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The Air I Breathe

di Jieho Lee

L’inutile ricerca del senso della vita

Un antico proverbio cinese divide la vita in quattro momenti emozionali: felicità, piacere, dolore, amore. Il regista americano, di origini coreane, Jieho Lee ha scelto di dare la sua personale interpretazione per immagini di questo proverbio, scrivendo e dirigendo il suo primo lungometraggio The Air I Breathe (id., 2007). Il film è stato presentato in Italia nel 2007 in occasione della 12a edizione del Noir Film Festival di Courmayeur e oggi, a un anno e mezzo di distanza, esce nelle sale grazie alla distribuzione della CDI-Warner.

The Air I Breathe è diviso in quattro capitoli che corrispondono ai sentimenti indicati dal proverbio cinese ed ha una struttura narrativa circolare nella quale s’intrecciano i destini dei protagonisti che il destino mette in relazione tra loro in un sistema di causa ed effetto che li coinvolge a loro insaputa.
I quattro protagonisti senza nome vengono identificati direttamente con il sentimento che rappresentano: Forest Whitaker è Felicità, un impiegato di banca sull’orlo del fallimento a causa delle scommesse truccate sui cavalli; Piacere è Brendan Fraser, un gangster che vede il proprio futuro e deve decidere se credere a quella visione; Dolore è Sarah Michelle Gellar, una pop star fragile che sta prendendo una sbandata pericolosa per un boss; infine Kevin Bacon è Amore, un dottore che prova disperatamente a salvare la vita di una donna che ama. Filo rosso tra i protagonisti è Dita, interpretato da Andy Garcia, un boss malavitoso che gestisce le scommesse truccate e sfrutta il potere di Piacere.

The Air I Breathe è un progetto ambizioso per un’opera prima, un film corale che si richiama al modello altmaniano al quale negli ultimi anni molti registi si sono ispirati, da Paul Thomas Anderson con il suo Magnolia (id., 1999) a Innaritu con Babel (id., 2007), passando per Paul Haggis con Crash (id., 2005).
Jieho Lee non si dimostra però all’altezza dei suoi colleghi sia sul piano della regia che su quello della sceneggiatura: The Air I Breathe è un intreccio imbarazzante di dialoghi che si compongono di frasi scontate, rigidi e forzati che a volte fanno sorridere, tra le quali ricorre “le cicatrici sono la mappa dell’anima”. Il soggetto interessante viene dunque semplificato nella stesura della sceneggiatura: un vero peccato se si pensa al numeroso e variegato cast che compone e supporta il film, ma che non viene valorizzato e paga le conseguenze di una struttura non salda e di una direzione incerta, concentrata esclusivamente nella resa della simbologia dei quattro sentimenti dimenticando la rappresentazione approfondita e completa dei personaggi.

The Air I Breathe ha un inizio intrigante con un buon ritmo ed è caratterizzato dall’intensa interpretazione di Forest Whitaker del suo stato di ansia e terrore, unico esempio di coinvolgimento presente in tutto il film. La strana follia che prende nel voler provare a trasformare la propria vita anche quando non ha nulla di così orribile, acceca Felicità che si ritrova in un gioco pericoloso, perverso e affascinante. Jieho Lee propone un’indagine sul problema irrisolvibile del senso della vita, dell’influenza del destino, dell’irruzione violenta del caso. Ma questa è una domanda che non trova risposte, né soluzione, come dimostra il proverbio e il film: tutto s’intreccia, tutto si confonde, tutto si lega.

Alice Casalini

Cast & CreditsThe Air I Breathe
Regia: Jieho Lee; sceneggiatura: Jieho Lee, Bob DeRosa; fotografia: Walt Lloyd; musiche: Marcelo Zarvos; montaggio: Robert Hoffman; scenografia: Rafael Mandujano; costumi: Michele Michel; interpreti: Kevin Bacon, Sarah Michelle Gellar, Forest Whitaker, Brendan Fraser, Andy Garcia, Julie Delpy, Emile Hirsch, Clark Gregg; origine: Messico/Usa, 2007; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 95’; produzione: NALA Films, Paul Schiff Productions; distribuzione: CDI, Warner Bros. Pictures Italia; sito ufficiale: www.theairibreathemovie.com

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