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Fred Kuwornu: sulle orme dei Buffalo Soldiers

di Maria Coletti

Un documentario ricostruirà la storia dei soldati afroamericani in Italia

Tra i cinquanta afroitaliani selezionati da Spike Lee per interpretare i soldati afroamericani in Italia, Fred Kuwornu è forse il più determinato. Ispirato dal film Miracolo a Sant’Anna, Kuwornu ha subito iniziato un lungo lavoro di ricerche storiche sul coinvolgimento degli afroamericani nella seconda guerra mondiale.
Ora finalmente sta per finire di realizzare il suo Inside Buffalo, un documentario sulla campagna militare italiana sostenuta dalla 92a divisione fanteria, una divisione di soldati afroamericani soprannominati Buffalo Soldiers, attivata nel 1943, che combatté sulla Linea Gotica contro i tedeschi. Il reparto era costituito solo da soldati afroamericani, perché, a causa delle leggi razziali ancora vigenti all’epoca negli Stati Uniti, essi non potevano combattere al fianco dei commilitoni bianchi. Una storia tragica, spesso dimenticata, come spiega Fred: «Mentre un regista afroamericano come Spike Lee farà conoscere attraverso il suo film la storia di Sant’Anna di Stazzema in Usa e nel mondo, io, nel mio piccolo e da afroitaliano, farò conoscere la storia dei veri Buffalo Soldiers in Italia e in Europa, e forse anche in Usa, visto che sono stati dimenticati per molti anni».

Il documentario di Fred Kuwornu raccoglie numerose interviste e testimonianze da parte di coloro che hanno vissuto in prima persona questa pagina importante, ed a volte scomoda, della seconda guerra mondiale. E Inside Buffalo sarà anche ricco di immagini di archivio della NARA (The National Archives), che ha una ricca collezione di fotografie degli afroamericani nella seconda guerra mondiale, oltre che di documenti originali messi a disposizione dai veterani.
Tra le interviste italiane, le più interessanti sono quelle a Gino Dinelli, che fece parte della Mule&Pack, un reggimento misto formato da soldati afroamericani e italiani, quest’ultimi con tanto di divisa americana; ad Ennio Mancini, uno dei superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema; a James Senese, storico musicista di Pino Daniele, ma anche figlio abbandonato di un Buffalo Soldier che non ha mai conosciuto; al sindaco del piccolo paese di Sommocolonia, che nel lontano 1979 decise di rendere omaggio formale ai Buffalo Soldiers, con la costruzione di un monumento al soldato afroamericano John Fox, solo nel 1997 riconosciuto dal governo statunitense.

Ma Fred ha girato in lungo e in largo anche negli Stati Uniti: Connecticut, New Jersey, Idaho, Washington DC, Maryland, Pensylvanya, California, Ohio, New York… Un lungo viaggio sulle orme dei Buffalo Soldiers e delle loro storie, legate indissolubilmente alle pesanti discriminazioni subite, ma anche ai ricordi, a volta divertenti, delle relazioni instaurate con la popolazione italiana. «Non è solo un documentario che narra alcune vicende di guerra, ma soprattutto sarà ricco di storie legate alla segregazione, alla lotta per i diritti civili, al concetto di Double V: vittoria sul fronte italiano e vittoria sul fronte dei propri ufficiali bianchi».
Tra i veterani intervistati da Fred negli Usa, alcuni sono personaggi di punta, molto importanti per l’identità afroamericana: Lawrence Pierce, ex giudice federale di New York; Joseph Stephens del Maryland; il novantenne Albert O. Burke; Howard Fletcher di Washington; Spann Watson, il mitico pilota che compì missioni aeree sulla linea gotica; il Dr. Leroy Ramsey, consulente del Pentagono e grande paladino della lotta affinché i veterani afroamericani potessero vedere riconosciuti i loro atti eroici, riaprendo il capitolo delle Medal of Honor che era stato chiuso ufficialmente nel 1948; e, naturalmente la Medal of Honor Vernon Baker.

«È una grande storia di amicizia tra due popoli e, forse, nonostante il regime fascista, la popolazione italiana era meno razzista di quella degli Stati Uniti dell’epoca. Ho voluto fare questo documentario anche perché molti giovani toscani non sono al corrente che la loro terra fu liberata anche grazie ai neri americani».
Ci auguriamo davvero che Fred Kuwornu possa terminare al più presto Inside Buffalo e presentare il suo documentario in Italia: una pagina di storia troppo spesso rimossa, che sicuramente può contribuire non solo ad un più maturo e consapevole confronto con il nostro passato, ma anche ad un presente e ad un futuro non più macchiati dall’intolleranza e dal razzismo.

Nella foto, il veterano Joseph Stephenson con Fred Kuwornu
© Fred Kuwornu

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