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Lila dice

di Ziad Doueiri

Arriva in Italia direttamente in homevideo (Cecchi Gori), Lila dice (Lila dit ça), tratto dal romanzo omonimo che fece scandalo alla sua uscita in Francia nel 1996. All’epoca il suo autore, usando lo pseudonimo Chimo, fece recapitare il manoscritto all’editore Plon. Eliminati i tanti errori di ortografia e punteggiatura, il libro, grazie al suo forte contenuto erotico, scatenò una vera e propria caccia sugli scaffali delle librerie transalpine e fu osannato dalle critiche, diventando ben presto un bestseller. Parallelamente si scatenò la caccia all’autore, che ancora oggi ha un’identità sconosciuta.

Il protagonista si chiama Chimo, è un maghrebino di diciannove anni e abita con la madre in una povera banlieue di Marsiglia. Come lui stesso ripete, passa il tempo “a far nulla”, insieme ai suoi tre amici Mouloud, Bakary e Grand Jo. La sua vita si consuma tra squallidi giri in macchina tra strade sporche e sfide a flipper in piccoli bar, alternati ogni tanto a qualche furtarello. E in mezzo a tutta questa decadenza suburbana ecco che improvvisamente appare un angelo: Lila, una ragazza bionda che con lo sguardo riesce a stregarlo già al suo primo passaggio sul motorino. Lila è una lolita francese costretta a convivere con una zia timorata di Dio che però cerca di insidiarla in tutti i modi; è una ragazza disinibita che gioca con le parole e gli argomenti forti, che parla di sesso quasi fosse uno scaricatore di porto e porta Chimo fino all’esasperazione. Lui se ne innamora sempre più e ogni volta che la incontra sente la testa girare e le fitte allo stomaco. Il gioco erotico continua tra incontri segreti e innocue fantasie in un minuscolo “giardino dell’Eden”, dove Lila alla fine confesserà che tutti i suoi atteggiamenti ed il suo linguaggio esplicito da adulta sono perché Chimo, che lei ha scelto, si innamori.

Lila è una ragazza cruda, non usa mezze misure, anche se ha solo sedici anni non è certo ingenua, ma ambigua e molto femminile. Finora non ha mai trovato qualcuno con cui parlare e trova in Chimo il tramite per uscire dalle sua solitudine e dalle paure adolescenziali che la opprimono. In una delle scorribande notturne Chimo ruba un quaderno e comincia a raccontare di questa incredibile storia che sta vivendo, una storia che riesce a trascinare la sua mente fuori dal grigiore permanente della vita che “gli sta passando accanto”. Chimo non vuole perdere l’occasione e cerca di abbandonare i suoi amici gretti ed ignoranti, si rende improvvisamente conto che vive in un mondo che non gli appartiene e dal quale cerca a tutti i costi di scappare. Anche se così si inimica i suoi colleghi di sventura con i quali finora condivideva tutto. Ma che fare quando il suo amico numero uno, Mouloud, vuole condividere anche Lila, anzi “la puttana”, come la chiama lui? E’ la scintilla finale che pone fine ad un’amicizia più casuale che veritiera, e che porta al triste epilogo con la violenza subita da Lila, “l’amica del diavolo”, da parte degli amici di Chimo.

L’autore della trasposizione romanzo/film è il regista libanese Ziad Doueiri, conosciuto come operatore per Quentin Tarantino sul set di film quali Le iene, Pulp Fiction e Jackie Brown, ma anche regista nel 1998 della commedia generazionale West Beirouth (id.) , ambientata in piena guerra civile. In una sua intervista, Doueiri dichiara che «Lila dice è una favola contemporanea ma soprattutto è una storia d’amore tra Chimo e Lila». Parla di Chimo come di «un adolescente sognatore che si rifugia nelle sue visioni ed ha sempre una lunghezza di ritardo su Lila». Lila dice è alla fine paragonabile ad una grande storia d’amore non consumata, dove la fantasia si alterna a piccoli giochi, e tutto è basato su un richiamo esplicitamente sessuale, con i differenti caratteri dei due protagonisti: l’introverso e taciturno Chimo che si specchia nei racconti seducenti di Lila.

Doueiri inquadra bene l’atmosfera desolante della periferia francese, usando colori adeguati alle circostanze, più caldi negli incontri tra i due giovani e più crudi nelle altre. Forse bisognava dare maggior risalto alle scene più “piccanti” presenti nel libro, sostituite con carrellate avvolgenti e uso di grandangolo. Il risultato è quello voluto dal regista, cioè una leggera distorsione della prospettiva, forse alludendo proprio alla situazione che è essa stessa distorta, ma molte volte la testa oltre che a Chimo gira anche agli spettatori…

Uscito nel 2004 nelle sale cinematografiche, il film ha avuto un gran successo di critica e di pubblico ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti a festival internazionali, a Gijon (miglior attore protagonista, migliore sceneggiatura), Beirut (miglior regia, migliore sceneggiatura), Mons (premio del pubblico) e Verona (miglior premio della giuria giovane). Peccato per l’assoluta mancanza di contenuti extra.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsLila dice (Lila dit ça)
Regia: Ziad Doueiri; soggetto e sceneggiatura: Ziad Doueiri, Mark Lawrence, Joelle Touma; fotografia: John Daly; montaggio: Tina Baz; musica: Nitin Sawhnwey; suono: Laurent Lafran, Sylvain Lasseur, Nicolas Naegelen; scenografia: Yves Bernard, Pierre Matard; origine: Francia, 2004; durata: 87’; produzione: Marina Gefter; coproduttore inglese: John Battsek; coproduttori italiani: Bernadette Carranza, Luigi Ferrara Santamaria; coproduttore francese: Fabienne Vonier; produttori esecutivi: Paul Trijbits, Andrew Ruhemann; produttori associati; Bruno Levy, Patrizia Biancamano; sito ufficiale: Pyramide Distribution; distribuzione Italia: Cecchi Gori Home Video; data di uscita: 25 novembre 2008.
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singola faccia doppio strato (formato schermo Widescreen); regione: 2; formato video: 1.85:1 anamorfico; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Italiano (Dolby Digital – 2.0), Francese (2.0); lingue sottotitoli: Italiano per non udenti.

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