title_magazine

Il Palmarès del Fespaco 2009

di Maria Coletti

Teza conquista anche il festival panafricano di Ouagadougou

La giuria ufficiale del 21. Fespaco – presieduta dal regista burkinabè Gaston Kaboré, affiancato tra gli altri dalla tunisina Moufida Tlatli e da Ola Balogun (Nigeria) e Flora Gomes (Guinea Bissau) – ha attribuito il massimo riconoscimento del festival, l’Etalon d’Or de Yennenga del valore di 10 milioni di Franchi CFA con trofeo, al film Teza dell’etiope Haile Gerima.
Già vincitore alla Mostra di Venezia (Premio Speciale della Giuria e Osella d’oro per la migliore sceneggiatura) e alle JCC di Tunisi (il Tanit d’Oro), Gerima è dunque il secondo regista africano, dopo Souleymane Cissé, ad aver vinto con lo stesso film ai due storici e principali festival di cinema africano del continente. Haile Gerima non ha potuto purtroppo partecipare al festival, ed il premio è stato così ritirato dalla sorella e coproduttrice del film Selome Gerima.
Gerima ha convinto la giuria ufficiale con un film epico ed appassionato che ricostruisce gli anni della dittatura di Mengistu Haile Mariam e che anche gli spettatori italiani potranno fra poco ammirare sul grande schermo: Teza uscirà infatti il prossimo 27 marzo per la Ripley’s Film.

Ma veniamo agli altri premi ufficiali del 21. Fespaco. L’Etalon d’Argent de Yennenga (5 milioni di F CFA con trofeo) è andato al film sudafricano Nothing but the truth di John Kani, che affronta il tema del razzismo in Sudafrica durante e dopo l’apartheid. Mentre l’Etalon de Bronze de Yennenga (2 milioni e mezzo di F CFA con trofeo) è stato attribuito al film algerino Mascarades di Lyes Salem, una commedia deliziosa che ruota intorno ad un matrimonio senza marito.
Al Burkina Faso è invece andato un altro importante premio, il Prix Oumarou Ganda attribuito alla migliore opera prima: ad aggiudicarselo, il burkinabè Missa Hebié con il film Le fauteuil, che ha ricevuto 2 milioni F CFA e un trofeo. Il film ha inoltre ottenuto il Premio del Pubblico-Prix RFI, che consiste in una dotazione di 15 mila euro per la produzione di un DVD e nella promozione del film sulle antenne di Radio France Internationale (RFI).

Numerosi i premi ufficiali minori del concorso lungometraggi, tutti dotati di 1 milione F CFA e trofeo. Il Premio per la migliore interpretazione femminile è stato vinto da Sana Mousiane per il film Les Jardins de Samira di Latif Lahlou (Marocco). A Rapulana Seiphmo è andato il Premio per la migliore interpretazione maschile per il film Jerusalema di Ralph Ziman (Sudafrica), che ha vinto anche il Premio per la migliore fotografia (Nic Hofmeyr) e il Premio per il miglior montaggio (David Helfand). Il Premio per la migliore sceneggiatura è stato invece attribuito al guineano Mama Keita per il film L’absence, di cui è anche il regista. Il Premio per il migliore suono è andato a Mohamed Hassib per il film Al Ghaba (Les Démons du Caire) di Ahmed Atef (Egitto). Due altri premi sono stati assegnati al film marocchino Wadaan Oummahat (Adieu mères) di Mohamed Ismail: il Premio per la migliore musica a Kamal Kamal e il Premio per la migliore scenografia a Abdel Karim Akauach. Se una sorta di premio di consolazione, il Premio per la migliore locandina, è andato al senegalese Les feux de Mansaré di Mansour Sora Wade, il Premio dell’Unione Europea è stato assegnato ad un altro burkinabè, Boubacar Diallo, per il film Coeur de lion.

Alcuni importanti riconoscimenti sono stati inoltre attribuiti negli altri concorsi: cortometraggi, documentari, diaspora e televisione. Il Poulain d’Or per il miglior cortometraggio (10 milioni F CFA più trofeo) è andato al film Sektou (Ils se sont tu…) dell’algerino Khaled Benaissa. Il Poulain d’Argent (5 milioni F CFA più trofeo) è stato assegnato al franco-algerino C’est dimanche di Samir Guesmi, l’attore protagonista del film Andalucia del franco-senegalese Alain Gomis. Infine il Poulain de Bronze (2 milioni e mezzo F CFA più trofeo) è stato vinto dal camerunese Auguste Bernard Kouemo Yanghu con il corto Warameutseho.

Tutto al femminile invece il Palmarès del concorso documentari: il primo premio, del valore di 3 milioni F CFA con trofeo, è stato vinto dalla marocchina Leila Kirani con il suo film Nos lieux interdits; il secondo premio, del valore di 2 milioni F CFA con trofeo, è stato attribuito all’egiziana Jihan El Tahri per il film Behind the Raimbow (Le pouvoir detruit-il le rêve?); il terzo premio è andato alla camerunese Osvalde Lewat per il suo film Une affaire de Nègres (Black Business).

Nella sezione dedicata ai film della diaspora africana nel mondo, il massimo riconoscimento, ovvero il Prix Paul Robeson, è stato attribuito al film La passion d’un pays dell’haitiano Arnold Antonin. Mentre, nella sezione televisiva, segnaliamo il Premio Speciale della Giuria Tv e Video al film When we were black del talentuoso regista sudafricano Khalo Matabane.

Cast & CreditsNella foto, Selome Gerima con l’Etalon de Yennenga
© Clap Noir www.clapnoir.org

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

mercoledì 27 marzo 2019

Fescaaal 2019: il premio Mutti-AMM2019

Viene presentato oggi al FESCAAAL di Milano - mercoledì 27 marzo, ore 19.00 - il Premio (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha