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Les Mariées de l’isle Bourbon

di Euzhan Palcy

Trasmessa già su France 3 fra settembre e ottobre 2007, Les Mariées de l’isle Bourbon (Le spose dell’Isola Bourbon) è una miniserie in due parti diretta dalla martinicana Euzhan Palcy, che è stata riproposta in questi giorni su TV5 Europe (Sky 540).
Un’occasione preziosa per i telespettatori francofoni (la miniserie è stata trasmessa come di consueto in versione originale francese, con sottotitoli francesi opzionali), interessati a conoscerne di più sulla vita nei territori d’oltremare francesi, e più in particolare nel XVII secolo e nella lontana isola de La Réunion, dove il film, ispirato a vicende reali, è stato girato. Un’isola e un periodo particolarmente interessanti in quanto, vigendo leggi che impedivano il commercio di schiavi, permise la nascita di una società in cui le unioni miste e il meticciato avevano uno sviluppo cospicuo e un riconoscimento legale preciso.

Dalla Salpêtrière di Parigi - ospedale e asilo per poveri, oltre che prigione per prostitute - una nuova spedizione di giovani donne senza famiglia (come la bionda Alix) e dai costumi dubbi (come la rossa Louison), scortata dall’ambizioso Padre Romand, viene inviata dal re nell’isola de La Réunion (allora chiamata Bourbon), per sostenere il popolamento delle fattorie coloniche. La prima viene subito sposata dal giovane Henry La Beaume, mentre la seconda si sottrae alle mire dei coloni, mettendosi al servizio del prete che nel frattempo si è autonominato governatore, approfittando del fatto che la carica era temporaneamente ricoperta da un amministratore creolo, Jean Penmach. L’azione di forza di Padre Romand ridà fiato ai coloni più ricchi e razzisti, come l’intrigante Michel Blancpain, che mette subito gli occhi addosso ad Alix. La giovane trova conforto nell’amicizia di Marie, una giovane malgascia sposata al colono Jules, ma la situazione precipita quando, a seguito di uno scontro con la comunità di resistenti arroccata nella parte alta dell’isola, Henry viene ferito a morte. Rimasta sola, Alix dovrà difendere se stessa, i suoi possedimenti e due bambini malgasci da lei adottati dalle mire di Blancpain, facendo ricorso all’appoggio di Jean, segretamente innamorato di lei e da lei ricambiato.

A fronte di un plot, dichiaramente confezionato dalla Palcy e da Jacqueline Cauët sulla scorta di un repertorio di tipi drammatici e convenzioni narrative mutuato dal patrimonio della letteratura popolare più che esotico-avventurosa, l’attenzione riservata alla ricostruzione storica e al contesto microsociale permette di apprezzare questo feuilleton in due parti. Una cura particolare viene dedicata alla costruzione dei personaggi femminili, con un’evidenza maggiore per le tre protagoniste (la bionda Alix, la rossa Louison, la nera Marie), senza però trascurare altre figure di rilievo come la ribelle figlia tredicenne di Marie (che il prete vorrebbe fosse sposata a forza), e nonna Cal, la vecchia guaritrice sempre pronta ad accorrere in aiuto, con i suoi poteri e saperi tradizionali. La messinscena e la scrittura filmica ricalcano standard di efficacia narrativa consolidati per il piccolo schermo, mentre lo score di Jean-Marie Senia e alcuni passaggi in ralenti appesantiscono alcuni picchi drammatici.

Ma il pregio maggiore di questa miniserie va trovato nella giustezza del casting e nella direzione degli attori. Se alcuni personaggi di coloni non riescono ad emergere in un’apprezzabile densità anche a causa della performance incolore degli interpreti, i due antagonisti maschili sono scolpiti con apprezzabile incisività da Jean-Yves Berteloot (il razzista Michel Blancpain) e William Nadylam (il progressista Jean Penmach). Non meno felici per intensità ed efficacia, le tre protagoniste Marie Piot (una candida e sensuale Alix), Cécile Cassel (un’intrigante e ambiziosa Louison) e Sara Martins (una fedele e tenace Marie), volto già visto in numerosi film tv francesi, ma anche nel bel dramma sull’immigrazione Les Oiseaux du ciel, diretto nel 2006 da Eliane de Latour, e presentato al festival Panafricana.

Un’occasione importante per riscoprire, sia pure in una prova televisiva, un talento importante del cinema panafricano come la Palcy, esplosa 25enne nel 1983 con l’opera d’esordio Rue cases nègres, gratificata con il Leone d’Argento e il Premio per l’attrice a Venezia, oltre che con il César per il miglior esordio, e poi scivolata nel cono d’ombra dopo la buona incursione hollywoodiana di Un’arida stagione bianca (1989) e il dramma fantastico Siméon (1992). La cura con cui viene affrontata la delicata questione del meticciato nei possedimenti coloniali, che coinvolge il quadro normativo, motivazioni umane, dinamiche di genere e implicazioni politiche difficili da mettere a fuoco nelle loro articolazioni, soprattutto in una miniserie televisiva, testimonia di un’intatta capacità di sintetizzare profondità di interpretazione ed efficacia comunicativa.

Leonardo De Franceschi

Cast & CreditsLes Mariées de l’isle Bourbon (Le spose dell’isola Bourbon)
TV5 Europe (Sky 544): 28 agosto 2008
Regia: Euzhan Palcy; sceneggiatura: Jacqueline Cauët, Euzhan Palcy; adattamento e dialoghi: Euzhan Palcy, Raphaëlle Valbrune, Jacqueline Cauët; fotografia: Manuel Teran; musiche: Jean-Marie Sénia; montaggio: suono: Jérome Ayasse; scenografia: Valérie Gral; costumi: Michèle Pezzin; interpreti: Marie Piot, Sara Martins, Cécile Cassel, Jean-Yves Berteloot, Bruno Slagmulder, William Nadylam, Lydia Ewande, André Penvern, Yannick Soulier, Anne-Elodie Georget; origine: Francia, 2007; formato: 35 mm, colore; durata: 180’; produzione: Françoise Bertheau-Guillet, per France 3 con la partecipazione di Centre National de la Cinématographie, Procirep, Angoa e TV5 Monde, con il sostegno della Sacem

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