title_magazine

Zidane – Un portrait du XXIème siècle

di Douglas Gordon e Philippe Parreno

«Non si è trattato di creare l’evento; semplicemente, si è trattato di prendervi parte»: così dice uno dei tantissimi cameraman (più di dieci) che il 23 aprile 2005 sono confluiti da ogni angolo del mondo al “Santiago Bernabeu” di Madrid per assistere a una partita della Liga che opponeva il Real, squadra di casa, al Villareal. La loro presenza era stata richiesta dai documentaristi Douglas Gordon e Philippe Parreno per riprendere tutto il match, imperniando la struttura drammaturgica intorno alla presenza continua di Zinedine Zidane. Il pubblico di massa incontra Zidane quotidianamente, per strada, negli uffici, nella frequentata edicola di quartiere e non in ultimo al bar, qualche ora dopo, per il primo caffè della giornata; il pubblico di Cannes, dove Zidane – Un portrait du XXIème siècle è stato presentato nel 2006, un pubblico di amanti delle forme moderne del cinema di non-fiction, un pubblico di cinefili alimentato di senso critico incontra finalmente la materia dei sogni del suo omologo di massa.

Come una montagna situata al liminare di due faglie tettoniche, Zidane – Un portrait du XXIème siècle si configura come il tentativo organico di assecondare gli scontri e gli attriti di tutti questi sguardi così diversi sul cinema e su un insospettabile mondo-Zidane. Così, come fossero poderosi assestamenti geologici, queste istanze modellano questa lunga processione fenomenologica e il lavoro di Douglas Gordon e Philippe Parreno e della loro nutrita équipe non è altro che il tentativo di mimetizzarsi, di assecondare il modellamento compiuto da tutti questi sguardi. Una grande regia fatta di ascolto, ascolto della materia organica proveniente dal campo, reazione all’azione contenuta nella non-fiction. Il flusso, la negoziazione tra la fantasia improvvisatoria dell’istanza autoriale che scaturisce dall’immagine e d’altro canto il richiamo della terra, della realtà, dell’hic et nunc con il quale la forma ha il compito di restare in relazione. Indice chiaro dell’anomalia genetica di Zidane – Un portrait du XXIème rispetto al codice genetico – sempre più spurio, c’è da dire – del cinema di non-fiction contemporaneo.

La grande opera degli autori di questo film è ascolto della materia di cui si fanno i sogni del grande pubblico e ascolto della materia di cui si fanno i sogni dei cinefili. Nulla da inventare dalla pietra, come già Michelangelo diceva a proposito della sua attività di scultore; bensì tutto da scoprire, entrare in relazione, partecipare delle cose, della nuova passeggiata video-grafica sul corpo di un grande protagonista del fil du XXIème siècle. Così, il linguaggio base del film è la drammaturgia per accumulo di materiali. Immagini, movimenti di macchina; e poi suoni, la splendida colonna sonora originale di Mogwai, e le scritte, i sottotitoli, il grafo-ritratto di Zidane che apre e chiude il film per presentarcelo in tutta la sua verità: un flusso organico giocato tra così tanti materiali e tanti sensi, un Lila, gioco muto e senza fine ingabbiato dentro una struttura fatale, la struttura di un nuovo star system in una declinazione moderna, altera, priva di coinvolgimento.

Così la nostra esperienza diretta – proprio come accade nella percezione delle immagini di una partita di calcio, nelle quali i giocatori sono allo stesso tempo attori, protagonisti, ma agenti di una dimensione che non comunica con la nostra – è con un Zidane sfuggente e lontano (il che richiede l’uso di potenti teleobiettivi): è la foto che contempliamo appesa in cameretta scattata con Robbie Williams dopo il suo concerto senza che lui ne sappia nulla; o essere, magari, la fidanzata di Zidane, che come ogni domenica va allo stadio a vedere la partita e, innamorata com’è, guarda soltanto il suo idolo. E si deve accontentare di qualche sorriso strappato a un compagno, di qualche goccia di sudore che è intima soltanto in virtù della mediazione della camera, della falsa prossimità ingenerata dall’immagine. Così Zidane – Un portrait du XXIème siècle fa emergere il senso profondo dell’esser spettatori e cinefili, di trovare oggetto del desiderio, e quindi vita, nell’essere-in-relazione che riguarda qualcun altro.

Dobbiamo cessare, e con molta meno “fluidità” di quanto non sia in grado di fare questo film, l’analisi teorica dell’impianto di messa in scena e delle implicazioni transidsciplinari del film per rendere conto di un’altra... opera d’ingegno, l’edizione in DVD recentemente pubblicata dalla Dolmen, già nota per le sue pubblicazioni di qualità, di Zidane – Un portrait du XXIème siècle. Un dvd semplice, senza tanti orpelli, ricco però di tanti contenuti interessanti. A cominciare dall’intervista a Zineddine Zidane, che ci dice molto sul tema dello star system di cui poc’anzi, un’intervista dalla quale è necessario, con la mediazione di un’intelligenza seconda, un intelletto in grado di andare oltre la fermezza del punto di vista del giocatore, piluccare le considerazioni in grado di specificare lo statuto teorico di un’opera di tal fatta che, come forse si può intuire dalle poche considerazioni di cui sopra, è l’aspetto più fecondo dell’opera. Non in ultimo, consigliamo l’acquisto del DVD anche in virtù del backstage, che offre informazioni essenziali sul piano realizzativo e, grazie alle brevi dichiarazioni di alcuni cameraman, permette di esplorare ancor meglio l’aspetto ontologico del film, e l’idea sconvolgente che non vi siano eventi da creare ma che l’evento è lì da sempre, come ogni domenica, in tutta la sua fluida organicità, ad incarnare, trecentosessanta minuti al mese, un ritratto possibile del XXIème siècle.

Simone Moraldi

Cast & Credits

Zidane – Un portrait du XXIème siècle (id.)
Regia: Douglas Gordon e Philippe Parreno; soggetto: Douglas Gordon e Philippe Parreno; fotografia: Darius Khondji; montaggio: Hervé Schneid; supervisione al montaggio del suono: Selim Azzazi; musiche: Mogwai; produzione: Anna Lena Films e Naflasterengir; origine: Francia/Islanda, 2006; durata: 91’; distribuzione homevideo: Dolmen Home Video; scheda del disco: http://www.dolmenhv.it

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD; formato video: 16/9 2.35:1; tracce audio: Dolby Digital 5.1 e 2.0; lingue: francese; sottotitoli: italiano; extra: trailer, teaser, making of, intervista a Zineddine Zidane, presentazione a Cannes.


Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
mercoledì 19 settembre 2018

On line il sito Missing at the Borders

E’ on line il sito https://missingattheborders.org/ che intende dare voce e dignità alla famiglie (...)

mercoledì 19 settembre 2018

In sala La libertà non deve morire in mare

Esce nelle sale giovedì 27 settembre con Distribuzione Indipendente il documentario La libertà (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: alle GdA due premi per Joy

Alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ben due premi sono andati a Joy della (...)

lunedì 10 settembre 2018

Venezia75: premiato 1938 Diversi

Presentato fuori concorso a Venezia 75 - in sala dall’11 ottobre e il 23 ottobre su Sky Arte - (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha