e delle formazioni partigiane.

Il presidente cinese Hu Jintao in Africa
Se il 2006 è stato ribattezzato l’anno della Cina in Africa, culminato a inizio novembre con lo sfarzoso summit sino-africano a Pehino, il 2007 non sembra essere da meno: il presidente cinese Hu Jintao è infatti partito per un viaggio di stato di dodici giorni in Africa, che ha toccato Camerun, Liberia, Sudan, Zambia, Namibia, Sudafrica, Mozambico, Seychelles. La penetrazione cinese in Africa è ormai a tutto tondo. Se il continente africano è fondamentale nella fornitura di energia al gigante cinese in continua crescita economica, la presenza cinese riguarda ormai anche altri campi. Basti pensare alla Liberia, dove la Cina è presente con truppe di peacekeeping. Oppure alle Seychelles, patria del turismo anche per i nuovi ricchi cinesi. E un ruolo sempre più importante è quello svolto dall’Africa Australe, importante per altre materie prime agognate dalla Cina: rame, diamanti, oro e platino. Il Sudafrica, in particolare, è anche il primo partner commerciale di Pechino nel continente e l’unico stato africano che stia a sua volta investendo in Cina.

Le promesse di Prodi al vertice dell’Unione Africana
Il premier Romano Prodi ha annunciato all’ottavo vertice dell’Unione Africana (UA) il ripristino del fondo tagliato da Padoa Schioppa. Nessuna marcia indietro sul Fondo globale contro Aids, malaria e tubercolosi: da Addis Abeba Prodi ha assicurato ai 53 leader africani presenti che l’Italia manterrà i suoi impegni, completando il versamento di 260 milioni di euro, ed ha lanciato un appello per lavorare insieme sulla moratoria della pena di morte. Associazioni e Ong plaudono all’annuncio di Prodi, ma qualcuno si chiede: “Da dove prendono i soldi?”.

Gibilterra: in progetto un tunnel tra Spagna e Marocco
I governi di Madrid e Rabat trattano sugli ultimi accordi per un tunnel tra Europa e Africa, ma la previsione di spesa raggiunge i 13 miliardi di euro. Saranno quaranta chilometri di tunnel, in buona parte sommerso, adagiato in fondo al mare a 300 metri di profondità nello stretto di Gibilterra. Si potrà prendere il treno ad alta velocità a Siviglia, raggiungere la costa andalusa e iniziare l’immersione per ritrovarsi poco dopo a Tangeri, il tutto in un’ora e mezza. O ancora, da Madrid al Marocco su rotaie in quattro ore. Quando? Gli ingegneri sono restii a fare previsioni, perché tutto dipende dalla volontà politica. Se i governi di Madrid e Rabat arrivano a un accordo, e se la Ue accetta le richieste di finanziamento, il tunnel dello stretto potrebbe essere già pronto per il 2025.

La Coop per l’Africa
In un incontro pubblico a Napoli, la Unicoop Tirreno ha presentato le varie iniziative dedicate dalla grande cooperativa a favore della solidarietà: tra queste, il Progetto Matteo in Burkina Faso. Una delegazione di Unicoop Tirreno è infatti recentemente tornata dal Burkina Faso, dove ha seguito gli sviluppi del progetto: con loro, anche due giornalisti de LA7 e la cantante Irene Grandi, testimonial dei progetti Coop in Burkina. A Gorom Gorom, i partecipanti alla delegazione hanno assistito all’inaugurazione di due nuove strutture: la sala parto, unico punto di riferimento nel raggio di centinaia di chilometri per le donne del deserto (in Burkina Faso, il parto è tra le prime cause di morte di donne e bambini); l’Hotel delle Dune, l’ostello gestito da giovani del villaggio che, grazie all’affitto di camere a volontari e turisti, finanzierà parte della gestione di Casa Matteo, la casa che oggi ospita 70 bambini.

Italia-Marocco: accordo per raddoppio turisti
Raddoppiare entro il 2010 il numero dei turisti italiani in visita in Marocco, oggi pari a circa 19.000. E’ l’obiettivo congiunto dell’Alpitour e del governo marocchino, che hanno firmato il 9 febbraio, all’Hotel Mansour Eddahbi di Marrakech, un accordo triennale di partnership. L’accordo prevede una partnership commerciale e di marketing per promuovere i flussi turistici verso Marrakech e le altre principali località turistiche del paese. Nel progetto triennale sono coinvolti i brand Alpitour, Francorosso e Karambola.

Arriva la cittadinanza?
Approderà in aula alla Camera ai primi di marzo il testo unico che riunisce i contenuti del ddl del governo sul diritto di cittadinanza e delle proposte di legge parlamentari sull’argomento. Lo ha annunciato Gianclaudio Bressa, vicepresidente del gruppo dell’Ulivo alla Camera e relatore in commissione Affari costituzionali. Il testo punta a favorire “un salto di qualità della normativa, per una cittadinanza che non è più da intendersi come interesse legittimo concesso dallo Stato, bensì come un diritto, sia pure sottoposto ad alcune essenziali condizioni”.

Sudafrica: il discorso alla nazione del presidente Mbeki
Il presidente sudafricano Thabo Mbeki, nel suo discorso annuale sullo stato della nazione davanti al Parlamento, ha toccato molti temi tra cui la situazione della sicurezza nel paese, la lotta all’Aids, la riforma agraria, i servizi sociali, l’economia. Mbeki ha dichiarato: “Non possiamo gioire della nostra raggiunta libertà se intere comunità vivono nella paura, chiuse dietro muri e fili spinati, in preda alla preoccupazione nelle loro case e per le strade, senza poter approfittare liberamente dei nostri spazi pubblici”. Il presidente, a metà del suo secondo e ultimo mandato, ha inoltre garantito un maggiore impegno per abbassare i livelli “ancora inaccettabili” di delinquenza. Tra le misure previste nella lotta alla miseria, Mbeki ha indicato la creazione di un registro delle famiglie povere, il coordinamento di programmi anti-povertà, l’aumento della case popolari (300.000 abitazioni sono state assegnate a famiglie bisognose negli ultimi due anni) e altri interventi di sicurezza sociale.

Arrestato blogger egiziano
Il mondo si mobilita per Abdelkareem Nabil Soliman, 22 anni, egiziano, arrestato nel novembre dello scorso anno per aver espresso le proprie opinioni su politica, cultura e sociatà sul suo blog. Al suo netto rifiuto di abiurare quanto espresso su internet, il giovane è stato sbattuto in prigione con le accuse di blasfemia, diffusione di informazioni sediziose, diffamazione nei confronti del capo dello stato, istigazione al rovesciamento dello stesso e all’odio nei confronti dell’islam. Il 15 febbraio manifesteranno per lui, in contemporanea, Roma, New York, Parigi, Londra, Bucarest, Ottawa e Washington, chiedendo al governo egiziano la sua scarcerzione. Abdelkareem, o Karim Amer, come si firma sul suo blog, era un aspirante avvocato con l’intenzione di specializzarsi nella difesa dei diritti umani per amore della sorella, che era sta prima costretta ad abbandonare la scuola e poi ad indossare il velo integrale. Nel 2005 Karim è stato arrestato per la prima volta, ma il governo egiziano lo aveva già precedentemente perseguito, facendolo addirittura espellere dall’università per aver osato esprimere opinioni contrarie a quelle dei suoi professori sulla condizione delle donne musulmane.

Festival in arrivo

FESPACO (Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou)
Ouagadougou, Burkina Faso
24 febbraio - 3 marzo 2007
Sito: www.fespaco.bf

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