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La rabbia

di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi

Il 3 dicembre scorso è uscito in DVD il lungometraggio La rabbia (1963) di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi edito da Gianluca e Stefano Curti per Rarovideo a cura di Tatti Sanguineti. Il progetto costituisce, a distanza di quarantacinque anni dall’uscita del film, il primo tentativo realizzato di restauro da negativo originale con le sequenze a colori dei dipinti di Renato Guttuso. Infatti, dopo l’uscita nel 1963, la pellicola, se si escludono alcune proiezioni sporadiche, è di fatto caduta nell’oblio.

La rabbia nasce da un’idea del produttore Gastone Ferranti il quale chiama Pasolini a rispondere alla domanda: «perché la nostra vita è dominata dalla scontentezza, dall’angoscia, dalla paura della guerra, dalla guerra?». Pasolini lavora, dunque, al montaggio di materiali di repertorio provenienti dalla Cecoslovacchia, URSS e Inghilterra e di altri cinegiornali di «Mondo libero». Questa prima versione di cento minuti realizzata con l’aiuto regista Carlo di Carlo e supportata da un testo scritto dall’autore, non fu, però, approvata da Ferranti e ne venne, addirittura, dimezzata la durata. Intanto Ferranti decide di affiancare alla risposta pasoliniana un’altra voce proveniente dalla sponda ideologica opposta: sceglie Giovannino Guareschi, monarchico cattolico. Così l’opera completa si compone di due parti: la prima di Pasolini con un testo in prosa letto da Renato Guttuso e in poesia letto da Giorgio Bassani, e la seconda di Guareschi che affida il commento alle voci di Carlo Romano e Gigi Artuso.

Sono evidenti le differenze tra i due autori in rapporto agli eventi storici che segnano il passaggio dagli anni ’50 agli anni ’60: una denuncia marxista della società del tempo e di quello che stava avvenendo secondo Pasolini; una difesa del mondo dello spirito insediato dal mondo ateo del materialismo secondo Guareschi. Dunque una sottile linea di congiunzione tra i due autori può essere quella dell’antimodernismo che entrambi perseguono. Ma sta di fatto che se l’odio di Guareschi verso il conformismo è dettato da un sentimento di difesa dell’Italia dall’americanizzazione, la visione pasoliniana è segnata da un profondo sentimento di angoscia verso la nuova preistoria.

Anche rispetto alla tematica del colonialismo, Guareschi non nasconde il proprio disprezzo nei confronti degli abitanti del Terzo Mondo e si proclama sostenitore della colonizzazione europea dell’Africa. Al contrario, per Pasolini La rabbia rappresenta uno dei primi commenti espliciti, tuttavia in forma poetica, rispetto al razzismo e ai fatti storici del colonialismo. Infatti, i fotogrammi scelti dall’autore mostrano eventi quali l’uccisione di Gandhi, quella di Lumumba, la liberazione della Tunisia, del Tanganika e del Togo, inoltre, si sofferma sui singoli avvenimenti di Cuba e dell’Algeria ai quali dedica un ampio segmento. Così l’autore, da un lato condanna la società colonialista e razzista responsabile delle tragedie del presente e dall’altro vede nei popoli del Terzo Mondo l’esistenza di una futura speranza rivoluzionaria. È da evidenziare il testo scritto sulle immagini della festa per la liberazione dell’Algeria: si tratta di un canto di gioia, un inno alla libertà del popolo algerino, alla vittoria di tutti i popoli di colore e di tutti i partigiani del mondo.

Nei contenuti extra del DVD, oltre al trailer originale, compare il documentario La rabbia I, La rabbia II, La rabbia III… L’Arabia di Tatti Sanguineti, che ricostruisce scrupolosamente la genesi e lo sviluppo del film. Inoltre sono contenuti due libretti bilingue (italiano e inglese) il primo include brevi biografie degli autori, dichiarazioni e documenti relativi al film; il secondo offre una panoramica sul metodo di lavoro di Guareschi attraverso estratti dal libro Italia provvisoria (Milano, Rizzoli, 1947).

In conclusione, La rabbia si ripropone al pubblico come opera critica che offre spunti di riflessione sulla storia passata e sulle sue attuali conseguenze politiche e sociali, attraverso le voci di due intellettuali che hanno segnato l’Italia del secolo scorso. Vale la pena ricordare che la Cineteca di Bologna e la Fondazione Pasolini, da un’idea di Tatti Sanguineti realizzata da Giuseppe Bertolucci, hanno lavorato alla ricostruzione della versione lunga, completa di prologo censurato, presentata alla 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e uscita nelle sale il 5 settembre. Questa versione non è stata inserita nel DVD ma uscirà a gennaio in un’edizione autonoma.

Salvatore Landi

Cast & Credits

La rabbia
Italia, 1963, 100’43’’, 35 mm, b/n e colore, 1:1.66
Regia: Pier Paolo Pasolini, Giovannino Guareschi; produzione: Gastone Ferranti per Opus Film; organizzazione generale: Antonio Morelli (A.D.C.); sviluppo e stampa: S.P.E.S.; distribuzione: Medusa; realizzazione: ottobre 1962-febbraio 1963; uscita: 13 aprile 1963, Genova, Cinema Lux; Roma 14 aprile 1963 cinema Ariston.

PRIMA PARTE (51’3’’)
Regia: Pier Paolo Pasolini; aiuto regia: Carlo di Carlo; sceneggiatura e commento: Pier Paolo Pasolini; montaggio: Nino Baragli, Mario Serandrei e Pier Paolo Pasolini; assistente al montaggio: Sergio Montanari; voci: Giorgio Bassani (voce in poesia) e Renato Guttuso (voce in prosa).

SECONDA PARTE (49’40’’)
Regia: Giovannino Guareschi; sceneggiatura e commento: Giovannino Guareschi; consulenza (non accreditata): Gianna Preda; ricerche iconografiche (non accreditate): Claudio Quarantotto; montaggio: Giacinto Solito; voci: Carlo Romano e Gigi Artuso.

DVD nella confezione: 1; supporto: DVD; formato video: 4/3 full frame; audio: italiano dual mono; lingue sottotitoli: inglese; contenuti extra: trailer; il documentario La rabbia I, La rabbia II, La rabbia III… L’Arabia di Tatti Sanguineti (65’).


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