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Proteus

di John Greyson

È ora disponibile in homevideo Proteus, l’ultimo film del regista canadese John Greyson, scritto e diretto nel 2003, in collaborazione con Jack Lewis. Una storia di violenza e sofferenze subite da due detenuti omosessuali in Sudafrica nel periodo del colonialismo, una coproduzione canadese e sudafricana, girato in tre lingue: inglese, olandese e nama.

Robben Island, colonia penale di Città del Capo, 1725. Il film si apre in un’aula di tribunale dove vengono ripetute parole come sodomia, vergogna, colpevole. Si tratta del processo a Claas Blank (Rouxnet Brown) e Rijkhaart Jacobsz (Neil Sandilands), due detenuti accusati di rapporto omosessuale, un aborigeno ottentotto e un marinaio olandese, travolti dalla passione durante il loro periodo di prigionia, consapevoli delle orrende torture a cui sarebbero andati incontro. Una consapevolezza che è cosciente in Jacobsz, pronto a farsi umiliare di fronte a tutti, e che invece risulta latente in Blank, almeno all’inizio, doppiogiochista il cui scopo primario è ingraziarsi l’ufficiale botanico Virgil Niven (Shaun Smyth), rifugiatosi in Sud Africa quando ad Amsterdam era iniziata la caccia agli omosessuali. Niven, innamoratosi di Blank, lo nomina suo assistente con la scusa delle sue conoscenze sulle piante del posto. Ha inizio così questo triangolo amoroso, in cui Blank si barcamena in un equilibrio apparentemente perfetto, che si romperà, quando un altro detenuto lo scopre nel vivo dell’atto sessuale con Jacobsz.

Proteus prende il titolo dalla pianta scoperta dal botanico durante i suoi studi sull’isola oggi simbolo del Sudafrica, quel mezzo attraverso il quale dichiara il suo amore per lo schiavo, nominandone l’esemplare più bello "Protea Blankia". E Proteus è anche il nome del dio del mare della mitologia greca, capace di assumere molte forme diverse, in riferimento agli ambigui comportamenti di Blank. Il film di Greyson è tratto da una storia reale, testimoniata da un documento del tribunale di Città del Capo, datato al 1735, che dichiara la condanna a morte per due prigionieri di Robben Island accusati di sodomia. È una denuncia di una storia dimenticata ma sempre attuale, forse per questo la scelta di una fotografia televisiva discorde con l’idea del film in costume; è una contestazione alle controversie dichiarazioni dell’ex-presidente del Sudafrica Nelson Mandela sull’omosessualità, è una volontà di aprire le coscienze verso il futuro, avvalendosi del passato.

Da segnalare, nel contenuto del DVD, la sezione extra, dove troviamo un’intervista al regista assieme al co-sceneggiatore Jack Lewis, un interessante making of, le prove del casting e le riprese delle location in Olanda.

Giulia Ogrizek

Cast & Credits

Proteus (id.)
Regia: John Greyson; sceneggiatura: Jack Lewis, John Greyson; fotografia: Giulio Biccari; montaggio: Roslyn Kalloo; costumi: Diana Cilliers; scenografia: Tom Hannam; musiche: Don Pyle, Andrew Zealley; interpreti: Rouxnet Brown, Shaun Smyth, Neil Sandilands, Kristen Tomson; produzione: Steven Markovitz, Anita Lee, Platon Trakoshis per Pluck Productions; origine: Canada/Sudafrica, 2003; durata: 103’; distribuzione homevideo: Dolmen Home Video; scheda del DVD

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9; formato video: 16/9 1.78:1; tracce audio: Dolby Digital 2.0; lingue: inglese; sottotitoli: italiano; extra: casting, interviste, locations test, making of


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