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I David: buona fortuna ad Ahmed Hafiene

di Maria Coletti

L’attore tunisino Ahmed Hafiene, candidato ai prossimi David di Donatello come attore non protagonista per il film La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, è il primo maghrebino nominato nella storia del premio italiano del cinema che si terrà a Roma il 18 aprile 2008.
L’attore, già vincitore del Bayard d’Or in Belgio e del Tanit d’Or alle Journées Cinématographiques de Carthage di Tunisi, entrambi nel 2002, in qualità di miglior attore per il film Poupées d’argile, è nato a Tunisi nel 1966. Tra gli interpreti più interessanti del cinema tunisino degli ultimi anni, Hafiene ha recitato a teatro e al cinema con autori del calibro di Nouri Bouzid (Poupées d’argile, 2002), di Moufida Tlatli (La Saison des hommes, 2000), del giovane ma promettente Nawfel Saheb-Ettaba (El Kotbia, 2002).

In La giusta distanza incarna, con mirabile misura e dolente credibilità, il meccanico Hassan, immigrato maghrebino in una cittadina dell’Italia del nord, imputato di aver ucciso Mara, la nuova maestra del paese. Quando l’abbiamo intervistato per Cinemafrica, poco dopo l’uscita del film nelle sale italiane, ci ha raccontato del suo grande impegno per imparare l’italiano: «Sono venuto a Padova, la città di Giotto, del Rinascimento, e ho imparato l’italiano in sei settimane... Ogni giorno facevamo quattro ore di lavoro, ogni sera mi addormentavo sulla grammatica e ho chiesto a tutti sul set di parlarmi in italiano. Alla fine sono fiero di essere riuscito per la prima volta a recitare in italiano».

Sull’importanza di un attore “arabo” in un film italiano, Hafiene, che ha in programma un altro film italiano, stavolta con Marco Turco (La straniera), ci ha poi confidato: «Sono molto fiero di aver lavorato su un bel film italiano che ha forgiato un’immagine diversa degli immigrati del sud del mondo, completamente diversa da quella che ci propongono gli altri film europei. Ho trovato una grande attenzione alla complessità, all’identità e alla diversità culturale dell’immigrato. Uno sguardo che non è di pietà, ma di integrità intellettuale e artistica. Sono onorato di aver interpretato un arabo in un film di Mazzacurati o di Marco Turco e di partecipare a film d’autore come questi».

Tra i nuovi progetti, Ahmed Hafiene sta lavorando alla sua prima regia teatrale in Tunisia. Il testo teatrale, che si chiama Paris-Dakar, è scritto da un autore tunisino poco noto, Fawzi Arbi, e lo sta allestendo nel villaggio dove è cresciuto, il cui nome, Salakta, viene dal latino Selectum. «Mi hanno detto che nell’antico porto fluviale di Roma è stata ritrovata una stele in cui c’è la scritta “Buona fortuna ai marinai di Selectum”» - ci ha detto scherzando Hafiene.

Ora siamo noi ad augurargli buona fortuna, e che il vento del cinema continui a soffiare sulle sue vele!

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