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Bianco e Nero

di Cristina Comencini

Per chi se lo fosse perso al cinema, ma anche per chiunque abbia voglia di rivederlo, Bianco e Nero, l’ultimo film di Cristina Comencini, è disponibile dallo scorso 2 luglio in DVD, distribuito dalla 01 Distribution in doppia edizione: standard oppure Special Edition completa di CD con la colonna sonora del film, che vanta artisti d’eccezione (da Miriam Makeba a Khaled, da Souad Massi a Wasis Diop, da Mory Kante a Salif Keita, e molti altri esponenti della musica africana e della world music). Da segnalare, tra i diversi contenuti extra del DVD, anche l’interessante backstage del film ed il commento audio di Cristina Comencini e Mario Sesti.

Se la colonna sonora si presta alla perfezione a farci compagnia durante l’estate, è altrettanto certo che il DVD del film arriva tra gli scaffali con perfetto tempismo. Con la sua commedia interculturale, la Comencini affronta con leggerezza e un pizzico di provocazione alcuni temi di grande attualità – le coppie miste, la società interculturale, il razzismo latente e gli stereotipi sugli stranieri – ora più che mai all’ordine del giorno: mentre sullo schermo assistiamo alle schermaglie d’amore tra una nera e un bianco, sulle pagine dei giornali leggiamo di impronte digitali prese anche ai minori, di permessi di soggiorno sempre più difficili, di morti al largo di Lampedusa… Con il suo film, la regista fotografa in maniera a volte grottesca a volte drammatica una realtà che di fatto viviamo ogni giorno, ma insieme ci fa guardare in avanti, verso il futuro.

Ma veniamo al film. Siamo nei quartieri della Roma-bene. Elena (Ambra Angiolini) vive come una missione il suo lavoro in un’associazione che svolge attività di cooperazione allo sviluppo in Africa – gli uffici sono quelli di Amref, ringraziata all’inizio dei credits. Il marito Carlo (Fabio Volo), di modesta estrazione sociale, ha un negozio di assistenza ai computer, non condivide il suo Mal d’Africa e men che mai ama essere coinvolto nelle serate di raccolta fondi. In una di queste, condotta da un abile e colto collega nero di Elena, il senegalese Bertrand (Eriq Ebouaney), Carlo rimane fulminato dalla giovane e affascinante moglie di lui Nadine (Aïssa Maïga), addetta culturale presso l’ambasciata del Senegal, e istintivamente la invita con i suoi bambini alla festa della figlia Giovanna, insostenibilmente viziata, nella ricca casa dei genitori di Elena.

In realtà, nonostante la loro cultura superiore, Bertrand e soprattutto Nadine – che ha una sorella a Roma, sposata a un uomo che mantiene, pur conoscendone i continui tradimenti – frequentano solo la comunità di provenienza, non diversamente da Elena e Carlo che, malgrado il lavoro di lei in Amref, non hanno mai avuto un amico nero. Ma certo le cose non migliorano quando Carlo va di persona a riportare a casa di Nadine il pc riparato e finisce a letto con lei. La notizia diventa subito di dominio pubblico e le due comunità si chiudono a riccio, dando sfogo a insospettabili rigurgiti di buon senso razzista, ed escludendo i due fedifraghi. La doppia cacciata li spinge ancor più l’uno tra le braccia dell’altra, ma ben presto le famiglie cominciano a lavorare perché entrambi si convincano di essere troppo diversi perché tra loro possa continuare.

Fin qui quello che è sensato raccontare del plot, che rovescia un andamento minuziosamente costruito, con un epilogo dalle venature lirico-fantastiche che riecheggia lo shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate. Sulla tenuta dello script, cui hanno collaborato Giulia Calenda e Maddalena Ravagli, Cristina Comencini ha scommesso molto, confezionando una macchina da guerra pressoché perfetta nei macroingranaggi come negli incastri meno visibili e inseguendo più il modello commedico di Indovina chi viene a cena? e delle screwball di Billy Wilder che il sociothriller sentimentale di Jungle Fever. Vi ha dispiegato tutto il suo talento di narratrice, mettendo a nudo ironicamente tutte le incrostazioni dell’immaginario di un’Italietta che l’Africa continua a pensarla con la mano eternamente tesa, o con lo sguardo da dark lady.

Certo, prima o poi bisognerà fare i conti con alcuni topoi di questo cinema italiano che dialoga con l’altro, dal ricorso all’espediente del computer spiato per penetrare nel mondo di una donna desiderata (già in La giusta distanza) al pattern narrativo in virtù del quale i proletari, superato un primo stadio di diffidenza, arrivano a cogliere meglio le ragioni degli immigrati (già in Riparo). In ogni caso, la portata della sfida è acuita dalla volontà di aprire tutti gli armadi, tirando fuori le cartoline coloniali delle faccette nere dai sederi a mandolino, i dischi dei negri che hanno il ritmo nel sangue, ma anche i calendari delle ong che lucrano sul senso di colpa dei ricchi, e coltivano così l’illusione del superamento dell’evangelica cruna dell’ago attraverso un bonifico o magari un semplice sms. Sì, perché tutti gli africani, non solo la colta Nadine, sono stufi di vedersi rappresentare con la pancia gonfia e la mosca nell’occhio.

Ed è per combattere, sorridendo, questa piccola grande guerra contro il (cattivo) senso comune, che la Comencini si è chiusa dietro la sua corazza, e come armi ha usato due corpi che l’uomo della strada conosce soprattutto attraverso il piccolo schermo, Ambra Angiolini e Fabio Volo. Mentre nei due ruoli di Nadine e Bertrand, Cristina ha scelto due interpreti di prestigio franco-africani come Eriq Ebouaney (Lumumba, La Piste) e Aïssa Maïga (Bamako, Paris, je t’aime), i quali, piegandosi a un training linguistico che a marce forzate li obbliga a indossare foneticamente una lingua non dominata, dimostrano, oltre al talento, la capacità di dare concretamente corpo e voce ai personaggi concepiti dalle sceneggiatrici.

In ultima analisi, il lavoro sporco del film sta nel cercare di toccare «il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa», come ci definiva Pasolini, adottando un registro popolare senza nulla concedere alle neometastasi di populismo trionfante. Far tutto questo, riuscendo a sorridere anzitutto delle proprie debolezze – e complimenti agli amici di Amref, che hanno accettato di mettersi in gioco in questa sfida – è una scommessa che ha un valore etico inestimabile, tanto più se il registro di favola del finale ci porta a proiettare ogni ottimismo della volontà fuori della storia, mentre il pessimismo della ragione ci tiene, ben corazzati, a combattere con un sorriso per un futuro davvero interculturale dell’Italia. Domani ci sarà tempo per lasciarsi andare e guardarci senza gabbie retoriche e schematismi commedici, ma questo sarà possibile forse anche perché film come Bianco e nero ci hanno aiutato a cambiare il senso comune.

Maria Coletti e Leonardo De Franceschi

Cast & Credits


Bianco e nero
Regia: Cristina Comencini; sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Maddalena Ravagli; scenografia: Paola Comencini; costumi: Antonella Berardi; fotografia: Fabio Cianchetti; suono: Bruno Pupparo; montaggio: Cecilia Zanuso; interpreti: Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aïssa Maïga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli, Katia Ricciarelli, Teresa Saponangelo, Awa Ly, Billo, Bob Messini; origine: Italia, 2007; formato: 35 mm; durata: 100’; produzione: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz per Cattleya; distribuzione: 01 Distribution; minisito ufficiale: www.01distribution.it

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singola faccia doppio strato; regione: 2; formato video: 1.85:1 Panoramic, Anamorfico 16/9; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Italiano 5.1; lingue sottotitoli: italiano per non udenti, inglese; contenuti extra: Backstage, Scene eliminate, Trailer, Galleria fotografica, commento audio di Cristina Comencini e Mario Sesti.

L’edizione Special Edition presenta un cofanetto con il DVD di Bianco e Nero ed il CD con la colonna sonora del film.


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