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Il FESPACO compie quarant'anni

di Maria Coletti

Ouagadougou (Burkina Faso), 28 febbraio-7 marzo 2009

Era il 1969 quando, sull’esempio della Tunisia dove tre anni prima erano nate le JCC, viene creata nell’allora Alto Volta la prima Settimana del cinema africano a Ouagadougou, per iniziativa di un’associazione guidata da Alimata Salambéné, in servizio alla televisione nazionale dell’Alto Volta e in seguito nominata Segretario generale del Festival. L’esperienza si ripete nel 1970 e poi, nel 1972, viene fondato ufficialmente il Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou (FESPACO).
Da allora il FESPACO, divenuto festival del cinema e della televisione, ha mantenuto la cadenza biennale e si è consacrato nel continente africano e a livello internazionale come l’appuntamento cinematografico panafricano da non perdere, per la qualità artistica e la partecipazione, professionale e popolare.

Il tema della 21ma edizione del FESPACO (28 febbraio-7 marzo 2009) è “Cinema africano: turismo e patrimonio culturale”, un modo per invitare i professionisti del cinema africano a servirsi della loro arte anche per promuovere le ricchezze turistiche e culturali del proprio paese. Il cinema può infatti essere lo strumento privilegiato per una valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del continente africano e per un “invito al viaggio”, ad una conoscenza diretta del continente Africa troppo spesso relegato alle notizie di guerra oppure alle emergenze umanitarie. Il tema sarà approfondito anche attraverso un convegno.

Due ricorrenze molto importanti fanno del FESPACO 2009 un’edizione da non perdere: oltre ai 40 anni del festival, infatti, quest’anno si festeggiano anche i 20 anni della Cinémathèque Africaine di Ouagadougou. Nata nel 1989 da una collaborazione fra il FESPACO e la FEPACI (Federazione Panafricana dei Cineasti), la Cineteca Africana di Ouagadougou continua seppure fra mille difficoltà economiche ed organizzative la propria missione. Per festeggiare i primi due decenni di attività, la Cinémathèque Africaine propone durante il festival delle giornate a porte aperte, che permetteranno al pubblico di cinefili e professionisti di conoscere meglio la cineteca, il suo patrimonio e le sue attività.

Altro appuntamento imperdibile nei giorni del FESPACO è il MICA, ovvero il Mercato Internazionale del Cinema e della televisione Africani: attiva dal 1983, è una struttura per promuovere lo scambio e i contatti professionali fra produttori, compratori e distributori ed è organizzata per il visionamento e la promozione di film e video di realizzazione africana e internazionale.

A quasi due anni dalla morte del grande regista senegalese Ousmane Sembene (9 giugno 2007), uno dei pionieri del cinema africano e infaticabile animatore delle edizioni del festival dal 1969 al 2005, il FESPACO non poteva non rendere omaggio alla sua figura, che ha influenzato il cinema africano ed internazionale. Per ricordare degnamente la sua opera, i film di Sembene saranno proiettati tutti i giorni e in tutte le sale di proiezione. Inoltre sono previsti tre appuntamenti celebrativi: la cerimonia di commemorazione presso la Rotonda dei Cineasti, dove vengono ricordati ad ogni edizione del festival tutti i cineasti scomparsi; una piazza con un monumento a Sembene verrà inaugurata in occasione del festival; infine, la camera numero 1 dell’ex Hotel Indépendance, ora Hotel Azalai, nella quale Sembene era solito soggiornare durante le edizioni del FESPACO, sarà messa a disposizione durante il festival per accogliere commemorazioni e per ospitare il libro delle firme.

Ma il FESPACO non è solo memoria, sa guardare anche al futuro ed alla partecipazione. Come ogni anno il festival è anche una grande festa popolare, a cominciare dalle festose cerimonie di inaugurazione e di chiusura, ospitate nell’immenso “Stadio del 4 agosto”. Quest’anno l’atmosfera sarà resa ancora più festosa e popolare con alcuni importanti appuntamenti innovativi. Innanzitutto le notti musicali, con eventi di teatro e musica, ogni sera dalle 22 alle 3 del mattino. Sono previste inoltre delle gite organizzate dal festival per gli accreditati, per conoscere un po’ meglio i luoghi turistici interessanti nei dintorni di Ouagadougou. Infine, un po’ di shopping non guasta mai: l’edizione 2009 propone diverse gallerie/mercato e boutiques del festival, dove acquistare souvenirs del Burkina Faso e gadget del FESPACO.

Un aspetto commerciale che ha prevalso anche nell’organizzazione degli accrediti, sul modello di festival internazionali come Berlino o Venezia, dove l’accredito si paga. Da quest’anno dunque anche il Fespaco non sarà gratuito: il badge degli accreditati darà accesso a tutti i luoghi ed a tutti gli eventi, ma non alle sale di proiezione, alle quali si potrà accedere solo con la Carte Etalon (25.000 F CFA ovvero 39 euro). Un cambiamento anche per gli accrediti stampa, che non danno accesso alle sale di proiezione, ma possono usufruire di una programmazione ad hoc tutte le mattine alle 8 nei cinema Neerwaya e Burkina.

Ma veniamo finalmente ai film. Il programma è molto ricco, con retrospettive, proiezioni speciali, focus e il Panorama di Cinema Africano, fuori concorso. Qui vi segnaliamo semplicemente qualche titolo da tener d’occhio spulciando nel fitto cartellone del FESPACO, nelle sezioni principali riservate a lungometraggi, documentari, cortometraggi e film della diaspora.
Fra i lungometraggi in concorso, segnaliamo innanzitutto quattro anteprime internazionali: Mah saah-sah di Daniel Kamwa (Camerun), Fantan fanga di Adama Drabo e Ladji Diakité (Mali), Les Feux du Mansore di Mansour Sora Wade (Senegal) e Coeur de lion di Boubakar Diallo (Burkina Faso). E ritroviamo anche tre film che hanno già avuto successo internazionale: Teza di Haile Gerima (Etiopia), Whatever Lola Wants di Nabil Ayouch (Marocco) e Mascarades di Lyes Salem (Algeria).

Diversi titoli interessanti anche nella sezione Documentari, molti dei quali realizzati da registi di fama internazionale: Behind the Rainbow della documentarista egiziana Jihan El Tahri; Entre la coupe et l’election della congolese Monique Mbeka Phoba; ancora dalla Repubblica Democratica del Congo proviene Tu n’as rien vu à Kinshasa di Mweze Ngangura; e poi Lieux saints del camerunese Jean-Marie Teno; Ouled Lenine della tunisina Nadia El Fani e Souvenirs encoumbrants d’une femme de menage di Dani Kouyaté (Burkina Faso).

Tra i cortometraggi, la Tunisia è il paese più presente, con sei film selezionati, tra cui Une saison entre enfer et paradis di Mourad Ben Cheikh e La Traversée di Nadia Touijer. Tra gli altri corti selezionati, segnaliamo Timpoko di Serge Amel Sawadogo (Burkina Faso), C’est dimanche di Samir Guesmi (Algeria), Il était une fois l’indépendance di Daouda Coulibaly (Mali) e Le Revenant di Mohammed Ahed Bensouda (Marocco). Nella selezione riservata ai film della diaspora africana nel mondo, infine, gli Usa fanno la parte del leone, forse un riflesso dell’era Obama, e non potevano mancare due film così diversi e così necessari come Namibia. The Struggle for Liberation di Charles Burnett e Prince of Broadway di Sean Baker.

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