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La giusta distanza

di Carlo Mazzacurati

Dal 5 marzo è disponibile in DVD La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, presentato in concorso alla 2. Festa Internazionale di Roma. È l’occasione per riscoprire un piccolo prezioso film, uscito in sordina, poco sostenuto e quindi passato quasi sotto silenzio. Ci auguriamo che, per quello che vale, la stagione dei premi italiani (David e Nastro d’Argento) gli regali qualche riconoscimento. Peccato che l’edizione homevideo della 01 Home Entertainment, graficamente abbastanza spartana, non presenti sorprese: l’unico extra che poteva costituire un qualche interesse, il making of, peraltro tecnicamente approssimativo (il missaggio è tutt’altro che impeccabile), si limita a qualche intervista ad alcuni interpreti (la Lodovini, Capovilla, Hefiane, Abbiati): e Mazzacurati, Bentivoglio, Bigazzi, gli sceneggiatori?

D’altra parte La giusta distanza, pur non immune da didascalismi e rigidità nell’ultima parte, presenta diversi elementi di interesse. Il plot, lo ricordiamo, si svolge in un paesotto immaginario della Bassa veneta, la cui placida cronaca è positivamente turbata dall’arrivo della giovane e attraente maestrina Mara (Valentina Lodovini), che catalizza le mire del di uno studente aspirante giornalista (Giovanni, l’esordiente Giovanni Capovilla), del donnaiolo tabaccaio Amos (Giuseppe Battiston), e del riservato meccanico Hassan (Ahmed Hafiane). Alla fine, l’assedio indifeso e maldestro di quest’ultimo ha la meglio, ma Mara si lascia andare solo in parte, sapendo di dover ben presto ripartire. Finché una mattina non vine ritrovata morta nel fiume, e tutti naturalemte puntano subito il dito contro l’arabo di turno. Tra equivoci e risentimenti, la storia vira verso un finale da cronaca nera, con la popolazione locale pronta a linciare il nuovo mostro, e il cronista in erba costretto ad abbandonare la regola della giusta distanza, per ricomporre una verità umana, prima ancora che processuale, contro l’evidenza dei pregiudizi.

La limpida forza dello sguardo di Mazzacurati sta non solo e non tanto nella sottigliezza con cui, recuperando la felice ispirazione di Notte italiana (1987) tratteggia il paesaggio fisico e antropico della sua terra, indugiando in una galleria di sapidi e vivaci ritratti, quanto nella rosselliniana analisi dei sentimenti con cui si accosta al teatro di rapporti a due, approfittando neorealisticamente della verità effettuale di una relazione – quella tra i due attori – che parte da una non conoscenza. Da una bizzarra miscela di metodo e improvvisazione, tra lungo lavorio sceneggiatoriale (a otto mani) e assenza assoluta di prove con gli attori, scaturisce un efficace dispositivo di sollecitazione e captazione di verità. Particolarmente accurato risulta il tratteggio del microcosmo familiare del tunisois Hassan, alle prese con quotidiani problemi di inserimento in un contesto spesso ostile, e rapporti da mantenere vivi con una famiglia lontana ed economicamente esigente.

I veri problemi, come accennato, sorgono quando la fenomenologia del quotidiano deve piegarsi alle logiche del plot. I pochi frammenti del processo appesantiscono l’ultima parte del racconto, sottolineando con un’eccessiva insistenza il clima di pregiudizio che ha determinato la sentenza. Un’inattesa impennata di didascalismo che innerva purtroppo anche le riflessioni conclusive di Giovanni, nel momento in cui dichiara di aver felicemente disimparato la lezione della giusta distanza. Ma nella nostra memoria del film galleggiano alcuni frammenti di alta intensità espressiva, a partire dalla straordinaria inquadratura d’esordio, un lento avvicinamento in elicottero che accarezza lo snodarsi sinuoso del Po, cullato da un assolo di chitarra alla Ry Cooder. E poi la sequenza della festa, riscaldata da un riff avvolgente dei Radio Dervish, e improvvisamente accesa dall’apparizione, felliniana, della maestra folle a bordo del rimorchiatore. O ancora, l’epifania dei locali che invadono il bosco, per cercare, e ben presto trovare, le tracce della ragazza scomparsa. Segni che, rafforzati dal tocco riconoscibile di Luca Bigazzi, rimangono in un’ideale antologia del cinepaesaggio italiano contemporaneo.

Leonardo De Franceschi

Cast & Credits

La giusta distanza Regia: Carlo Mazzacurati; soggetto: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati; sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti; fotografia: Luca Bigazzi; montaggio: Paolo Cottignola; suono: Remo Ugolinelli; musiche: Tin Hat; interpreti: Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene, Giuseppe Battiston, Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio; origine: Italia, 2007; durata: 106’; produzione: Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Cinema; distribuzione homevideo: 01 Home Distribution; data di uscita: 5 marzo 2008; sito ufficiale del film: www.kataweb.it/film/lagiustadistanza.com

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 singolo lato doppio strato; regione: 2 (Europa); video: 16:9; audio: Italiano (Dolby Digital 5.1); sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese; extra: trailers, dietro le quinte (making of), foto.


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