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Ripple Effect

di Philippe Caland

Philippe Caland, dopo Hollywood Buddha (2003), propone nuovamente il tema della filosofia orientale con Ripple Effect, uscito direttamente in homevideo. Il film ha riscontrato un buon successo di critica al Sedona International Film Festival. Ciò che forse non ha convinto il pubblico sono i cliché su cui è costruito il film e sui quali si muove il protagonista new age, guidato dal suo karma, principio secondo il quale ogni individuo, essendo di origine divina, è chiamato a costruirsi il proprio cammino.

È così che Amer Atrash (Philippe Caland) vive la sua esistenza. Venditore di fichi libanese, venuto a Los Angeles in cerca di fortuna con un visto di 90 giorni, diviene un designer di moda di successo, con una moglie, una figlia e una casa lussuosa. Improvvisamente però, a causa della perdita di un importante finanziamento, la sua società va in bancarotta e la vita di Amer prende una piega difficile. È costretto a lavorare notte e giorno, trascurando la famiglia e ad elemosinare prestiti ad amici di vecchia data. La figlia ha ora un amico immaginario, e la moglie Sherry (Virginia Madsen) sentendosi triste ed abbandonata, non riesce più a dialogare con il marito. Amer gli confida così una brutta azione compiuta 15 anni prima: arrivato da poco in America, ha investito con la macchina un nero senza però prestargli soccorso a causa della sua clandestinità.

Amer crede sia la rabbia di quest’uomo, Philip (Forest Whitaker), rimasto in vita ma paralizzato su di una sedia a rotelle, a bloccare il suo successo, e decide così di cercarlo e chiedere il suo perdono. Amer rimarrà scioccato dalla gentilezza con cui Philip lo accoglie e lo perdona, scoprendo poi che con l’incidente gli aveva impedito di compiere a sua volta una cattiva azione. Philip, quando ha attraversato la strada, stava andando ad uccidere la moglie Kitty (Minnie Driver), una cantante di night club che ha l’abitudine di tradire il marito facendo sesso con estranei. Ritrovata così la pace interiore, Amer può tornare dalla sua famiglia e ricostruire il suo successo.

I personaggi, dai tratti a volte patetici e perbenisti, sono tutte figure ambigue, guidate da un senso di buonismo sottolineato dai dialoghi un po’ vuoti e ripetitivi. Amer è un imprenditore anticonformista, marito e padre devoto, che non riesce però ad avere la giusta premura nei confronti della famiglia; Sherry è una donna innamorata (innumerevoli i «ti amo» tra moglie e marito) costantemente triste perchè si sente sola; Philip è un predicatore disabile, che vive con serenità e saggezza la sua condizione e i tradimenti della moglie. Bizzarri ed inquietanti nella loro fisicità e nelle loro azioni sono la ninfomane Kitty e Brad, l’amico di Amer, tanto ricco quanto bisognoso di attenzioni.

Nella prima parte il regista indaga sulla personalità del protagonista tra casa, lavoro e amicizie; è nella seconda parte, invece, che troviamo i momenti più importanti ed interessanti del film, dove si rivelano i meccanismi di causa-effetto. In generale il film ha un ritmo decisamente lento, che permette però di seguire in ogni momento il percorso mentale del protagonista, grazie anche agli insistenti primi piani che aiutano a catturare l’intimità dei personaggi.

Giulia Ogrizek

Cast & Credits

Ripple Effect (id.)

Regia e sceneggiatura: Philippe Caland; fotografia: Daron Keet; montaggio: Yvan Gauthier, Joseph Semense; costumi: Asia Ahearn; musiche: Anthony Marinelli; interpreti: Philippe Caland, Forest Whitaker, Virginia Madsen, Minnie Driver, John Billingsley; produzione: Philippe Caland per YBG Productions; sito ufficiale: www.rippleeffectthemovie.com; origine: USA, 2007; durata: 90’; distribuzione homevideo: DNC Entertainment; data di uscita: 16/1/2008

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD5, singolo strato; regione: 2; video: Widescreen 16.9; audio: inglese dolby digital 5.0, italiano 5.0; sottotitoli: italiano; extra: nessuno.


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