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Al Milano Film Festival è Immigration Day

di Maria Coletti

Si apre tra due giorni il Milano Film Festival (12-21 settembre 2008), la rassegna internazionale di cinema indipendente giunta quest’anno alla 12. edizione. Ideata e realizzata dall’associazione esterni, la manifestazione è sostenuta dall’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano nell’ambito di Milano Settembre Cinema, progetto innovativo voluto dall’assessore Giovanni Terzi in collaborazione con LA7.

Il programma prevede due concorsi - cortometraggi e lungometraggi - con 3097 titoli provenienti da 115 Paesi. Ma non solo: quest’anno il Milano Film Festival offrirà 14 rassegne fuori concorso, fra cui una retrospettiva-evento sul genio di Terry Gilliam e numerose rassegne parallele per indagare i grandi temi dell’attualità. Tra queste, segnaliamo Colpe di Stato, dedicata alle varie forme di “terrorismo di Stato”, Gypsy Movies, per raccontare dall’interno il mondo dei gitani e, per tutti gli appassionati del pentagramma, Soundoc, rassegna di documentari musicali da tutto il mondo.

Di particolare importanza è l’evento speciale “Immigration Day. Piacere, immigrato”, in programma martedì 16 settembre, dalle ore 16.00, al Teatro Dal Verme: una giornata dedicata al tema dell’immigrazione e alle comunità straniere presenti a Milano.
Le comunità straniere portano in una città un enorme bagaglio di espressioni culturali nuove, che caratterizzano sempre di più il tessuto urbano in cui si stabilizzano. Nascono quartieri-ghetto dove in realtà l’integrazione fra i residenti e gli stranieri è ancora lontana e problematica. Milano Film Festival si pone come piazza, momento d’incontro e conoscenza fra le comunità, utilizzando il cinema come strumento universale di comunicazione e socializzazione, offrendo un’occasione di incontro, dibattito e confronto.

La giornata si concentra sulla proiezione di una serie di cortometraggi provenienti da Africa, Est Europa e Sudamerica e di tre recenti documentari, tra cui Come un uomo sulla terra di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer - la voce diretta dei migranti etiopi sulle brutali modalità con cui la Libia sta operando, per conto e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, nel controllo dei flussi migratori dall’Africa - e The Arabian Dream di Maher al Sabbagh - un film sulle origini del difficile rapporto tra Mondo Arabo e Occidente, sulla colonizzazione e le occupazioni dall’inizio del secolo ad oggi, sulla questione israeliana, sulla nascita del fanatismo, sulla sete di pace e sul sogno di una "United Arabia".

Per approfondire il discorso, è anche previsto un incontro, moderato da Gad Lerner, che metterà in luce come il cinema e il sistema mediatico racconta, o meglio, non racconta, il fenomeno dell’immigrazione. Tra i relatori, i registi Andrea Segre e Maher Al Sabbagh, i giornalisti Stefano Liberti e Gabriele Del Grande (Fortress Europe) e i volontari della prima rivista free press italiana in lingua araba, Al Jarida.

Come recita la presentazione ufficiale sul sito del festival, Immigration Day vuole essere, «attraverso il cinema, un appello alla società civile perché si torni al buon senso, al rispetto dell’uomo e dei suoi diritti. Una giornata con proiezioni di documentari che raccontano le migrazioni, tra cause storiche e violenze contemporanee. Una serata di cortometraggi in lingua originale, per sentirsi un po’ meno stranieri. Un invito a esserci tutti, migranti e sedentari».

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