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Gavin Hood, da Rendition a Wolverine

di Leonardo De Franceschi

Il regina sudafricano Gavin Hood, Premio Oscar per Il mio nome è Tsotsi (Tsotsi, 2005) è in moviola, alle prese con X-Men Origins: Wolverine, atteso spin-off della fortunata serie X-Men con protagonisti gli eroi mutanti della Marvel creati nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby. Già in autunno, Hood aveva avuto modo di rispondere in anticipo alle perplessità che potevano sorgere dalla scelta - operata dal protagonista e produttore Hugh Jackman - di un regista come lui, certo attento da sempre all’efficacia comunicativa dei suoi film, ma legato a una matrice d’impegno civile ben riconoscibile nei valori di riferimento del cinema africano:

«Amo Wolverine - ha confessato il regista - soprattutto perché pagherà il college di mia figlia». «Penso che rispetto agli altri Wolverine sia il personaggio che più soffre per angosce esistenziali. Quando mi sono avvicinato al progetto il mio primo pensiero è stato: Cosa? Io? Fare questo? Ma cos’è? Non ne so abbastanza di personaggi da fumetti. Poi ho fatto alcune ricerche e ho realizzato che il fatto che sia sempre in conflitto con se stesso rende Wolverine speciale. Mi è sembrato che fosse molto simile alla mitologia greca, che ho sempre amato. Wolverine contestualizza nei tempi moderni parte di questa tradizione mitologica. Sono cresciuto con la mitologia classica, non con i fumetti - ha ribadito Hood - ma sono diventato un grande fan dei film degli X-Men perché, soprattutto quelli di Bryan Singer, sono film sul pregiudizio. Sono film sulla tolleranza, ma sono anche accessibili, commerciali. Penso che dietro ai tre artigli di Wolverine ci siano comunque molti temi da esplorare».

Lavorando sulla base di uno script di David Benioff (La 25.ma ora, Troy), Hood ha avuto a disposizione un budget, si dice, di oltre 100 milioni di dollari, e un cast ricco ed eterogeneo che ruota naturalmente attorno alla star Hugh Jackman: da Liev Schraber (The Manchurian Candidate) nel ruolo del rivale Victor Creed, a Danny Huston (The Aviator, The Constant Gardener), da Ryan Reynolds (Fireflies in the Garden) a Dominic Monaghan (il Charlie della serie Lost), con un esordio d’eccezione sul grande schermo, quello del leader afroamericano dei Black Eyed Peas, Will.i.am. Le riprese del film, la cui uscita nelle sale statunitensi è stata anticipata al 5 gennaio 2009, si sono svolte in Nuova Zelanda e Australia. Speriamo che Logan/Wolverine compia il miracolo di rialzare le sorti commerciali di Hood, compromesse dopo il flop di Rendition, costato circa 35 milioni di dollari, a fronte di un rientro di 26 milioni.

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