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Oltre l'Eden

di Alain Robbe-Grillet

Dopo La belle captive (1983) e Trans Europe Express - A pelle nuda (1966), Ripley Home Video porta avanti la sua iniziativa di riedizione homevideo di tutta l’opera filmica di Alain Robbe-Grillet, scomparso nel febbraio di quest’anno, con Oltre l’Eden (L’Eden et après, 1971), il primo film a colori firmato dal padre del nouveau roman, presentato alla Berlinale. Ce ne occupiamo in quanto rappresenta, insieme al successivo e ultimo Gradiva (2006), un’incursione orientalista di un certo interesse per un autore come Robbe-Grillet, con alle spalle anni di attività come ingegnere agronomo in Africa e nelle Antille.

Un interesse legato soprattutto ai modi di produzione: il film, scritto come di consueto dal regista, nasce da una singolare coproduzione tra Francia, Cecoslovacchia e Tunisia, le cui modalità contrattuali sono state evocate nell’intervista, realizzata da Benoît Peeters nel 2001, che figura in estratto tra gli extra del DVD. Dopo le riprese a Bratislava, il set di Oltre l’Eden si è spostato per un mese nell’isola di Djerba, grazie al sostegno della società pubblica SATPEC (1957-90), e con il coinvolgimento di Noureddine Mechri come direttore di produzione e soprattutto del futuro storico del cinema e regista Férid Boughedir (Halfaouine-L’enfant des terrasses, 1990), che figura nei generiques fra gli assistenti alla regia. Ci domandiamo se un film così provocatoriamente rigoroso nel rifiuto di ogni compito narrativo potrebbe mai essere sostenuto nella Tunisia liberista e liberticida di Ben Ali.

Come spiega nell’intervista citata, l’idea di Oltre l’Eden viene infatti a Robbe-Grillet nel corso di una conferenza nel sud della Tunisia: l’immediata fascinazione per i paesaggi naturali di Djerba alla fine dell’estate, segnati in modo preponderante dall’azzurro/blu (del cielo, del mare, delle porte) e dal bianco (delle pareti a calce delle case), e quasi del tutto privi dell’odiato verde, fanno sorgere al regista l’idea di lanciarsi senza più indugi nell’avventura del colore cinematografico, proprio rendendolo protagonista di quest’esperienza, letteralmente, iniziatica, ricollegandosi alle ricerche di Klee in Tunisia (indagate anche nel bellissimo Die Tunisreise - Le voyage à Tunis di Bruno Moll, documentario guidato da un narratore d’eccezione come Nacer Khemir), ma anche alla tavolozza piatta e brillante di Mondrian, Kandinsky, Malevic.

La pittura dunque, ma anche la musica: con il concorso di un virtuoso compositore di strutture dodecafoniche come Michel Fano (Chronique d’un été, Un homme et une femme, Trans Europe Express), Robbe-Grillet si ricollega alla tradizione dell’avanguardia dadaista per frustrare ogni tentazione di cedimento a un sinfonismo rassicurante. La musica dunque, ma anche la letteratura: fedele al suo credo post-naturalistico, l’autore di L’anno scorso a Marienbad concepisce uno script dalla struttura seriale, basato su una griglia di dodici sezioni, e parte per l’avventura del set essendosi assicurata la piena complicità del produttore (da cui ha ottenuto di poter rimontare e distribuire il film anche in una seconda versione, che poi si chiamerà N. a pris les dés) e della decina di giovani interpreti, esordienti o perlopiù sconosciuti, che compongono il cast, fra i quali Catherine Jourdan, già apparsa in film di Melville (Frank Costello faccia d’angelo, 1967) e nell’episodio godardiano di Amore e rabbia (1969). Proprio la luminosa presenza scenica della Jourdan, nel ruolo di Violette, fungerà da polo organizzatore della diegesi.

Violette fa parte di un piccolo gruppo di studenti di fisica che si ritrovano ogni sera nell’american bar Eden, un locale dalla struttura modernista – una sorta di tela di Mondrian trasposta in 3D, con inserti pubblicitari stile pop-art e poster turistici – dominato dalla presenza di France, un ambiguo cameriere, dove i ragazzi si dedicano talvolta a messinscene di gusto sadomaso. Una sera, si presenta al locale uno straniero dagli occhi azzurri che si fa chiamare Duchemin (Pierre Zimmer): mostrando trucchi da prestigiatore e raccontando brandelli di aneddoti su suoi trascorsi avventurosi in Africa, affascina i presenti e in particolare la stessa Violette, che accetta di assumere una polvere bianca stupefacente e poi di incontrarlo la sera al porto, nei pressi di una fabbrica dismessa. Recatasi sul posto, la ragazza ode degli spari e si rifugia nella costruzione, passandovi la notte. All’indomani, vede lo straniero riverso alla fine di una scala sul mare, con in tasca una cartolina di Djerba. Recuperata all’Eden la propria chiave di casa, rientra, ma non trova più affissa la piccola tela astratta, di gran valore, dipinta dallo zio pittore. Dopo aver visto al cinema un documentario sulla Tunisia in cui riconosce lo scorcio della cartolina, Violette parte per Djerba e incontra ben presto uno scultore (Dutchman), creatore di tableaux vivants di derivazione sadiana, che ha le stesse sembianze di Duchemin, di cui diventa amante. Rapita da una banda di giovani che somigliano in tutto e per tutto ai suoi compagni di studi, è sottoposta a privazioni e torture perché riveli il nascondiglio della tela rubata, finché non riesce a fuggire e, grazie a una ragazza che sembra la propria sosia, ritrova Dutchman, solo per vederlo morire, in circostanze simili a quelle dello straniero. Violette rientra infine nella sua città, per scoprire che all’Eden tutto sembra svolgersi secondo il medesimo copione di sempre, e si aspetta solo il ritorno di Duchemin.

Il plot, organizzato a posteriori grazie all’apporto della voce di commento di Violette, rinvia a una pratica filmica che gioca consapevolmente con stereotipi di genere, dal thriller al film erotico, mentre la partitura visivo-sonora, come detto, recupera con compiaciuta eleganza situazioni ed elementi dall’avanguardia e post-avanguardia, anticipando addirittura alcune tendenze successive, come lo strutturalismo dai colori brillanti del Centre Georges Pompidou.

Aleatorietà, serialità, antinarrazione, plasticismo: la sfida di Robbe-Grillet si gioca scopertamente sul doppio terreno della percezione (dei valori visivo-sonori) e del riconoscimento (delle articolazioni dello schema seriale, dei riferimenti al sistema delle arti). La partita del senso, più che modernamente affidata alla partecipazione dello spettatore, è qui gioiosamente negata, quasi alla stregua di un rito positivistico da abbattere. Bisogna ammettere che questo piacere nichilistico, proprio perché controbilanciato dalla rivelazione del colore, e dall’indubbia capacità di dominio e orchestrazione della partitura filmica espressa da Robbe-Grillet, invade lo schermo e per lunghi tratti ci fa sprofondare nel ruolo che il regista-demiurgo ci destina, ma basta che lo schermo torni buio perché la fascinazione si sfranga in pochi minuti, come una rete di ragnatela.

L’edizione Ripley’s Home Video, accompagnata da un’elegante booklet, che comprende alcune dichiarazioni del regista e un saggio di Marco Vallora, è quanto mai preziosa in quanto recupera un film dimenticato, mai edito in homevideo neanche all’estero e assente dalle library televisive e ne ripristina con un attento restauro la banda visiva e l’affascinante commento sonoro di Michel Fano, anche se purtroppo solo in monofonia, integrato nella traccia in italiano da alcuni passaggi sottotitolati.

Leonardo De Franceschi

Cast & Credits

Oltre l’Eden (L’Eden et après)
Regia, sceneggiatura e dialoghi: Alain Robbe-Grillet; fotografia: Igor Luther; scenografia: Anton Krajovi; partitura sonora: Michel Fano; suono: Raymond Saint-Martin, Mustapha Benjemia; montaggio: Bob Wade; assistenti alla regia: Claude Sambain, Férid Boughedir; interpreti: Catherine Jourdan, Pierre Zimmer, Lorraine Rainer, Richard Ledue, Sylvain Corthay, Juraj Kukure, Jarmila Kolenicova, Catherine Robbe-Grillet, François Gervai, Ludwik Kroner, Igor Luther; origine: Francia/Cecoslovacchia/Tunisia, 1971; formato: 35 mm; durata: 95’; produzione: Samy Halfon per Como-Films (Parigi), con la collaborazione di Scovesky Film (Bratislava) e SATPEC (Tunisi); distribuzione homevideo: Ripley’s Home Videodata di uscita: 26/8/2008.

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singola faccia doppio strato; regione: 2; formato video: 16/9, 1.85:1; formato audio: mono; tracce audio: italiano, originale francese; lingue sottotitoli: italiano; contenuti extra: Trailer originale, intervista ad Alain Robbe-Grillet. Edizione con booklet.


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