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Il Congo: infinitamente ricco, democraticamente povero

di Alice Casalini

Le tormentate elezioni che si sono svolte in Congo nell’estate del 2006 hanno portato al potere Joseph Kabila, figlio di Laurent Desiree Kabila che nel 1997 spodestò il regime del dittatore Mobutu: sotto gli occhi degli osservatori internazionali si sono svolte le prima elezioni libere della Repubblica Democratica del Congo. A poco meno di due anni dalle elezioni, l’emittente pubblica franco-tedesca Arte (visibile sul canale Sky 544) ha proposto una serata Thema, condotta da Thomas Kaush, per comprendere la situazione di stallo in cui, finita la guerra, il paese sta tentando, nonostante le contraddizioni che lo caratterizzano, di seguire il cammino della democrazia. Le Congo: infiniment riche, démocratiquement pauvre è il titolo della serata Thema nella quale, attraverso la messa in onda di tre documentari, si è cercato di inquadrare la situazione attuale, ricostruendo l’evoluzione del quadro post-elezioni, con in coda un’inchiesta sull’assassinio di Patrice Lumumba.

Il primo documentario, Congo, une démocratie à inventer (Bernard Lepla, 2007), inizia proprio dalle parole pronunciate da Kabila in seguito alla sua vittoria elettorale: «la ricreazione è finita». Il nuovo presidente individua gli interventi necessari e urgenti per la crescita del paese: approvvigionamento di acqua e luce, costruzione di strade e ferrovie, educazione e diritti per tutti. Il regista a un anno dalle elezioni percorre il paese per verificare lo stato dei lavori e della situazione generale. La zona di confine tra Congo e Rwanda, dove si trova la città portuale di Baku, ospita molti profughi, rimasti senza nulla, nella sua bidonville, dove mancano acqua e luce e dove Lepla raccoglie la testimonianza di una donna violentata più volte: le violenze su donne e bambini ancora non si fermano e la pace ancora non è arrivata in questi territori. Il regista si ferma nella città di Kindu dove si trova una grande centrale elettrica, la Snel, ma gli artigiani locali devono ricorrere a piccoli gruppi elettrogeni personali per lavorare.

Un paradosso odioso, in una città che prima della guerra e della dittatura di Mobutu era un importante polo produttivo, come dimostra anche la linea ferroviaria ora in disuso. Kindu rimane una città con enormi potenzialità: c’è l’Università, ma soprattutto ci sono le risorse minerarie che ora sono in mano a imprenditori cinesi che esportano i materiali grezzi fuori dal Congo. I cinesi, che si rifiutano di essere intervistati, gestiscono, senza preoccuparsi delle condizioni di lavoro, l’estrazione e la gestione delle risorse anche a Lumumbashi. La città è l’altro volto del paese: qui i minerali escono dal paese solo in seguito alla lavorazione in loco. Lapla rappresenta un Congo che sembra andare a due velocità e deve ancora interiorizzare la democrazia: è necessario istruire la popolazione che è ancora abituata a pensare i capi di stato come proprietari terrieri ai quali obbedire.

La gestione delle risorse minerarie è alla base del secondo documentario, Pillage au Congo (Caroline Durnay, 2006): dal generale si passa al particolare con l’analisi della società Miba (Minière de Bakwanga): un caso esemplare, visto che alla società è legato anche il destino di una città e della regione. Ad ogni angolo si trovano diamanti, ma mancano acqua e luce. La regista affronta il caso della Miba intervistando alcuni protagonisti: dal presidente Cabila, al governatore della provincia fino ad arrivare all’uomo d’affari israeliano. Il racconto della nascita, dello sviluppo, del declino e delle possibili soluzioni per il futuro fatto dai protagonisti che gestiscono e che hanno gestito la Miba. L’ultimo documentario guarda indietro nel tempo e indaga sull’assassinio di Lumumba, primo ministro al momento dell’indipendenza nel 1960, una figura mitica delle lotte per l’indipendenza dei paesi africani: Patrice Lumumba: une tragedie africaine (Thomas Giefer, 2005). Per la prima volta parlano agenti dei servizi segreti del Belgio e degli USA che hanno partecipato in quel periodo alle azioni che portarono all’assassinio di Lumumba. Le interviste permettono di ricostruire gli eventi dei pochi mesi di quel primo governo, e il regista le intreccia a numerosi materiali di repertorio, come lo storico discorso a sorpresa di Lumumba nel giorno della dichiarazione dell’indipendenza con il quale segnò la prima condanna a morte. Il regista intreccia in modo interessante interventi dei funzionari, ancora freddi e distanti da quegli eventi, e interviste partecipate ed emotivamente coinvolgenti dei figli di Lumumba e Jen Van Lierde.

Cast & Credits

Congo, une démocratie à inventer
Regia: Bernard Lepla; fotografia: Micelle Boulange; suono: Serge Shots; montaggio: Chantal Goume; origine: Congo; formato: video; durata: 34’; produzione: ZDF
Repliche: 20/3/2008 (ore 9:55), 22/3/2008 (ore 2:15)

Pillage au Congo
Regia: Caroline Durnay; fotografia: Stefan Carstens; montaggio: César Diez; origine: Congo; formato: video; durata: 45’; produzione: Zdf, Arte;
Repliche: 20/3/2008 (ore 10:30)

Patrice Lumumba: une tragedie africaine
Regia: Thomas Grief; fotografia: Florian Grief; suono: Rena Grief; origine: Germania; formato: video; durata: 33’; produzione: CON VOI
Repliche: 20/3/2008 (ore 11:15)


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