title_magazine

Jerusalema

di Ralph Ziman

Azione e politica: benvenuti nella terra promessa…

Dal Sudafrica, protagonista africano di questa 58. edizione della Berlinale, è arrivato, nella sezione Panorama, l’ironico action movie Jerusalema (2008) di Ralph Ziman, film che denuncia la violenza, il degrado, l’abbandono che hanno seguito gli anni successivi all’indipendenza, attraverso la straordinarie avventure di Lucky Kunene. Seguendo lo stile classico degli actions movies di stampo hollywoodiano, il regista sudafricano, al suo terzo lungometraggio dopo Hearts and Minds (1996) e The Zookeeper (2001), riesce a catturare il pubblico anche grazie all’interpretazione dell’attore protagonista Rapulana Seiphemo.

Jerusalema inizia, senza troppo stupire, dalla fine: con l’eroe in trappola che racconta alla giornalista di turno, che da anni segue le sue vicende, come è andata veramente la storia. Tutto ha inizio nel 1994, anno dell’indipendenza e del nuovo Sudafrica. Lucky Kunene vive a Soweto, frequenta il liceo e nella vita sa quello che vuole: una bmw e una casa con vista sul mare. Lucky - costretto a rinunciare ad andare all’università dove è stato accettato, perché hanno rifiutato la sua domanda di borsa di studio - inizia, con il suo amico Zakes, a rubare auto ed a commettere altri generi di furti, mettendosi sotto l’ala protettrice di Nazareth Mbolelo, un ex soldato dell’ANC (African National Congress). Convinti da Mbolelo a partecipare a un coplo più grande, vengono coinvolti in una sparatoria, riescono a scappare e per rifuggiarsi vanno a Joannesburg, nel degradato e pericoloso quartiere di Hillbrow. Dieci anni dopo, Lucky e Zakes guidano un taxi che gli viene rubato: Lucky decide allora di avviare la sua attività imprenditoriale, mischiando affari e politica sociale, e fonda la Hillbrow Poeple Housing Trust, aiutato anche da esponenti delle bande locali e attirando inevitabilmente l’attenzione del detective Blakie Swart che inizia una vera e propria caccia all’uomo.

Il film si presenta con un intreccio complesso e ricco di personaggi, molti dei quali entrano nella storia senza poi essere seguiti e sviluppati, anche quando si trovano ad avere dei ruoli chiave. Come film di genere, Jerusalema ha una struttura solida che fa funzionare la parte relativa allo svago e al divertimento, ma allo stesso tempo l’imitazione dell’action movie americano rappresenta anche il suo più grande limite. I personaggi sono chiusi nei loro ruoli, a partire dal protagonista, che fa parte di quella categoria di imbroglioni, furbi e simpatici, un po’ egoisti e un po’ Robin Hood, che vanno di moda negli ultimi anni. A questo Ziman affianca, in modo confuso e poco aderente al contesto, citazioni di Marx e della sua filosofia politica. Un destino scritto nel nome quello di Lucky, che si richiama al simbolismo che accompagna tutto il film: da Nazareth al titolo del film, Jerusalema, la terra promessa, come recita la frase della locandina Welcome to the promise land (Benvenuti nella terra promessa). Costanti sono anche i riferimenti al testo sacro, il libro che dovrebbe leggere e tener presente Lucky secondo la madre che in prigione lo costringe e leggere il salmo 137 che descrive il lamento dell’esiliato a Babilonia dopo la caduta di Gerusalemme nel 587 a.c., nel quale è scritto: «La mia destra sia paralizzata se ti scordo, o Gerusalemme». Lucky, invece, preferisce altre letture, come How ridden and influenced people.

Hillbrow - quartiere simbolo di Joannesburg, che negli anni ’70 era il luogo dei caffé, dei locali, della musica e dei club - rappresenta oggi la Babilonia del degrado, della violenza, e quindi il fallimento del nuovo Sudafrica descritto da Ziman. Jerusalema denuncia e diverte, coinvolge non tralasciando gli elementi del contesto e mette particolare attenzione, come in tutti i film sudafricani presenti a Berlino, nella scelta delle musiche. Il risultato - apprezzato dal pubblico, che ha accolto con un caldo e lungo applauso Ralph Ziman e Rapulana Seiphemo, presenti a Berlino - è quello di un buon film che semina spunti di riflessione interessanti, anche se purtroppo non vengono supportati da uno stile narrativo incisivo e originale.

Alice Casalini

Cast & CreditsJerusalema
Regia: Ralph Ziman ; sceneggiatura: Ralph Ziman; fotografia: Nicolas Hofmayer; musica: Alan Lazar ; montaggio: David Helfand; scenografia: Flo Ballack; costumi: Natalie Lundon; interpreti: Rapulana Seiphemo, Ronnie Nyakale, Shelly Meskin, Jeffrey Sekele, Malusi Skenjana, Swart Robert Hobbs, Tshabalala Lennox Mathabathe, Lerato Moloi, Jafta Mamabolo, Motlatsi Mahloko, Gladys Mahlangu, Patrick Bakoba, Jacob Foxen, Felecia Mahambehlala, Thembsie Matu, Bubu Mazibuko, Mpho Molepo, Prince Osuzhuknu; origine: Sudafrica, 2008; formato: 35 mm, cinemascope, colore; durata: 120’; produzione: Jerusalem Entjha Films & Muti Films; distribuzione: Moviehouse Entretainment; sito ufficiale: www.jerusalementjha.com

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
giovedì 21 marzo 2019

Rappresentare le migrazioni oggi

Lunedì 25 marzo, alle ore 17.30, in via della Dogana Vecchia 5 (Roma) si svolgerà la serata (...)

giovedì 21 marzo 2019

Fescaaal 2019: apre Fiore gemello

La cerimonia di apertura del 29° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL) (...)

lunedì 18 marzo 2019

La cittadinanza come luogo di lotta

Il prossimo venerdì 29 marzo 2019 dalle ore 18:30 alle 20:30 il nostro Leonardo De Franceschi (...)

lunedì 18 marzo 2019

Io sono Rosa Parks alla Feltrinelli

Sono tutti Rosa Parks i 12 ragazzi e ragazze di #ItalianiSenzaCittadinanza protagonisti di Io (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha