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Redbelt

di David Mamet

Dopo il debutto in sala dello scorso settembre, nelle vetrine delle videoteche italiane appare il DVD di Redbelt, distribuito dalla Sony. Si tratta dell’ultimo lavoro di David Mamet, l’eclettico regista e sceneggiatore statunitense di Il postino suona sempre due volte, Il verdetto, Gli intoccabili, Le cose cambiano, ecc.

Il film inizia con le affermazioni di stampo filosofico di Mike Terry (Chiwetel Ejiofor), veterano della guerra del Golfo che fa l’insegnante di Jiu-Jitsu a Los Angeles: “Quello che conta è il combattimento, non la competizione, competere indebolisce”. In una serata piovosa c’è l’improvvisa apparizione di una donna stralunata che per eccesso di autodifesa prende la pistola ad un poliziotto ed infrange la vetrata della palestra. Da questo episodio inizia una sequenza di avvenimenti che coinvolge sempre più Terry, costretto suo malgrado a scendere a patti con i propri principi fino a cimentarsi in un torneo di combattimenti per risolvere i debiti derivanti dagli affari sbagliati dell’affascinante moglie (Alice Braga). Ma alla fine il protagonista si riscopre nel suo ferreo credo: “Un uomo distratto è un uomo sconfitto”. Così, nonostante la scoperta di un tradimento, il suo personale codice di guerriero gli fa rifiutare qualsiasi somma offerta e grazie alla sua integrità non si abbassa ai clamori televisivi dell’arena, tanto lontani dalla vera essenza del Jiu-Jitsu, dove il premio vero è la cintura rossa (Redbelt) del Maestro.

Il Jiu-Jitsu è un’arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente “arte debole”. E’ anche un sistema di difesa personale che alla base dei suoi principi pone la regola che "il morbido vince il duro". In molte arti marziali, oltre all’equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Jiu-Jitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore è la forza che si ritorce contro. Ma la cosa più importante è la possibilità di dare una svolta al combattimento potenzialmente anche all’ultimo minuto, e proprio su questo concetto si sviluppa il film.

La confezione si segnala per la presenza di contenuti speciali davvero interessanti, tra i quali spicca un “botta e risposta” del 21 aprile 2008, dove David Mamet spiega l’accostamento del protagonista Chiwetel Ejiofor ad Henry Fonda, quest’ultimo definito il miglior attore mai visto: “Aveva una spettacolare immobilità, come peraltro anche Jean Gabin, non aggiungeva nulla al copione, se non la verità dell’anima, non improvvisava. E questo particolare atteggiamento si può trovare sui volti dei lottatori”. Segue poi la sua opinione sull’attuale industria cinematografica, paragonata al baseball o alla politica. Mamet definisce Redbelt un film di combattimento, molto vicino ai film sui samurai, e lo accosta ad altre pellicole del genere come The Harder They Fall (Humprey Bogart) o Million Dollar Baby (Clint Eastwood). Riguardo alla storia vera e propria, c’è la ricerca dell’idea del bene, la stessa che Mamet dice di aver visto in Michael Clayton. Non manca un accenno anche all’uso del Cinemascope, con il regista che spiega le varie tecniche di inquadratura.
Segue un’intervista a Dana White, attuale presidente della UFC (Ultimate Fighting Championship), ed un profilo ben curato dei lottatori che hanno partecipato alle scene di lotta e ne hanno curato le coreografie.

In chiusura, uno speciale dedicato alle magie di Cyril Takayama, rinomato illusionista nippo-americano, che dall’età di sei anni eccita gli appassionati in tutto il mondo orientale e che nel 1994 si è aggiudicato il gran premio nella categoria Grand Illusion della FISM (Federation International Society du Magique), una competizione considerata le Olimpiadi della magia. E’ la pellicola d’esordio per Takayama, che interpreta proprio un mago (Jimmy Sakata): le scene che ha a disposizione sono soltanto due, ma riesce benissimo a mostrare le sue doti e a porre così la sua ambigua figura al centro dell’esito finale.

Una curiosità svelata dal regista: i titoli di testa sono ripresi dal film Re Lear (1905), dove erano colorati a mano fotogramma per fotogramma, particolare che permise l’introduzione di parecchie donne nel mondo del cinema, grazie alla loro particolare tecnica (e pazienza…) pittorica.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsRedbelt
Regia: David Mamet; sceneggiatura: David Mamet; ; fotografia: Robert Elswit; montaggio: Barbara Tulliver; scenografia: David Wasco; costumi: Debra McGuire; musiche: Stephen Endelman; interpreti: Chiwetel Ejiofor, Alice Braga, Emily Mortimer, Tim Allen, Joe Mantegna, Rodrigo Santoro, Max Martini, Jose Pablo Cantillo; produzione: Chrisann Verges; origine: Usa, 2008; durata: 99’; distribuzione: Sony; data di uscita DVD: 3 febbraio 2009; sito ufficiale: .www.sonyclassics.com/redbelt
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD9 – singolo lato doppio strato; regione: 2; formato video: panoramico 2.40:1, anamorfico 16:9; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Inglese (Dolby Digital - 5.1), Italiano (5.1); Catalano (surround); Spagnolo (5.1); lingue sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Danese, Finlandese, Hindi, Norvegese, Olandese, Portoghese, Spagnolo, Svedese; contenuti extra: Commenti di David Mamet e Randy Couture, Dietro le quinte, Le arti marziali miste, Domande e risposte con il regista, Intervista a Dana White, Profili dei lottatori, La magia di Cyril Takayama.

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